Operazione Riciclo, arrestati Sindaco di Mazzarrà e vertici di TirrenoAmbiente: ecco i dettagli - Tempostretto

Operazione Riciclo, arrestati Sindaco di Mazzarrà e vertici di TirrenoAmbiente: ecco i dettagli

Veronica Crocitti

Operazione Riciclo, arrestati Sindaco di Mazzarrà e vertici di TirrenoAmbiente: ecco i dettagli

martedì 08 Settembre 2015 - 06:42
Operazione Riciclo, arrestati Sindaco di Mazzarrà e vertici di TirrenoAmbiente: ecco i dettagli

Sotto la lente di ingradimento degli investigatori sono finite anche alcune anomale sponsorizzazioni sportive che la TirrenoAmbiente avrebbe emesso a favore di alcune società, e questo al fine di ottenere il placet di soggetti pubblici che avrebbero dovuto vigilare sulla corretta gestione della TirrenoAmbiente.

Era destinato ad esplodere, da un giorno all’altro, il calderone infuocato che si agitava nel Comune di Mazzarrà Sant’Andrea e che aveva come fulcro esattamente la discarica e la società mista che la gestisce, la TirrenoAmbiente.

Un calderone che, stamani, vede finire in carcere Salvatore Bucolo, attuale Sindaco di Mazzarrà, e Lorenzo Piccioni, 61enne, ex senatore di Forza Italia, ex membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo di rifiuti e sulle attività illecite connesse, attuale Presidente della TirrenoAmbiente. Vanno ai domiciliari Giuseppino Innocenti, 62 anni, e Giuseppe Antonioli, 54 anni, entrambi ex amministratori delegati. Per tutti loro l’accusa è di corruzione e peculato.

L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba, è stata denominata “Riciclo” e si riferisce a quella maxi indagine che la Procura di Barcellona aveva avviato, a più riprese, sui rapporti tra l’amministrazione comunale, la discarica di Mazzarrà e la TirrenoAmbiente, società mista pubblico-privata che gestisce il sito di stoccaggio.

Il “trucchetto” che era stato messo in piedi da Sindaco e vertici della Società per mettersi in tasca diverse migliaia di euro era abbastanza semplice e, dal marzo 2007 al novembre 2014, ha costituito per il Comune di Mazzarrà un danno economico di oltre 12 milioni e mezzo di euro.

COME FUNZIONAVA. Ogni Comune che conferisce rifiuti nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea deve versare, mensilmente, una “tariffa per opere di mitigazione ambientale”, ossia una quota per il “disagio” causato ai residenti. Questi soldi vengono raccolti dalla TirrenoAmbiente e, entro 30 giorni, versati alle casse del Comune. Le indagini hanno appurato che, dal marzo 2007 al novembre 2014, la Società ha ridotto questa tariffa, illegittimamente, dimezzandola del 50% (da circa 12 euro a circa 6 euro), provocando un danno nelle casse del Comune di oltre 12milioni di euro. Ma non solo, poiché tra questi soldi che poi, effettivamente, finivano in tesoreria, moltissimi venivano sottratti e fatti finire direttamente nelle tasche degli amministratori delegati che si sono succeduti nel tempo. Nelle casse della Società sono stati ritrovati più di 2milioni e 800mila euro.

IL RUOLO DEL SINDACO, DEL PARROCO. Secondo le accuse, piuttosto che curare gli interessi del Comune, il Sindaco Bucolo avrebbe agito solo a beneficio suo e della TirrenoAmbiente. Innanzitutto attraverso una delibera che dava il via legale al dimezzamento della tariffa e poi, secondo gli inquirenti, lui stesso avrebbe ricevuto per questo atto amministrativo somme di denaro pari a 33mila euro. E questo attraverso un sistema di tangenti che avrebbe coinvolto anche il parroco della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. E’ stato infatti accertato come Bucolo spingesse il parroco a firmare delle richieste di contributi da parte della TirrenoAmbiente per le feste patronali e le iniziative della parrocchia: il parroco firmava, i soldi venivano emessi, solo che poi finivano nelle tasche personali del primo cittadino.

LE FALSE SPONSORIZZAZIONI SPORTIVE. Sotto la lente di ingradimento degli investigatori sono finite anche alcune anomale sponsorizzazioni sportive che la TirrenoAmbiente avrebbe emesso a favore di alcune società, e questo al fine di ottenere il placet di soggetti pubblici che avrebbero dovuto vigilare sulla corretta gestione della TirrenoAmbiente. In particolare, sul tavolo dell’inchiesta è finito un contributo di oltre 700mila euro erogato ad una piccola società sportiva dilettantistica di Borgo Vercelli in Piemonte, di cui Innocenti era rappresentante legale.

I SEQUESTRI. Sono stati firmati anche i sequestri per i soggetti arrestati oggi e per alcuni degli altri 6 indagati dell’inchiesta. Sigilli a beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie anche per Antonio Crisafulli, altro amministratore delegato pro tempore della TirrenoAmbiente, oggi indagato. Il valore complessivo dei sequestri è di quasi 3milioni e mezzo di euro.

Le ordinanze di oggi sono state eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Messina, su disposizione del Gip del Tribunale di Barcellone, Danilo Maffa. (Veronica Crocitti)

Ultimo aggiornamento ore 12.00

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