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LaFarina.News – Da grandi spese derivano grandi responsabilità

LaFarina.News – Da grandi spese derivano grandi responsabilità

domenica 22 Febbraio 2015 - 11:08
LaFarina.News – Da grandi spese derivano grandi responsabilità

"Il giornale degli studenti" con l'arrivo del weekend continua ad aggiornare i suoi lettori con notizie in arrivo dal Liceo La Farina e contenute nel LaFarina.News di Blog34. Firma di Nicola Ialacqua

Le porte del weekend non spaventano "Il giornale degli studenti" che continua ad aggiornare le sue pagine telematiche con notizie dal Liceo La Farina contenute nel LaFarina.News di Blog34, targato Nicola Ialacqua. Una cronaca fatta di bilanci, resoconti e proteste.

Questa settimana è stata molto breve al La Farina a causa (o grazie) alle vacanze di Carnevale concesse dalla preside e all'assemblea d'istituto, cominciata alle 8:30 di mercoledì, al termine della quale le classi sono state sciolte, così da dare un altro giorno di riposo ai nostri compagni. Senza alcun indugio, cominciamo col parlare della manifestazione di giorno 14 febbraio.

La manifestazione, indetta dal sindaco Renato Accorinti in persona, riguardava l'ormai tanta discussa questione del “ferribotte”, e non solo. Infatti, fra le motivazioni troviamo anche l'ammodernamento della flotta navale ferroviaria e dei convogli ferroviari interni alla regione, il blocco del processo di privatizzazione della società “Ferrovie dello stato”, l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni e diverse altre. Vi parlo di questa manifestazione perché, per chi non lo sapesse, i rappresentanti del La Farina avevano ufficialmente affermato che l'istituto avrebbe partecipato. L'affluenza studentesca però è stata veramente scarsa, formata principalmente da “LaFarinoti” ( circa 16 alunni ) e un paio di studenti dell'Archimede. Tutto ciò solo perché il corteo non era infrasettimanale, e nel weekend sappiamo che gli alunni preferiscono dormire piuttosto che combattere per il bene comune e per questioni che interessano tutti.

Evento principale di questa breve settimana è stata però l'assemblea d'istituto di mercoledì 18. I nostri rappresentanti d'istituto Giuseppe Aloisi ed Enrico Zagami hanno cominciato quest'assemblea parlando del comitato studentesco, di attività che poi sono state proposte al consiglio d'istituto, tra cui il fatto che l'ordine del giorno del consiglio d'istituto viene discusso nel comitato, passando poi a parlare invece del consiglio stesso, con la proposta di un doppio orario per la segreteria così da poter lasciare liberi gli alunni durante la ricreazione; la proposta di dare un'aula adeguata ( in termini di spazio ) ad ogni classe per evitare il sovraffollamento; la proposta del tutoraggio dei corsi di recupero ( se i corsi di recupero non dovessero iniziare, un alunno potrà volontariamente e liberamente scegliere di tenerlo lui stesso per aiutare i propri compagni, con un'aggiunta di crediti extra per i volontari ); il referendum consultivo ( cosa che permette agli studenti di potersi esprimere liberamente su questioni rilevanti), progetto che purtroppo è stato bocciato dal presidente del consiglio e il La Farina-Basile show.

Tutto è andato per il meglio fino a quando non si è arrivati a parlare di uno degli argomenti più scottanti da tre anni a questa parte: il contributo volontario. Esso, consistente in 60 euro al La Farina, pagato dagli stessi studenti, dovrebbe permettere agli alunni di frequentare corsi extra-scolastici a basso prezzo ( o gratuitamente ) e dovrebbe anche servire a migliorare a livello strutturale l'istituto. Purtroppo, questo contributo ormai è quasi vitale per tutte le scuole italiane, in quanto lo stato non dà i fondi alle scuole necessari a pagare beni primari come il libretto delle giustificazioni o le fotocopie. I nostri rappresentanti hanno cominciato il dibattito mostrando l'elenco delle spese dell'istituto (La Farina-Basile), le quali, fra calcetto, campo scuola archeologico e molte altre, ammontano a 51.794 euro. Si è discusso su come siano stati spesi i soldi di questo contributo che, a parere di molti, sono stati sperperati per comprare un pianoforte e riverniciare la facciata della scuola. Da anni ormai la popolazione studentesca si divide in due fazioni principalmente: una composta da coloro che ritengono che il contributo non debba essere pagato poiché, essendo il La Farina una scuola pubblica, è inconcepibile che siano le famiglie a sostenerla e non lo Stato, e una composta da coloro che invece sono per una soluzione più democratica, ovvero che solo chi se lo può permettere dovrebbe pagarlo ( il famoso contributo partecipato ). Come al solito, la discussione è sfociata nelle solite urla da parte di entrambi i fronti, dimostrando come di consueto uno scarso autocontrollo. Personalmente, io sto dalla parte del contributo partecipato, non perché io non voglia battermi per i miei diritti, tutt'altro: il problema principale consiste nel fatto che se tutti gli studenti dell'istituto smettessero di pagare il contributo, probabilmente non riusciremo più a pagarci neanche il sapone o la carta igienica, perché lo stesso capo del governo ha affermato che lo Stato non ha abbastanza soldi per risolvere questa critica situazione scolastica. Se invece, mentre si lotta per una scuola pubblica degna di questo nome, si cerca di tenerla in piedi, facendo sì che i più benestanti aiutino la scuola con il contributo volontario, si riuscirà a combattere senza crollare a causa della nostra stessa battaglia.

L'articolo di oggi termina con quest'ultima considerazione personale, vi auguriamo un buon weekend e alla prossima.

Nicola Ialacqua

Redazione Blog34

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