Cronaca

Messina. Spaccio e frode, altre misure cautelari per Gatto e Cutè. Sequestrata sala scommesse in zona sud

Plurime cessioni di stupefacenti. Scatta l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il 23enne Paolo Gatto, già in carcere per altri motivi, figlio del boss Giuseppe “Puccio” Gatto, anche lui in carcere ma al 41 bis.

Misura ai domiciliari, invece, per il cugino 40enne Giuseppe “Cinzino” Cutè, anche lui già in carcere per altri motivi, figlio di Domenico “U Sauru” Cutè, ucciso in un agguato a Messina il 25 gennaio 2000. Cutè è accusato di intestazione fittizia e cessione fraudolenta di valori (articolo 512 bis del codice penale) per avere intestato a un giovane parente incensurato una sala giochi, ora sequestrata, nella zona sud di Messina, per aggirare la legge in materia di misure di prevenzione.

Queste ultime indagini della Squadra Mobile di Messina sono nate dalla testimonianza di un collaboratore di giustizia. Di recente Cutè (19 anni e 10 mesi) e Gatto (17 anni e 4 mesi) sono stati condannati in primo grado, in rito abbreviato, per il tentato omicidio di Franco Cuscinà.

Cutè era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Predominio” per illeciti in materia di stupefacenti. In quell’inchiesta era emerso l’interesse delle consorterie mafiose operanti in città per il remunerativo settore della gestione delle sale slot e delle sale scommesse.