La senatrice di Italia Viva parla di "una tragedia che evidenzia un inaccettabile cortocircuito nella catena della sicurezza".
La senatrice Dafne Musolino (Italia Viva) ha presentato un’interrogazione ai ministri di Giustizia e Interno con cui chiede l’invio di ispettori per fare chiarezza su alcuni aspetti del femminicidio di Daniela Zinnanti. La senatrice messinesi ha parlato di “una tragedia che evidenzia un inaccettabile cortocircuito nella catena della sicurezza”.
Musolino: “Delitto nonostante l’ex partner fosse ai domiciliari”
Musolino ha spiegato: “Il delitto è avvenuto nonostante l’aggressore fosse ai domiciliari e l’autorità giudiziaria avesse disposto l’obbligo tassativo del braccialetto elettronico a seguito delle ripetute querele della vittima e delle percosse subite che ne avevano causato il ricovero in ospedale. Dopo la tragedia, si è appreso un fatto gravissimo e cioè che a quasi un mese dagli arresti il dispositivo non era stato applicato il braccialetto elettronico perché indisponibile, vanificando sia l’effetto deterrente che quello della vigilanza a tutela della donna, che è stata poi brutalmente uccisa”.
“È incomprensibile”
E ancora: “Risulta umanamente incomprensibile la decisione di porre l’uomo agli arresti domiciliari, considerando i precedenti specifici e le condotte violente reiterate, invece di optare per la custodia in carcere tanto che possiamo parlare della cronaca di una morte annunciata se a ciò aggiungiamo, da un lato, la mancata applicazione del braccialetto elettronico, e dall’altro, se troverà conferma, il fatto che la vittima e la sua famiglia non erano stati informati di tale circostanza. Daniela Zinnanti si era affidata allo Stato per essere difesa e tutelata ma il sistema ha fallito nel momento in cui non si è fatto abbastanza per evitare che il suo carnefice potesse arrivare fin dentro casa sua e ucciderla”.
La richiesta di “misure rapide e decisive”
Musolino ha poi concluso: “Ho chiesto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio se non ritenga opportuno inviare degli ispettori presso il Tribunale di Messina per chiarire i motivi della concessione prima e della mancata revoca poi (quando si è appreso della indisponibilità del braccialetto elettronico) degli arresti domiciliari. Ho chiesto altresì di riferire in Parlamento sul dato esatto dei braccialetti elettronici mancanti a Messina e provincia, e su quali decisioni urgenti siano state realmente assunte durante il tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza convocato nei giorni scorsi a Messina dalla prefetta Cosima Di Stani. Sono necessarie misure rapide e decisive per aumentare i dispositivi a disposizione delle autorità preposte su tutto il territorio nazionale. Lo Stato deve garantire prevenzione e deterrenza, non assistere alle tragedie che si sarebbero potute evitare”.

Era ai domiciliari forse perchè le carceri sono intasate? Perchè invece di chiedere sui giornali non chiede direttamente a Nordio? può darsi che dia anche una risposta!