La Fp Cgil annuncia una protesta al comune per venerdì mattina, la Fit Cisl manifesta dubbi e perplessità sulla nuova società. Entrambi i sindacati denunciano l'assenza di confronto in un momento così delicato per servizi e lavoratori
"Per sapere cosa succede nel settore dei rifiuti dobbiamo leggere le notizie riportate dalla stampa o dai rumors che arrivano dai corridoi di Palazzo Zanca. Nessun confronto con i rappresentanti dei lavoratori, nonostante le numerose richieste puntualmente reiterate al Sindaco e all'Assessore Daniele Ialacqua. Violate le più elementari norme che regolano le relazioni sindacali". La Fp Cgil torna a tuonare contro l'amministrazione Accorinti sulla gestione dei rifiuti e sulla programmazione del settore alla live della nuova società varata pochi giorni fa dalla giunta. La Segretaria Generale Clara Crocè e il segretario di settore Carmelo Pino parlano chiaro: "Siamo costretti a ricorrere alle manifestazioni di piazza come ai tempi dell'Amministrazione Buzzanca per avere un incontro. Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”. Per questo motivo i sindacalisti hanno deciso di prendersi l'incontro con la manifestazione dei lavoratori di Messinambiente fissata per venerdì mattina alle 10.30 al Comune. "Vogliamo comprendere i tempi e le modalità della nascita della nuova società. E' necessario accelerare i tempi per la costituzione della nuova società prima ancora che il disegno di legge in discussione all'ARS diventi operativo. Per la FPCGIL è necessario far uscire dall'incubo i cittadini Messinesi e i lavoratori. E intraprendere tutte quelle misure necessarie per rendere meno oneroso il servizio per le tasche dei cittadini messinesi.
Ma non finisce qui. Caldissimo anche il fronte aperto sui vertici di Messinambiente: "Abbiamo già conferito mandato ai nostri legali per chiedere la condanna per comportamento antisindacale per Giovanni Calabrò e Roberto Lisi per il mancato confronto sull'organizzazione del lavoro che ha di fatto contribuito ad aggravare l l'emergenza rifiuti e nei confronti del Sindaco Accorinti qualora dovesse continuare ad eludere il confronto con le Organizzazioni sindacali».
Sul piede di guerra anche la Fit Cisl che vede solo nubi e dubbi sul futuro dei servizi ambientali di Messina dopo quello che definisce «il funerale di Messinambiente» e la creazione di “MessinaServizi Bene Comune”. I segretari Manuela Mistretta e Letterio D’Amico hanno reiterano la richiesta di incontro già inviata lo scorso 23 settembre al Sindaco Renato Accorinti e all’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua.
«Dall’Amministrazione – sottolineano i segretari Fit Cisl – non è arrivata alcuna risposta e spiace notare come la partecipazione “dal basso”, bandiera di questa amministrazione, sia sempre più disattesa».
La Fit Cisl evidenzia come, in una situazione del genere con la nascita di una nuova realtà, «sarebbe stato il caso di consultarsi con le organizzazioni sindacali per conoscere l’iter che la società MessinaServizi Bene Comune dovrà intraprendere. Invece – affermano Mistretta e D’Amico – non solo non abbiamo ricevuto alcuna convocazione ma tutto quello che sappiamo lo abbiamo appreso dalla stampa. Eppure – continuano – ci sono domande alle quali sarebbe opportuno che l’amministrazione rispondesse».
La Fit Cisl solleva, per esempio, il caso su quale sede sarà operativa per la nuova società visto che Messinambiente ha proceduto alla risoluzione anticipata dei contratti di locazione degli attuali locali di via Dogali.
«Oppure – proseguono i segretari Mistretta e D’Amico – come la nuova società risponderà al disegno di legge in discussione all’Ars sull’ennesimo riordino del settore dei rifiuti».
Lo scorso 27 luglio, infatti, il governatore Rosario Crocetta, su proposta dell’assessore per l’Energia ed i Servizi di pubblica utilità, Vania Contrafatto, ha presentato un disegno di legge che ha per oggetto “Norme in materia di organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”, all’interno del quale si legge “Il presente DDL si pone come un passaggio obbligato per uscire strutturalmente dall’emergenza rifiuti in Sicilia. Non più 27 società d’ambito o 18 S.R.R, ma un solo ente di governo che regola e controlla il servizio dei rifiuti”.
«Una condizione di estrema precarietà per il futuro dei servizi e dei lavoratori che meritano un confronto immediato tra Amministrazione e sigle sindacali e alle quali sia il Sindaco che l’Assessore devono dare risposta altrimenti siamo pronti a far partire la mobilitazione dei lavoratori del settore», concludono Manuela Mistretta e Letterio D’Amico.
