Un robusto anticiclone di blocco sull'oceano bloccherà l'ingresso delle perturbazioni atlantiche verso il Mediterraneo
Come vi avevamo anticipato nei giorni scorsi, dopo le continue ondate di maltempo delle settimane appena trascorse, assisteremo ad un radicale cambio di circolazione, dettato dalla costruzione di un robusto anticiclone di blocco, tra il vicino Atlantico e le Isole Britanniche, che andrà ad arrestare quasi del tutto il flusso perturbato oceanico, e quindi l’arrivo delle perturbazioni atlantiche verso il nostro Paese e il Mediterraneo. Ciò porterà verso l’apertura di un periodo di maggiore stabilità atmosferica anche sui nostri territori, come non si vedeva da diverse settimane.

Perché questo anticiclone di blocco?
Lo sviluppo di questa grossa onda anticiclonica a ridosso dell’Europa occidentale è da imputare alla risalita, in alta troposfera, di masse d’aria piuttosto calde, provenienti dalle basse latitudini tropicali atlantiche. Parliamo di potente “forcing dinamici troposferici”, molto probabilmente associati alla cosiddetta “Madden Julian Oscillation”, una perturbazione interstagionale tropicale, della durata di 30-60 giorni, caratterizzata da una progressione verso est di grandi aree di piogge tropicali, osservata soprattutto fra l’oceano Indiano orientale, l’area indonesiana, i mari attorno Papua Nuova Guinea e il settore centro-occidentale dell’oceano Pacifico.

Madden–Julian oscillation verso levante
Quando il fenomeno della “Madden–Julian oscillation” si va a localizzare fra il Pacifico orientale e i mari antistanti l‘America centrale, alle medie latitudini dell’Oceano Atlantico viene favorito lo sviluppo di promontori anticicloni troposferici, per l’azione di intensi “forcing” (flussi di aria calda nella media e alta troposfera) che possono produrre vigorose pulsazioni anticicloniche dinamiche ad onda lunga, che dall’America centrale e dall’Atlantico tropicale occidentale si elevano fino all‘Atlantico settentrionale, ergendo quei robusti anticicloni di blocco che arrestano l‘umido flusso perturbato zonale che esce dal nord America, stabilendo un tipo di circolazione più meridiana. Tale pattern climatico è all’origine dei campi anticiclonici che durante la stagione invernale invadono il Mediterraneo, mentre le avvezioni fredde di matrice artica si propagano sull’est europeo, la Russia o sull’area siberiana.

Tempo più stabile, ma con locali annuvolamenti
La Sicilia e il messinese saranno interessati dal margine sud-orientale di questo potente anticiclone di blocco, che nei prossimi giorni andrà ulteriormente a intensificarsi sull’Europa occidentale. L’arrivo, in quota, di aria più secca e mite andrà a stabilizzare la colonna d’aria, anche se al suolo rimarranno attive fresche correnti dai quadranti settentrionali che addosseranno un po’ di nuvolosità bassa (stratocumuli, piccoli cumuli) sui rilievi del messinese, rendendo i cieli a tratti anche nuvolosi, nonostante gli elevati valori di pressione atmosferica.

La giornata di domani, martedì 14 dicembre, vedrà ancora un po’ di nuvolosità bassa, soprattutto lungo il versante tirrenico e sull’area dello Stretto di Messina, alternarsi a schiarite e spazi soleggiati. Anche se si tratterà prevalentemente di nubi del tutto innocue, nel corso della giornata di martedì non si può escludere la possibilità di qualche locale, sporadico, piovasco, maggiormente probabile fra i Nebrodi settentrionali e i Peloritani. Maggiori porzioni di cielo sereno si apriranno lungo la fascia ionica. Le temperature massime domani raggiungeranno i +16°C, minime sui +12°C +11°C. Venti da deboli a moderati settentrionali, con locali rinforzi da Nord lungo l’imboccatura sud dello Stretto. Mari poco mossi, mosso il Tirreno.
Da mercoledì clima più mite e soleggiato
Da mercoledì 15 dicembre, l’alta pressione si consoliderà ulteriormente sul bacino centrale del Mediterraneo, garantendo una certa stabilità, con cieli poco nuvolosi e clima mite e soleggiato. Le temperature massime si potranno spingere, specie sulla zona ionica, oltre i +16°C, anche se di notte, a causa dei maggiori rasserenamenti e della sensibile attenuazione della ventilazione dai quadranti settentrionali, le temperature minime potranno scendere fino a +10°C a livello del mare. Minime ancora più basse si potranno registrare nella piana di Milazzo, soggetta nelle lunghe e calme nottate invernali, a interessanti inversioni termiche. Generalmente questi blocchi anticiclonici possono durare per molti giorni, prima di iniziare ad essere erosi, lungo il loro bordo più orientale, dalle correnti molto fredde, che scivolano dalla Scandinavia o dalla Russia europea, aprendo così le porte del freddo verso l’Europa meridionale.
