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Messina. Una scarpa rossa contro la violenza: FI Azzurro Donna tra 1522 e sicurezza urbana

Giuseppe Fontana

Messina. Una scarpa rossa contro la violenza: FI Azzurro Donna tra 1522 e sicurezza urbana

giovedì 25 Novembre 2021 - 13:11

A Palazzo Zanca installata l'opera prima del dibattito su una città a misura di donna. Musolino: "Dobbiamo fare rete e farcela insieme"

MESSINA – Una scarpa rossa, simbolo della lotta alla violenza, e ai suoi piedi un mazzo di rose rosse e un cartello, fondamentale, che riporta il 1522. Un messaggio forte, con il numero anti violenza e stalking, che ha voluto lanciare oggi, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Forza Italia Azzurro Donna con il patrocinio del Comune di Messina. L’opera, che vuole ricordare quanto ancora bisogna fare per eliminare questi atti di violenza che ogni giorno riguardano decine di donne in tutta Italia, è stata installata all’ingresso del Salone delle Bandiere dove si è tenuto un dibattito sulla “Sicurezza urbana e contrasto alla violenza per una città a misura di donna”.

Dafne Musolino: “Bisogna fare rete”

La coordinatrice per Messina di Forza Italia Azzurro Donna, l’avvocato Ester Isaja, non a caso ha dato la parola all’assessore Dafne Musolino, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. “Dico sempre agli uomini, ai miei amici, che mai percepiranno quel timore al primo appuntamento che tutte noi abbiamo provato – ha raccontato l’assessore – quella paura che dall’altra parte la persona che sembrava tanto gentile al telefono possa rivelarsi un mostro. Noi con queste sensazione, noi donne, ci cresciamo e impariamo a notare tutto, i campanelli d’allarme. Insegniamo alle nostre figlie di fare rete, perché solo così possiamo farcela, insieme. E con comprensione, senza giudizio”.

L’assessore: “In politica poche donne ai tavoli tecnici”

La testimonianza di Dafne Musolino passa anche dal campo professionale: “Nei primi periodi da assessore mi capitava di vedere tavoli tecnici e di vivere incontri politici in cui ero l’unica donna, o comunque mai più di due o tre. Mi succedeva agli inizi anche da avvocato, eravamo pochissime e trattate con sufficienza. Ora sta aumentando la sensibilità su alcune tematiche e nella mia professione il numero è cresciuto. Soprattutto in magistratura la nostra presenza è strabordante. Ne sono felice, la strada da imboccare è questa”.

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