In Florida ha ucciso una persona, mentre già 21 anni fa era stato individuato nello Stretto. Il virologo Bassetti informa sui pericoli
“Un batterio che si può prendere quanto si nuota , che mangia la carne e agisce rapidamente, ha appena ucciso una persona in Florida”. Così il virologo Matteo Bassetti sulla sua pagina Facebook descrive il batterio mangiacarne. E, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, già 21 anni fa l’università di Messina aveva rilevato la sua presenza nello Stretto di Messina, nel plancton e nelle acque. A. Da qui, dopo l’episodio negli Usa, la massima attenzione per la presenza del batterio.
12 casi in Florida, ecco quali precauzioni adottare
Spiega Bassetti: “Un uomo di Palm Beach è morto dopo aver contratto il Vibrio vulnificus, che vive in acque costiere calde e salmose. E può entrare nel corpo attraverso piccoli tagli o consumo di frutti di mare crudi, progredendo rapidamente in un’infezione mortale. A fine luglio, la Florida ha segnalato 12 casi di questa malattia. L’anno precedente ne aveva documentato 33 e cinque morti. Sebbene le infezioni da Vibrio vulnificus siano rare, sono molto pericolose con una letalità del 20%”.
E ancora: “Il batterio può causare una fascite necrotizzante. Una infezione grave che distrugge rapidamente la pelle e i tessuti circostanti, diffondendosi direttamente nel sangue. In quelle aree, come la Florida, occorre evitare le acque costiere calde se si hanno ferite aperte o tatuaggi appena fatti e assicurarsi che tutti i frutti di mare siano cotti a fondo”.
In particolare, scrive il sito mondosanitario.it, “le forme più pericolose riguardano persone con malattie epatiche croniche, diabete, immunodepressione e altre condizioni predisponenti. Nei casi gravi il tempo diventa decisivo: antibiotici e valutazione chirurgica devono essere tempestivi. Studi clinici mostrano che un intervento chirurgico entro le prime 24 ore è associato a una migliore sopravvivenza”.

