Cresce la fiducia dei siciliani verso De Luca. Sud chiama Nord riporta i suoi consensi al livello delle Regionali 2022
Tra i candidati alla presidenza della Regione siciliana, Cateno De Luca è considerato l’uomo politico più efficace. La sua capacità di risolvere le criticità della nostra terra viene giudicata superiore a quella di tutti gli altri potenziali concorrenti nella corsa per Palazzo d’Orléans. Lo certifica un sondaggio SWG commissionato da Sud Chiama Nord. Con il suo 29% , in significativa crescita (+9%) rispetto ad un sondaggio analogo del giugno scorso, De Luca batte La Vardera (24%). Anche il fondatore di Controcorrente migliora il suo risultato (+6%). Molto più indietro l’attuale presidente Schifani, che viene ritenuto efficace dal 15% degli intervistati (12% a giugno).
Antoci e Mulè
Nelle retrovie della fiducia il personaggio politico che ultimamente sta prendendo quota come possibile candidato alla presidenza del centrosinistra. Stiamo parlando dell’attuale deputato al Parlamento Europeo del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci. Appena l’8% degli intervistati giudica efficace l’ex presidente del Parco dei Nebrodi, che ha costruito la sua carriera politica sull’impegno antimafia. Ricordiamo che sul risultato influisce anche il grado di notorietà. Neanche Giorgio Mulè, di cui con insistenza si parla come possibile candidato del centrodestra, riscuote grande considerazione. Solo il 7% degli intervistati, infatti, lo considera efficace.
I siciliani chiedono ai candidati onestà e competenza
Un altro elemento che può giocare a favore di De Luca è l’opinione dei siciliani rispetto alle caratteristiche personali che deve avere il candidato alla presidenza della Regione. Dote imprescindibile è l’onestà ma subito dopo l’elemento che pesa di più nella valutazione degli elettori è la competenza, una dote che viene riconosciuta all’attuale sindaco di Taormina persino dagli avversari. Sull’onestà, l’essere uscito indenne da una miriade di processi, costituisce per De Luca una certificazione non di poco conto. Una valenza nettamente inferiore viene assegnata dai siciliani all’essere un politico/amministratore d’esperienza. Questo aspetto viene ritenuto necessario solo dal 16% degli intervistati, giocando a favore di personaggi come La Vardera che, sinora, non hanno mai svolto alcun ruolo amministrativo o di governo.
La dimensione elettorale di Sud chiama Nord
Passando al consenso elettorale dei partiti, il sondaggio attesta la crescita costante di Sud Chiama Nord che dal 7,7% delle Europee 2024 passa all’attuale stima del 13,5% attestandosi al terzo posto tra i partiti siciliani, dopo Fratelli d’Italia e Forza Italia. In sostanza, senza che ancora la campagna elettorale sia iniziata, Sud chiama Nord può contare sullo stesso risultato ottenuto alle Regionali del 2022. Va anche considerato che nel sondaggio di giugno scorso il partito era al 12%. Tenuto conto della provata capacità di De Luca di capitalizzare bene le campagne elettorali, un ulteriore progresso dei consensi potrebbe essere possibile.
Le possibili alleanze
Analizzando, poi, la questione delle alleanze, se De Luca fosse candidato alla presidenza della Regione dal centrodestra, lo farebbe vincere raggiungendo una percentuale di voti del 52% (contro il 36% del candidato del centrosinistra). Il 75% dei suoi elettori lo seguirebbe comunque anche in questo scenario.
L’ex sindaco di Messina farebbe prevalere anche il centrosinistra, qualora questa coalizione lo proponesse all guida della Regione, ottenendo il 45% dei consensi contro il 42% del candidato di centrodestra. In questo caso De Luca manterrrebbe la fiducia del 68% del suo elettorato.
Da solo, De Luca, in base al sondaggio attuale, arriverebbe terzo con il 21,5% dei voti, dietro centrodestra (40,5%) e centrosinistra (34%).
Centrodestra più debole ma ancora competitivo
Dall’analisi dei numeri emerge un dato che fa riflettere. Il centrodestra in Sicilia può contare su un consenso strutturale ancora rilevante nonostante le inchieste giudiziarie. Fermo restando, però, che il 40% complessivo attestato dal sondaggio SWG è ben lontano dal 50% ottenuto alle Regionali del 2022 e anche dal 45,5% del sondaggio di appena due mesi fa. Si può, dunque, affermare che una dinamica decrescente si sia attivata. E’ ancora insufficiente per indebolire in modo decisivo la competitività della coalizione ma esprime comunque una tendenza.
Il centrosinistra e La Vardera
Il centrosinistra, da parte sua, si irrobustisce solo grazie a Controcorrente di Ismaele La Vardera che, con il suo 11,5%, spinge la coalizione al 39,5% nonostante la flessione del PD e quella, di gran lunga più accentuata del Movimento 5 Stelle che, secondo la SWG, passerebbe dal 13,6% del 2022 a un ben più modesto 8,5% attuale. Sulla base di questo elemento, resta da capire in base a quale logica politica il partito di Conte, come sembra emergere, possa imporre il suo candidato alla presidenza della Regione nella persona di Giuseppe Antoci. A meno che non prevalgano metodi spartitori giocati sui tavoli romani, che di certo non possono essere graditi a La Vardera, come non dovrebbero esserlo a chiunque abbia a cuore le ragioni del territorio. In questo caso, l’ipotesi di un suo allontanamento dal centrosinistra del fondatore di Controcorrente avrebbe un’ampia dose di probabilità.
De Luca e i mali della politica
Di fronte a questo quadro la strada per De Luca non è semplice. Tuttavia, la sfida è di quelle che appassionano il leader di Sud chiama Nord che ha già cominciato a giocarsi le sue carte. L’attuale sistema politico in Sicilia ha dato sinora frutti amari per la nostra isola, reggendosi su un equilibrio infausto tra una maggioranza di governo inefficace e, in qualche caso, corrotta e un’opposizione che non riesce ad esprimere una praticabile proposta alternativa ma sopravvive gestendo situazioni di piccolo cabotaggio. Entrambi gli schieramenti sono nelle mani di una ristretta cerchia di leader, spesso autoreferenziali, che mettono la sordina ad ogni possibile ipotesi di rinnovamento interno che potrebbe determinare, seppur a diverso titolo, sviluppi positivi per la nostra Regione. L’insofferenza verso questo metodo, che segna una frattura sempre più ampia tra la politica e gli elettori, comincia a creare forte disagio in diverse aree di interesse del mondo produttivo e delle aggregazioni sociali esterne ai partiti, ma sta generando insofferenza anche tra diversi esponenti politici all’interno stesso dei partiti.
Destrutturare le coalizioni
In un contesto del genere, la forte spinta di rinnovamento che proviene da De Luca in realtà preoccupa la classe dirigente di entrambe le coalizioni. Qualora si alleassero con lui e vincessero le elezioni, gestire i rapporti con una figura dirompente e autonoma come il leader di Sud chiama Nord risulterebbe molto complicato. Anche per questo motivo né il centrodestra né il centrosinistra lo stanno accogliendo a braccia aperte. Dunque a De Luca non resta altro che cominciare il viaggio verso Palazzo d’Orléans, con l’ormai nota strategia che mira a destrutturare le coalizioni, portando dalla sua parte pezzi importanti di centrodestra e centrosinistra. Oltre alle operazioni già riuscite, altre sembrano essere in corso attraverso un dialogo aperto con soggetti politici dei due schieramenti interessati a condividere con il sindaco di Taormina l’idea di una Sicilia con le carte in regola, come diceva Piersanti Mattarella, con un’espressione alla quale fa spesso riferimento De Luca.
Scegliere bene gli interlocutori
Naturalmente non si può imbarcare di tutto. Altrimenti le buone intenzioni rischiano di franare. L’ideatore del Governo di Liberazione ne è consapevole e, stando a fonti accreditate, avrebbe respinto alcuni possibili ingressi non proprio edificanti. E comunque, linfa vitale può giungere da un confronto evoluto con le realtà economiche e sociali interessate a dare rappresentanza alle loro istanze. Segnali di apertura chiari in questa direzione sono venuti dalla composizione delle liste per l’elezione all’Assemblea Regionale a Palermo e a Catania. Con la sua articolata strategia, De Luca potrebbe, così, pervenire ad un’aggregazione di energie che renderebbe più competitivo il suo progetto.
La politica lavori per una Sicilia migliore
Da qui alle elezioni regionali del prossimo anno questo lavoro potrà avere alla fine esiti diversi, non esattamente pronosticabili adesso. Quello che ci si può augurare come cittadini, è che, comunque, la politica riesca a muoversi in direzione dell’efficienza in campo amministrativo, della qualità delle scelte economiche per lo sviluppo, del rispetto dei territori, della ricerca di un’equità sostanziale nei diritti e di una pretesa di correttezza nei doveri dei cittadini.
Nota metodologica SWG
L’indagine quantitativa è stata condotta mediante interviste online con metodo CAWI (Computer Assisted Web Interview) e telefoniche con metodo CATI-CAMI (Computer Assisted Telephone/Mobile Interview) su un campione di 3.001 soggetti maggiorenni residenti in Sicilia per provincia di residenza, sesso ed età.
Le interviste sono state somministrate tra il 22 luglio e il 4 agosto 2026.

