Ospedale di Taormina. 31enne salvato per un ascesso para faringeo

Ospedale di Taormina. 31enne salvato per un ascesso para faringeo

Redazione

Ospedale di Taormina. 31enne salvato per un ascesso para faringeo

mercoledì 07 Gennaio 2026 - 08:10

Intervento d'urgenza per un giovane che rischiava la vita

TAORMINA – Un giovane di 31 anni è stato sottoposto ad intervento chirurgico in urgenza all’ospedale di Taormina per un ascesso para faringeo, condizione patologica potenzialmente mortale se non riconosciuta e trattata tempestivamente per la possibile evoluzione in mediastinite. Il giovane si era recato al Pronto soccorso dell’ospedale di Taormina per difficoltà alla deglutizione, dolore intenso alla regione laterale destra del collo, con difficoltà ad aprire la bocca (trisma) da 4 giorni. Inviato in consulenza Otorinolaringoiatrica è stato visitato dal dottor Nicolò Politi che ha subito compreso la gravità della situazione e ha allertato, sebbene in ferie, la responsabile del reparto, la dottoressa Serenella Palmeri.

La diagnosi e l’attivazione della procedura

Nel frattempo con la collaborazione del radiologo dottor Pietro Carbonaro che ha eseguito tempestivamente la TC si è avuta la conferma della presenza di una imponente raccolta ascessuale nella parete laterale destra della faringe, ciò ha permesso l’attivazione della procedura in urgenza. Giunto in forze anche il dottor Francesco Cancemi, il paziente è stato condotto in sala operatoria, rassicurato e assistito dal personale infermieristico Sara Paesano e Diana Longo e sottoposto ad un delicato e tempestivo intervento chirurgico.

Il ruolo fondamentale degli anestesisti

Preziosa e fondamentale è stata la presenza degli anestesisti Filippo Isaia ed Ezio Famà che hanno gestito egregiamente un’intubazione molto difficile per il ridotto spazio respiratorio, la facilità dei tessuti al sanguinamento e il rischio di polmonite ab ingestis qualora si fosse aperta la sacca ascessuale. “Gli ascessi para faringei sono delle vere e proprie emergenze potenzialmente fatali poiché provocano ostruzione delle vie aeree, sepsi e mediastinite (diffusione al torace). E vista la vicinanza alla guaina carotidea, possono causare erosione dell’arteria carotide o tromboflebite della vena giugulare interna (Sindrome di Lemierre), tutte condizioni letali – ha affermato la dottoressa Palmeri – l’approccio multidisciplinare e la tempestività sono il segreto per evitare eventi drammatici”.

Già al risveglio il paziente ha mostrato un notevole miglioramento dei sintomi e non è stato necessario trasferirlo in Rianimazione.

Un commento

  1. Giuseppe Morabito 8 Gennaio 2026 11:15

    BRAVI!!LA BUONA SANITÀ LA FANNO I TEAM PROFESSIONALI,PREPARATI,E RESPONSABILI.

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