L'operaio precipitò da un'impalcatura mentre lavorava in un palazzo di Fiumara Guardia, nel 2021
Messina – Sarà il processo a stabilire se ci sono responsabilità per la morte di Antonino Giannetto, l’operaio precipitato da una impalcatura nel 2021 mentre lavorava in un cantiere privato a Fiumara Guardia. Il giudice Salvatore Pogliese che ha condotto il vaglio preliminare ha infatti ritenuto che l’ipotesi d’accusa merita di essere approfondita in dibattimento, davanti al giudice di primo grado, ed è quindi in quella sede che si dovranno difendere i quattro imputati-
Processo per quattro
Il giudice per l’udienza preliminare, dopo aver chiesto alla Procura un approfondimento di indagine per chiarire a che titolo Giannetto era presente nell’area di lavoro al complesso Il Pino della zona nord di Messina, e che relazione effettiva aveva col titolare dell’impresa che effettuava i lavori e col proprietario dello stabile, ha disposto il rinvio a giudizio.
Gli imputati
Il processo comincerà il prossimo 10 aprile davanti al giudice monocratico per Luigi Giorgianni (proprietario dell’abitazione), Pietro Ruello (esecutore dei lavori), Giovanni Sanò e Pietro Sanò, esecutori dei lavori in corso di svolgimento nel complesso, tutti messinesi, imputati di omicidio colposo e omissioni di prescrizioni legate alla sicurezza, come la regolarità dei ponteggi.
Al processo saranno difesi dagli avvocati Giovanni Mannuccia, Gianmarco Silvestro, Salvatore Silvestro e Igor Germanà, mentre la famiglia Giannetto è assistita dall’avvocato Luigi Mobilia.
