Milazzo. Nuova diffida all’Ato e alla Gesenu

Milazzo. Nuova diffida all’Ato e alla Gesenu

Milazzo. Nuova diffida all’Ato e alla Gesenu

lunedì 08 Giugno 2009 - 12:53

I cittadini continuano a protestare per le tariffe

Continua il rapporto epistolario tra l’Ato e il sindaco di Milazzo, Lorenzo Italiano.

Il primo cittadino ha inviato l’ennesima lettera di diffida all’Ato, contestando il cattivo funzionamento del servizio di igiene ambientale nel territorio di Milazzo. I

Italiano, dopo aver effettuato nella mattinata dei sopralluoghi in alcune zone della città, notando, specie nelle aree più decentrate, l’assenza di interventi di spazzamento, derattizzazione, scerbamento e sanificazione dei cassonetti, ha inviato una nuova comunicazione, preannunciando una denuncia all’autorità giudiziaria.

“Non è più tollerabile questa situazione – ha affermato Italiano – e molte strade, soprattutto della periferia e della riviera di Ponente, sono invase dalle erbacce, sporche perché non avviene il quotidiano spezzamento, e anche i cassonetti non vengono sanificati come contrattualmente dovrebbe avvenire. Contesto all’Ato e alla Gesenu questo comportamento che crea disagi ai cittadini, e danneggia l’immagine ed il decoro della città”.

Italiano ha poi ricordato che ormai quasi giornalmente vengono notificate diffide all’Ato Me 2.

E, quasi paradossalmente, proprio nella giornata odierna, il sindaco si è trovato a dover ricevere numerosi cittadini, con in mano le bollette notificate in questi giorni dall’Ato Me 2, relative ad un conguaglio della tariffa per gli anni 2005 e 2006 deliberata dal consiglio di amministrazione della stessa società d’ambito per il recupero della copertura dei costi di esercizio per la gestione di igiene ambientale. Tanto malumore e proteste per l’ennesima richiesta di pagamento.

“La gente protesta e ha ragione – aggiunge il sindaco Italiano – in quanto sono il primo a dire che bisogna pagare le bollette, ma quelle che riguardano i servizi resi. Non si può essere inadempienti nell’espletamento dei servizi e poi pretendere il pagamento di somme per conguagli o altri oneri. L’Ato, invece di richiamare l’art. 49 secondo il combinato disposto dalla Legge Ronchi, pretendendo ulteriori somme, faccia prevalere un percorso di correttezza morale nei confronti dei cittadini, detraendo dalle bollette tutto quello che giornalmente detrae dalle fatture che le vengono notificate dalla Gesenu per il mancato servizio. Solo così si potrà rendere giustizia a quanti, pure in questo momento difficile, vogliono pagare la Tia, così come previsto dalla legge. In buona sostanza le bollette vanno pagate ma nel rispetto del servizio effettivamente ricevuto”.

Le bollette notificate in questi giorni riguardano le utenze tassate per gli anni 2005 e 2006 e l’importo è stato calcolato in proporzione a quanto fatturato a ciascun utente sempre in questi due anni.

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