Gremiti i funerali dei fratelli Pino e dell'82enne Gatani, che sarà seppellito nel centro montano dove ha trovato la morte
E’ gremita piazza Roma a San Pier Niceto, dove il ministro di culo Lino Marangon pronuncia un discorso biblico, secondo il rito dei Testimoni di Geova, per Denis e Giuseppe Pino. L’intera comunità del centro collinare ma anche tanti amici e conoscenti dei due si sono stretti intorno ai familiari, quasi due mila persone hanno affollato la piazza.
Due fratelli uniti in vita e nella morte
“La morte non è il pulsante stop ma il pulsante pausa. Se possiamo sintetizzare in una parola ciò che Giuseppe e Devis amavano di più è la famiglia. Per loro la famiglia era esserci, sostenersi. Tra i due fratelli c’erano diciotto anni di differenza, ma un legame speciale, un’intesa unica”. ha detto il ministro di culto, leggendo una commovente lettera, scritta immaginando che a parlare fossero proprio i due fratelli, per ringraziare tutti dell’affetto loro tributato.
L’addio a Gatani
Intanto a Patti i familiari dei Gatani hanno affollato la Concattredale per i funerali di Antonio Gatani. Dopo la messa il feretro è stato trasferito a Montagnareale, dove sarà seppellitto.
L’82enne ha trovato la morte proprio nel suo amato centro montano d’origine, insieme ai due fratelli di San Pieri Niceto. Tutti e tre si erano recati nel bosco, quella tragica mattina del 28 gennaio, per cacciare i cinghiali. Armati di fucile, sono stati trovati riversi a terra nel fogliame, a circa 30 metri di distanza l’uno dall’altro, finiti da almeno 4 colpi d’arma da fuoco.
Le indagini
In attesa di ricostruire la dinamica, la Procura di Patti ha avvisato un 48enne sospettato di essere sul luogo, al momento della strage. Si tratta di un altro cacciatore, un amico di Gatani che quella mattina era uscito con lui ma, racconta, poi lo ha lasciato solo in contrada Caristia, prima che si fosse addentrato nel bosco, per tornare in paese dove, intorno alle 9, dei testimoni lo hanno visto mangiare un panino. La sua versione è al vaglio dei Carabinieri che stanno analizzando le impronte trovate nel bosco, per compararle con le orme degli stivali da caccia sequestrati all’indagato, le tracce di polvere da sparo eventualmente rinvenibili addosso, prelevate con l’esame stub, e le analisi sulle armi sequestrategli in casa. Al vaglio anche i tracciati telefonici. Non è escluso che l’uomo, difeso dagli avvocati Tommaso Calderone e Filippo Barbera, sarà interrogato a breve.
