Dall'avvocato e parlamentare è partita l'indagine della Procura di Barcellona. "Contenuti offensivi e denigratori tramite video e dirette". La solidarietà a Calderone di Marco Falcone
BARCELLONA – Attacchi sistematici via social con diversi bersagli nel mirino. Secondo gli investigatori, utilizzava in modo costante piattaforme social, dirette streaming, video e altri strumenti di comunicazione per diffondere “contenuti ritenuti offensivi e denigratori nei confronti di diversi soggetti”. Tutto è partito da una querela di Tommaso Calderone, avvocato e deputato di Forza Italia, che aveva denunciato “una serie di condotte ritenute gravemente lesive della propria sfera personale e professionale”. Da qui le indagini della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto. Ieri la polizia ha arrestato, per molestie e atti persecutori, Aurelio Coppolino, classe 1980, ex dirigente sportivo. L’uomo si trovava in Sardegna, a Olbia, al momento dell’arresto. E gli è stata applicata la misura degli arresti domiciliari con controllo mediante braccialetto elettronico.
Materiale informatico sotto sequestro
Contestualmente sono state effettuate perquisizioni che hanno portato al sequestro di diverso materiale informatico, tra cui personal computer, dispositivi elettronici e supporti di archiviazione digitale, rinvenuti tra Olbia e Barcellona Pozzo di Gotto. Il materiale sequestrato sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti tecnici e forensi disposti dall’autorità giudiziaria.
Le indagini sono state coordinate dalla Procura guidata da Giuseppe Verzera, con la direzione del sostituto procuratore Michele Scaglione. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari Giuseppe Caristia.
Già erano stati oscurati i profili social dell’indagato ma lui aveva continuato gli attacchi
“È stato accertato che, nonostante precedenti interventi finalizzati all’oscuramento di alcuni profili e canali social riconducibili all’indagato, le condotte contestate sarebbero proseguite”, precisano gli inquirenti.
“Nell’ambito del provvedimento cautelare sono state applicate specifiche prescrizioni finalizzate a impedire la reiterazione delle condotte contestate, tra cui il divieto di utilizzare piattaforme social e strumenti di comunicazione telematica, nonché limitazioni alle comunicazioni con soggetti diversi dai familiari e dal difensore di fiducia, nei limiti e secondo le modalità stabilite dall’autorità giudiziaria”, viene specificato.
Nel lavoro degli investigatori del commissariato di Barcellona, la raccolta, l’analisi e la verifica di numerosi elementi informativi e documentali, avvalendosi anche di attività tecniche e informatiche, è stata al centro dell’indagine.
Solidarietà a Calderone da parte dell’eurodeputato Falcone
“Accolgo con soddisfazione la notizia che riguarda l’amico Tommaso Calderone. Dopo mesi difficili, questo atto dell’autorità giudiziaria contribuisce a restituire serenità a lui e alla sua famiglia e riafferma pienamente la dignità dell’uomo e il prestigio del professionista”. Lo dichiara l’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone.
“Il rigore, la correttezza e il senso delle istituzioni che hanno caratterizzato il percorso umano, professionale e politico di Tommaso sono indiscutibili. A lui rivolgo il mio affetto e la mia vicinanza, con l’augurio che possa continuare il proprio impegno con la serenità che merita”, conclude Falcone.
Le parole dell’ex legale Giuseppe Sottile
Questo il commento invece del suo ex avvocato, Giuseppe Sottile, oggi assessore della Giunta Scolaro a Barcellona: “Sono stato suo difensore per un breve lasso di tempo, assistendolo al momento del sequestro dei suoi canali social e davanti al Tribunale del riesame. Per motivi che non posso condividere qui, ho dovuto rinunciare all’incarico dopo la mia elezione. Senza voler assolutamente entrare nel merito dei fatti che gli vengono contestati, ho più volte ritenuto di avvisare Aurelio che il proseguimento delle sue condotte avrebbe determinato il suo arresto. E purtroppo cosi è stato. La libertà di pensiero e di espressione è un diritto costituzionalmente garantito, ma lo è altrettanto la tutela della dignità e dell’onore della persona. E non è sempre facile stabilire il momento in cui la libertà di espressione travalica il diritto alla dignità e all’onore. Detto questo, mi sento di esprimere il mio dispiacere nei confronti di questo ragazzo e della sua cara mamma”.

