Con riferimento alle continue sollecitazioni ed esternazioni di associazioni culturali e movimenti soprattutto ambientalisti in merito all’argomento ambientale che è in corso di trattazione in consiglio comunale, il presidente Maurizio Capone è intervenuto con una dichiarazione sul ruolo dell’istituzione Consiglio.
“Purtroppo da qualche tempo, probabilmente l’aria elettorale contribuisce in tal senso – afferma Capone – noto una esasperazione dei toni e una esagerazione che porta al non riconoscere i ruoli istituzionali. Mi riferisco alle polemiche, tradotte poi in plateali comunicazioni ai mass media, delle associazioni Adasc e Cittadinanzattiva che accusa i consiglieri comunali ed in particolare il sottoscritto di non rispettare le regole della democrazia e di non dare spazio alle loro comunicazioni.
Vorrei ricordare o comunque spiegare loro che l’Aula consiliare non è la sede di una qualsiasi associazione o sede di convegni dove chiunque può prendere la parola o chiedere la diffusione di documenti. L’aula consiliare è il luogo dove si riuniscono i rappresentanti dei cittadini che sono stati deputati a svolgere un determinato compito. Seguendo regole comportamentali e procedure di lavori che sono fissate da un preciso regolamento. Tutto il resto è fuori luogo.
Diventa pertanto impossibile, giuridicamente parlando, fare quello che viene sbandierato dalle associazioni, ovvero dare la parola o leggere documenti che, e questo tengo a sottolinearlo, il più delle volte, anziché contribuire al dibattito, sono vere e proprie filippiche elettorali e talvolta superano il limite della decenza e del decoro.
Tutti hanno libertà di parola e pensiero, assumendosene ovviamente le loro responsabilità, ma ciò può avvenire nei luoghi deputati. Sicuramente non nell’aula consiliare. Vorrei altresì sottolineare che questa Presidenza sin dal suo insediamento è stata sempre aperta alla collaborazione dei cittadini e ha offerto la propria disponibilità a recepire le istanze da qualsiasi parte giungessero. Ma è chiaro che questo nulla ha a che vedere con la pretesa di lettura di documenti o altre comunicazioni. E se in passato qualche volta è stato dato spazio a ciò deve ritenersi un fatto eccezionale, anche per le conseguenze che sono scaturite determinando persino l’intervento delle forze dell’ordine. Un fatto mai più ripetibile.
Se un cittadino o un’associazione vuole scrivere ad un consigliere lo faccia, trasmettendo il dovuto all’ufficio di Presidenza che a sua volta provvederà a recapitarlo al consigliere comunale.
