L’architetto Principato contro il dipinto in Aula Consiliare: “E’ infamante per Messina”

L’architetto Principato contro il dipinto in Aula Consiliare: “E’ infamante per Messina”

L’architetto Principato contro il dipinto in Aula Consiliare: “E’ infamante per Messina”

domenica 19 Gennaio 2014 - 09:15

Una lettera aperta dell’Architetto Nino Principato indirizzata al presidente del Consiglio Comunale, Emilia Barrile e a tutti i consiglieri del civico consesso, chiede la rimozione di un quadro, attualmente esposto in Aula, che l’architetto e storico messinese definisce “offensivo” per l’intera comunità messinese. Di seguito la lettera integrale:

“Su una parete nel lato lungo della Sala del Consiglio Comunale di Palazzo Zanca, si trova la riproduzione in gigantografia del dipinto “Allegoria della restituzione di Messina alla Spagna” (a sinistra, entrando). Tale riproduzione su telo intelaiato venne qui collocata dopo la chiusura della mostra “Messina. Il ritorno della memoria”, che si tenne a Palazzo Zanca dall’1 marzo al 28 aprile 1994.

L’opera, estremamente infamante per la città di Messina, eseguita da Luca Giordano nel 1678 ed il cui originale si conserva al Museo del Prado di Madrid (olio su tela, mt. 2,72 x 4,43), fu dipinta nell’anno in cui aveva conclusione la rivolta libertaria antispagnola scoppiata a Messina dal 1674 al 1678. La feroce restaurazione che ne seguì, col ritorno della ribelle città sotto l’imperio spagnolo, tra l’altro determinò l’illecito trafugamento di ben 1426 pergamene che documentavano la storia civile e i privilegi concessi alla città a partire dall’epoca normanna, che ancora oggi si trovano inopinatamente in Spagna (evento allegoricamente raffigurato, nel dipinto, con un putto alato che porta via da Messina alcuni rotoli pergamenacei mentre altri putti, in basso, si spartiscono, per trafugarli, ancora documenti e privilegi cittadini).

Messina è allegoricamente raffigurata al centro del dipinto in sembianze di donna con in testa una corona a tre torri, antico emblema civico, e nuda perché spogliata di tutti i suoi privilegi, che invoca clemenza alla Spagna, anch’essa in sembianze femminili, che mentre rientra in possesso della corona, magnanimamente si degna di accoglierla. E’ ulteriormente oltraggiata e dileggiata dal soldato spagnolo, di spalle, che la prende a calci; dal “Tempo” in sembianze di vecchio con la falce che ostenta la clessidra, come per dire: “tempo è passato, ma tu, città ribelle ed ingrata, sei tornata ad essere serva della Spagna”; dalla presenza di un demone alato, forza del male che l’accompagna e che viene scacciato. La città venne, infatti, dichiarata dalla Spagna morta civilmente ed ebbe soppresse tutte le sue istituzioni civiche che l’avevano resa opulenta e famosa in tutta Europa: la Zecca, il Senato, l’Università, l’Ordine dei Cavalieri della Stella, il titolo di “Nobilis et Caput Regni” ecc.

Già oggetto di un’interrogazione con risposta scritta del Consigliere comunale Gaetano Caliò il 28 aprile 2010 al Sindaco di allora, Giuseppe Buzzanca, per la sua rimozione dall’Aula Consiliare, che non sortì alcun effetto, è inaccettabile la sua presenza in un luogo che rappresenta il massimo della democrazia, della libera istituzione al servizio della collettività, in poche parole il più importante organo rappresentativo di Messina e dei suoi usi civici.

Deve essere, pertanto, immediatamente e definitivamente rimossa e gettata con disprezzo nella discarica dei rifiuti, unico sito deputato ad accoglierla”

Arch. Nino Principato

37 commenti

  1. Francia o Spagna purche’ se magna…caro architetto Principato condivido il senso del suo intervento ma questa popolazione e’ ancora preda degli spagnoli…in testa…

    0
    0
  2. Caro architetto, posso condividere la sua rabbia per lo scempio perpetrato ai danni della città, ma non è eliminando il dipinto che si rimettono a posto le cose. Il nostro “tibetano”, si dia da fare nelle sedi opportune per richiedere la restituzione delle opere trafugate, qualora fosse possibile, ma togliere il dipinto non porterebbe a niente. In ogni caso, se si decidesse di gettare la tela nella discarica, fatemelo sapere, provvederò personalmente al ritiro evitando al comune ogni spesa.
    Architetto… architetto…, trovi altri metodi per dimostrare la sua “preparazione storica”.
    PS. E non si occupi più della sistemazione delle piazze cittadine. La piazza del Nettuno, è inguardabile!

    0
    0
  3. L’ arch. Principato ha perfettamente ragione…la rimozione immediata del quadro descritto dalla sala nella quale ha sede la piu’ Alta istituzione democratica cittadina direi che sia quasi un obbligo “istituzionale” da parte del Comune.

    0
    0
  4. Mi auguro proprio che sindaco e consiglio comunale abbiano di meglio e più urgente a cui pensare per il bene della città.
    Il quadro, che comunque resta un’opera d’arte, si prenda e lo si porti al museo senza fare tanto clamore per nulla.

    0
    0
  5. Giuseppe Secondo 19 Gennaio 2014 13:27

    proprio per questi motivi va mantenuto, perchè racconta un pezzo di storia cittadina, e documenta il vituperio operato dalla corona spagnola. Storia che non si cancella “gettando il quadro in discarica”. Gettare un quadro in discarica è un crimine nazista.

    0
    0
  6. Giuseppe Secondo 19 Gennaio 2014 13:28

    di dov’è Shakespeare?

    0
    0
  7. Caro Architetto il suo pensiero alto e’ troppo elevato sia per quel consesso sia per il livello di questa citta’ che in gran parte e’ fatta da genti insediatesi dopo il terremoto…ma poi parliamoci chiaro viviamo in una citta’ in cui la gente si prostra davanti ai potenti, ed e’ ormai in mutande, quindi forse quel quadro per ironia rappresenta bene la condizione odierna trasfigurando l’immagine della spagna con i recenti potenti e l’immagine di messina con noi tutti spogliati di tutti i nostri averi compreso il futuro delle prossime generazioni.

    0
    0
  8. Architetto, BOCCIATO! E con validi motivi!
    Lo sa, Architetto, che a Bolzano i nativi vorrebbero distruggere il Monumento alla Vittoria perchè offensivo della loro storia??? Comunque la proposta di trasferire l’Opera (perchè di Opera si tratta) al Museo è da prendere nella massima considerazione, dopo che la città sarà ripulita, risanata economicamente, con i vigili efficienti e presenti, con il trasporto pubblico funzionante, con il traffico veicolare sotto controllo, con le tasse pagate in un contesto comunale dove centinaia di impiegati dimostrano di lavorare per il bene comune!

    0
    0
  9. Crolla Lanza???
    Famiglia di Messina era!
    Emigrare dovettero!
    Tempi difficili erano !

    0
    0
  10. Con tutto il rispetto , ci sono altre cose, di estremamente infamanti per la città di Messina…..
    Altri sono i problemi da affrontare…..

    Aspettando Felice Calabro’

    – 11

    0
    0
  11. Giuseppe Secondo 19 Gennaio 2014 15:36

    e un immigrato diventa il maggior poeta di una lingua? con quella finezza di stile e quella proprietà di parola? non bastavano gli altri motivi per cui ci facciamo ridere addosso, dovevamo aggiungere anche questo?

    0
    0
  12. MessineseAttento 19 Gennaio 2014 17:01

    Ne avessimo un pelo di quei messinesi che assediarono (e non solo) gli spagnoli!

    0
    0
  13. ennesima prova chi non malemu na lira

    0
    0
  14. Mariella De Francesco 19 Gennaio 2014 18:42

    Erano di altro spessore i messinesi di un tempo: combattivi, eroici, patrioti. Siamo riusciti a mutare il nostro DNA
    La storia del passato è gloriosa. Sul presente stendiamo un velo pietoso

    0
    0
  15. mondo.salvatore 19 Gennaio 2014 18:44

    Sig. Architetto, LE SUGGERISCO DI INDIRIZZARE LA SUA ATTENZIONE DI PIU’ SULLO STATO IN CUI VERSA LA NOSTRA MESSINA, DOVUTA ALL’INCURIA E ALLA INCAPACITA’ DI ORGANI PREPOSTI. GUARDI ATTENTAMENTE COME E’ STATA VIOLENTATA DA FACILI SOPRAELEVAZIONI E DETURPATA IN OGNI SUO ASPETTO, DA ORGANI COMUNALI, PROVINCIALI INSIEME AGLI ORDINI DEL GENIO CIVILE, INGEGNERI E ARCHITETTI. SI E’ COMPLETAMENTE ROVINATO L’ASPETTO ARCHITETTONICO CHE MESSINA SI ERA DATO. LA PITTURA E’ COMUNQUE UN’ARTE QUALUNQUE COSA VOGLIA DIRE E NON LA PUOI MODIFICARE NE DISTRUGGERLA, GLI ABUSI INVECE SI. SI POSSONO DEMOLIRE.

    0
    0
  16. uno studioso che chiede di gettare un quadro in discarica …. e poi ci domandiamo perchè Shakespeare è dovuto emigrare in Inghilterra !!!!

    0
    0
  17. MessineseAttento 19 Gennaio 2014 20:32

    Si tratta di una volgare e banale stampa (come anche riportato dall’articolo), anche di non eccezionale fattura.
    L’originale è conservata al museo di Madrid

    0
    0
  18. Mi sembra proprio un ragionamento senza senso: cancellare la memoria storica, bella o brutta che sia, non fa mai bene. L’importante è leggere nella giusta ottica eventi accaduti secoli fa. Quella riproduzione rimanda a una doppia memoria: quella degli eventi del XVII secolo e quella della mostra del 1994. Tutto è in relazione, il dipinto raffigurato nella riproduzione ormai non infama più ma mantiene vivo per quanto possibile il ricordo, non delle glorie che furono ma di un momento triste di una città che si vide spogliata di quello che ancora oggi non ha e non vuole avere: la memoria.
    La richiesta dell’architetto è da respingere!

    0
    0
  19. Nutro il massimo rispetto pèr l’architetto Principato,profondo conoscitore della storia della nostra Città, ma per una volta non posso essere d’accordo con quanto ha affermato. La rimozione del quadro suddetto era stata già richiesta all’ex sindaco Buzzanca che rifiutò, una delle pochissime cose giuste che fece per questa città che non è la sua. Cancellare le testimonianze del passato non cancella la storia nè la memoria. E fa specie che a chiederlo sia uno storico. La storia è quella che è e va studiata sfruttando ogni decumento disponibile, senza pregiudizi di sorta nè campanilismi di alcun tipo. Per anni Messina ha tenuto nascosto il pregevole mosaico sito presso la stazione marittima raffigurante Mussolini fino a quando qualcuno non ha giustamente fatto osservare che un mosaico non avrebbe modificato la storia. Se lo facessimo si abbasseremmo a livello dei Talebani che hanno bombardato i Buddha di Bamyian o degli ex sovietici che hanno abbattutto le statue di Lenin o di Stalin. Se così fosse, dovremo far sparire migliaia e migliaia di opere d’arte perchè contro un popolo o una religione o un periodo storico. Mi auguro che ciò non avvenga mai; diversamente dovremmo abbattere la statua diu Ferdinando di Borbone perchè qualcuno se ne sente offeso o quella della Regina Elena perchè, con l’occasione del salvataggio dei Messinesi dal terremoto del 1908 portò via tonnellate d’oro senza più restituirle…certe manifestazioni di iconoclastia cieca sono assolutamente fuori luogo…

    0
    0
  20. mondo.salvatore 19 Gennaio 2014 21:07

    CHI ABBRACCIA UNA PROFESSIONE, L’ABBRACCIA PERCHE’ E’ UNA PERSONA CHE AMA CIO’ CHE SI ACCINGE A FARE E NON E’ SOLO PER INTERESSI PECUNIARIE. OGNUNO DI NOI DOVREBBE OCCUPARE ED ESERCITARE LE MANSIONI DI CUI E’REALMENTE CAPACE.

    0
    0
  21. Da quando ti intendi di arte? Volgare stampa? Sei davvero ignorante in materia, studia, poi parli.

    0
    0
  22. io cambierei il quadro, al posto del soldato spagnolo che prende a calci la donna raffigurante Messina, ci metterei il sig. Bossi divenuto nella scorsa legislatura ministro della Repubblica grazie anche ai voti della maggioranza dei messinesi

    0
    0
  23. MessineseAttento 20 Gennaio 2014 00:29

    I toni che usa sono da sempliciotto che si atteggia a colto, qualità che nella sua vita ha dovuto sempre ammirare negli altri e da cui, suo malgrado, ne è rimasto ben distante.
    Prenda informazioni su quella stampa e si eviti altre magre figure.

    P.S. quel “TU” indiscrimanato che si ostina ad usare, parla chiaro sulla levatura della persona in questione.

    0
    0
  24. Sssssssss…………..che se sente qualcuno del Pinelli,ci pensa lui a rimuoverlo ed a farci un bel graffito……..loro si, che sanno come ci si comporta a Messina!

    0
    0
  25. Nino Principato 20 Gennaio 2014 07:25

    Forse non mi sono spiegato.
    Non si tratta di un’opera d’arte ma della volgare fotografia gigante di un dipinto il cui originale, ribadisco, si trova al Museo del Prado di Madrid.
    Non ha quindi alcun valore, nè venale nè artistico, appunto perchè è una semplice riproduzione fotografica la cui presenza è un’infamia per Messina e per i messinesi. Confermo: la sua destinazioene non può che essere il cassonetto della spazzatura.
    (P.S. Per Franco Caliri.Uno che definisce “inguardabile” la piazza del “Nettuno” (si chiama “Unità d’Italia”, egregio commentatore!)può aspirare ad avere in casa soltanto la riproduzione fotografica da calendario di un dipinto originale).
    Arch. Nino Principato

    0
    0
  26. “è inaccettabile la sua presenza in un luogo che rappresenta il massimo della democrazia, della libera istituzione al servizio della collettività, in poche parole il più importante organo rappresentativo di Messina e dei suoi usi civici.”

    ….e dov’è sto posto? L’aula consiliare? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

    0
    0
  27. MessineseAttento 20 Gennaio 2014 11:26

    Architetto non si sprechi a rispondere a chi usa la Gazzetta (con tutto il rispetto per la Gazzetta) come massima fonte del suo sapere.
    Che voce in capitolo può avere un personaggio che si dichiara esperto d’arte, addirittura invitando ad andare a studiare chi ne sa certamente più di lui, e poi non sa distinguere una VOLGARE fotografia da un dipinto!?!?
    Non continuiamo a sprecare il nostro tempo, tanto si sa, l’ignoranza è sorda!

    0
    0
  28. ARCH. PRINCIPATO, LEI CHE RISPONDE ALLE ORE 8,25 A FRANCO CALIRI QUASI CERTAMENTE UTILIZZANDO IL PC COMUNALE, SI DIA UNA REGOLATA!! INTANTO RISPETTI IL SUO RUOLO PRIMARIO CHE E’ QUELLO DI DIPENDENTE COMUNALE CHE NON PUO’ SCRIVERE DIRETTAMENTE ALLE ISTITUZIONI COMUNALI CHIEDENDO LA RIMOZIONE DI UNA COSA CHE LE ISTITUZIONI STESSE HANNO SCELTO! POI A PRESCINDERE DA PIAZZA UNITA’ D’ITALIA O PIAZZA DEL NETTUNO IL SUO PROGETTO PUO’ PIACERE O NON PIACERE! MENO PRESUNZIONE E PIU’ RISPETTO VERSO QUELLA ISTITUZIONE CHE LE PASSA LO STIPENDIO MENSILE!!!

    0
    0
  29. Innanzitutto, chiedo scusa se rispondo solo adesso ma, la mattina, lavoro e non mi sognerei mai distrarmi dalle attività per le quali sono pagato, per commentare le innumerevoli sciocchezze dei vari Mariedit, MessineseAttento e degni compari.
    Confermo. A mio avviso, piazza “Unità d’Italia” (con la speranza che tutti sappiano che parliamo della piazza del “Nettuno”), è orribile. L’idea di fare una piazza era certamente positiva, ma sarebbe stato opportuno dare l’incarico della progettazione ad una persona più attenta al presente ed al futuro, pur senza rinnegare un passato che non deve diventare un’ossessione.
    Piazza del “Nettuno” (mi piace chiamarla così), somiglia tanto al labirinto di Alice nel paese delle meraviglie. Tutti quegli “arbusti” piantati in abbondanza, quell’infinità di panchine inutili (ne bastavano il 10 per cento) e tutte quelle siepi, non servivano. Sarebbe stato preferibile spendere meno soldi diminuendo quell’ammasso informe di piante, panchine ecc.. e lasciare più spazio alla statua.
    E non mi dica che nel 1920, o giù di li, la piazza era così, perché non è vero. Guardi bene le cartoline in suo possesso, e sia più moderno e umile. Di maestrini, ci bastano solo Mariedit e MessineseAttento, non ci si metta anche lei (anche se so che si ama farsi vanto della sua preparazione(?))

    0
    0
  30. MessineseAttento 20 Gennaio 2014 17:08

    Come le ho già scritto, lei ha il grande pregio di umiliarsi da solo.
    Dopo aver rivelato la sua grande preparazione, scambiando una foto per un olio su tela, con l’aggravente di dare dell’ignorante a chi palesemente ne sa più di lei, adesso si permette di dire che le scemenze le scrivono gli altri.

    Abbassi la cresta e rientri nei canoni che le competono, già si è coperto abbastanza di ridicolo.

    0
    0
  31. è un’opera d’arte ma è una copia e non l’originale, quindi la beffa è doppia. servono anche gesti morali per risollevare un popolo.

    0
    0
  32. Non bisogna gettarlo in discarica ma portato al museo come copia dell’originale che si trova in spagna.

    0
    0
  33. il problema è sulle opere.
    “Molto rumore per nulla” di Shakespeare ad esempio è oggetto di studio proprio perchè sembra vi sia un opera identica scritta in siciliano e precedente all’opera poi pubblicata in inglese. Sono le opere che vivono in eterno.

    0
    0
  34. Non bisogna nè distruggere nè abbattere nè buttare.
    Vanno semplicemente trasferite al museo così come è giusto che sia. I simboli della sottomissione vanno spostati e non lasciati in bella vista.
    Il problema è che non abbiamo più nulla di quel popolo che lottava per la nostra città.

    0
    0
  35. sorvolo sulla proposta ridicola, ma mi domando perché infamante?? E’ un pezzo di storia di una normalissima città che tra l’altro visse uno dei suoi migliori periodi proprio durante il periodo spagnolo. Per gli stessi motivi perché allora non demolire del tutto la cittadella?? Di infamante c’è tanto tanto altro,basta farsi un giro in città e basta vedere le fesserie e i falsi storici che si propinano di continuo, egregio sig. dipendente comunale, al quale domando quali titoli e/o riconoscimenti scientifici abbia mai conseguito per definirsi uno storico,un critico d’arte o un archeologo. Forse alla facoltà di architettura di Reggio rilasciano titoli in tal senso??
    Limitatevi a fare il vostro lavoro e basta, di cavolate se ne dicono e fanno anche troppe.
    PS La piazzetta Unità d’Italia è pacchiana e inutile

    0
    0
  36. aggiungo un piccolo dato storico. I messinesi insorsero contro gli spagnoli, chiedendo però l’aiuto dei francesi, (a loro volta scacciati nel 1282) che poi puntualmente li lasciarono con una mano davanti ed una dietro. I buddaci esistevano anche allora

    0
    0
  37. Incredibile.. per la prima volta sono d’accordo con il caporale.

    0
    0

Rispondi a Blabla Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED