Non è soltanto l’aria che si repira a Milazzo a fare tanto parlare, ma adesso si è aggiunta la realta’ poco felice dei fondali del golfo di Milazzo. La presenza di metalli pesanti in concentrazioni molto più alte dei valori consentiti dalla legge è quanto emerso dai risultati degli studi su ambiente e salute nella Valle del Mela coordinati dall’Istituto superiore della Sanità.
Gli studi epidemiologici resi noti, riguardano la frazione di Gabbia, l’area abitata ricadente nella zona industriale di Giammoro, compresa nel Sito di interesse nazionale (SIN), e quelli dei lavoratori del cemento-amianto. Nel primo caso è stato effettuato un controllo anagrafico tra la popolazione di Gabbia dal 1984 al 2007 e 400 sono stati i residenti controllati (numero in forte diminuzione per decessi e trasferimenti), come ha ampiamente illustrato Francesca Puglisi dei servizi demografici del Comune.
Diversamente da come si pensava la mortalità per tumori non sarebbe maggiore rispetto alla media siciliana (nei limitrofi Milazzo e Merì la media è più alta) ma, considerato che trattasi di area a rischio, la situazione deve essere sempre monitorata in base a quanto attestato anche da Lucia Fazzo (ISS) e da Pierpaolo Mudu (Organizzazione mondiale sanità). Riscontri gravissimi si sono evidenziati ancora per l’esposizione all’amianto. «Per chi vive in un ambiente inquinato dall’amianto la ricaduta può essere paragonabile a quella dei lavoratori del cemento-amianto», ha detto Pietro Comba (ISS), esperto in materia.
Ulteriori ragguagli si sono evidenziati per il monitoraggio della qualità dell’aria nella Valle del Mela e naturalmente della citta’ di Milazzo che, presenta un’alta percentuale di SO2. Importanti anche le dichiarazioni del direttore dell’Arpa Messina Marchese, che ha, infatti, lanciato l’allarme circa frequenti sforamenti nell’emissione in atmosfera da parte delle industrie e ha fortemente stimolato la parte politica a prendere immediati provvedimenti:
-In atto nel comprensorio milazzese esistono solo tre centraline mobili dedite al monitoraggio dell’intera zona, oltre le stazioni fisse della Provincia ed in parte delle stesse aziende-.
Diversi negli ultimi periodi, gli interventi delle forze politiche locali,che, pur segnalando le diverse -gravita’ ambientali- riscontrate nei vari anni, ad oggi si aspettano ancora risposte concrete dall’ assessorato regionale all’ ambiente.
