Miti e leggende siciliane a bordo delle 500: il nuovo turismo di Andrea Strazzeri - Tempostretto

Miti e leggende siciliane a bordo delle 500: il nuovo turismo di Andrea Strazzeri

Giuseppe Fontana

Miti e leggende siciliane a bordo delle 500: il nuovo turismo di Andrea Strazzeri

domenica 04 Dicembre 2022 - 09:20

L'idea? Quella di portare a Taormina, di fronte a turisti e cittadini, le storie della Sicilia

TAORMINA – Miti, leggende e tradizioni siciliane a bordo di un simbolo italiano, la Fiat 500. Andrea Strazzeri è partito da quattro chiacchiere in famiglia, pre-Covid. Da lì è nata un’idea: quella di portare a Taormina, di fronte a turisti e cittadini, le storie della nostra Sicilia, raccontandole materialmente su auto con cui portarli in giro a vedere le bellezze che la perla della Ionio offre.

E così, con coraggio e sacrifici, affrontando l’incognita della pandemia e ripartendo in quarta, il progetto “A Sicula 500” ha visto la luce, è cresciuto e ora affascina tanti turisti stranieri, tanto da ricevere offerte d’acquisto per le auto da chi viene dall’estero. E il progetto è anche ecosostenibile. Prevede, infatti, una donazione annua di una somma all’azienda Lifegate, che cura “Impatto Zero”, un progetto nato per rendere pulito e rigenerato l’ambiente.

Andrea, come e quando nasce il suo progetto?

“Il progetto nasce da qualche battuta scambiata in famiglia qualche anno fa. Abbiamo iniziato a lavorarci pre-Covid e abbiamo fatto nascere la prima auto. Poi è arrivata la pandemia e questo ci ha bloccato. Subito dopo il primo anno di pandemia, nel 2021, abbiamo dato il via praticamente ufficiale, creando l’azienda. Io ho 31 anni e sono un dipendente di una lavanderia, ma intanto porto avanti questo progetto di famiglia. Il primo anno, vista la novità assoluta, c’è stata una buona risposta. Da quest’anno, con il ritorno del turismo c’è stato un boom. La risposta è stata così tanto positiva che stiamo pensando di prendere altre due auto: ora ne abbiamo due e la terza è in lavorazione”.

Perché questa idea?

“Il progetto base era quello di portare avanti delle tradizioni che si stanno andando perdendo, come i carretti siciliani. Ci sono pochissimi maestri e negli anni il rischio è che si perderà del tutto questa tradizione. Noi volevamo fare qualcosa di simile, legata soprattutto all’aspetto dei cantastorie, dei miti e delle leggende. Nelle nostre vetture non mettiamo mai però le battaglie o le guerre, ma le storie legate direttamente alla Sicilia. E abbiamo deciso di farlo sulle auto simbolo italiane, le 500, ma anche sfruttando la modernità dei social. Molti dei nostri clienti provengono dai social, per me è un mix perfetto di presente e passato”.

E le storie hanno subito incuriosito grandi e piccini

“Capita spesso che i bambini facciano domande legate alle storie che leggono sulle auto, ne restano meravigliati. A fine settembre un bambino, che non era un cliente, è rimasto affascinato da una delle nostre auto parcheggiate e dai disegni e le scritte. Ci ha chiesto di raccontargli quella storia e poi è andato dalla madre a chiedere se la Sicilia fosse davvero sorretta da tre colonne, anzi due più un uomo. Ovviamente era la leggenda di Colapesce, è stato bello vederlo così affascinato. E un altro episodio bello è stato a inizio stagione. Sarà successo ad aprile o a maggio: un signore si è avvicinato, colpito dall’auto, e ci ha chiesto di chi fosse. Ha subito provato a comprarla, voleva portarsela in Belgio. Aveva già il libretto degli assegni in mano, ma gli ho detto che non era in vendita. Mi ha colpito che gli fosse piaciuta così tanto da pensare di portarla in Belgio”.

Qual è il suo sogno?

“Il sogno è avere più vetture, magari provando ad averne una per provincia in Sicilia. Mi piacerebbe molto spostarmi anche in altre zone e portare queste storie, sulle auto, in tutta la Regione, mostrandole a più persone”.

C’è voluto coraggio a investire in un periodo così complicato?

“Sì, c’è voluto tanto coraggio perché si navigava nell’incertezza. Ma la nostra forza è stata nascere poco prima della pandemia, perché anche se fermati dal Covid avevamo già avviato i social. Ci sono arrivati tanti messaggi che mi hanno dato forza e coraggio. Speravamo che con l’avvio del turismo ci sarebbe stato un gran richiamo. Un azzardo? Sì, ma per fortuna c’è andata bene e ora speriamo di crescere ancora”.

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