Messina. Il consigliere Coletta pone il tema della "sicurezza di alcune alberature presenti nella seconda città più ventosa della Sicilia. L'amministrazione intervenga"
MESSINA – “Ieri sera, in piazza Cavallotti, un grosso ramo di un ficus è crollato improvvisamente. Un episodio che richiama altri eventi simili già accaduti in passato. Questa volta un passante è rimasto ferito, fortunatamente in modo lieve: a lui vanno i nostri auguri di pronta guarigione (una sedicenne, codice bianco in ospedale, n.d.r.). Quanto accaduto riporta al centro un tema importante: la sicurezza di alcune alberature presenti in città, anche in considerazione che Messina è la seconda città più ventosa della Sicilia. Parliamo di alberi che, pur risultando censiti nel patrimonio comunale, potrebbero essere stati piantati in passato da privati e oggi, per dimensioni e apparato radicale, possono creare criticità in contesti urbani molto frequentati”. Così il consigliere della IV Municipalità Renato Coletta.
“Ecco i ficus a rischio”
Aggiunge il consigliere: “In particolare, alcuni ficus, tra cui quelli di piazza Cavallotti, piazza Caterina Valverde, via Peculio Frumentario e piazza Annibale Maria di Francia presentano potenziali rischi per l’incolumità pubblica. E, in diversi casi, hanno già causato danni a marciapiedi, aiuole e sottoservizi, con rivestimenti e pavimentazioni visibilmente compromessi dagli apparati radicali. Per questo proporrò all’amministrazione comunale di valutare un intervento strutturale, che possa prevedere dove necessario, la sostituzione graduale con specie più adatte al contesto urbano, più sicure e meno impattanti su infrastrutture e spazi pubblici”.

“L’obiettivo è semplice e condivisibile: prevenire nuovi incidenti e garantire che piazze e strade restino luoghi sicuri per tutti. Auspico quindi che si possa intervenire in tempi brevi, con attenzione e concretezza, per ridurre al minimo ulteriori rischi per la popolazione”, conclude Coletta.

il comune risparmia i soldi per le potature, dopo paga i danni alle persone. Inutile dire che mi dispiace per la vittima, però mi fa piacere per il comune