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Messina. Stato d’agitazione dei lavoratori delle mense dei VdF

Giuseppe Fontana

Messina. Stato d’agitazione dei lavoratori delle mense dei VdF

mercoledì 04 Agosto 2021 - 10:53

La Filcams Cgil chiedere il ripristino del precedente inquadramento. Tagli di personale e orari dovuti all'arrivo del nuovo gruppo gestore

MESSINA – I sindacati hanno proclamato ieri lo stato di agitazione nel comparto ristorazione delle mense dei vigili del fuoco. Lavoratrici e lavoratori, infatti, vivono un momento di incertezza dovuto all’ingresso del Gruppo Elior, subentrato a Le Palme Ristorazione e Servizi, e alla decisione di non assorbire tutto il personale, imponendo demansionamenti e pesanti riduzioni di orario. Giselda Campolo, segretaria generale della Filcams Cgil di Messina, parla di mancato rispetto dei “tempi tecnici previsti dalla norma per espletare il cambio appalto ed è stato impossibile in un solo giorno effettuare le operazioni dovute di verifica degli atti di gara e di tutela dei diritti lesi”.

“Esistono norme molto precise”

“Esistono norme molto precise”, ha continuato Campolo, “che regolano il cambio appalto ma non esiste ancora una sanzione per chi le viola. Questo semplice fatto rende spesso inesigibile quanto previsto e mette in difficoltà le organizzazioni sindacali nella tutela dei diritti, non garantendo alle lavoratrici e ai lavoratori quella naturale serenità con la quale dopo decenni di lavoro su un appalto dovrebbero affrontare i cambi di gestione. Un vulnus gravissimo che riduce la qualità della vita lavorativa e crea un clima di costante precarietà”. E le prime difficoltà sono sorte già dai primi giorni di agosto, come evidenza Maurizio Alongi della Filcams Cgil di Messina: “Se le lavoratrici e i lavoratori non avessero fatto dal primo giorno orari supplementari e mansioni superiori al livello di inquadramento si sarebbero creati problemi nell’erogazione del servizio”.

Le richieste della Filcams Cgil

Ciò che chiede il sindacato, quindi, è “il ripristino del livello di inquadramento, del parametro orario settimanale e delle condizioni economiche e normative previste dal contratto collettivo”. In caso contrario saranno scioperi e mobilitazioni, ma intanto bisognerà aspettare la convocazione alla Direzione regionale del lavoro.

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