Dopo l’ok al patto di stabilità 2013, via libera al piano assunzioni. Con mobilità e concorso pubblico - Tempostretto

Dopo l’ok al patto di stabilità 2013, via libera al piano assunzioni. Con mobilità e concorso pubblico

Danila La Torre

Dopo l’ok al patto di stabilità 2013, via libera al piano assunzioni. Con mobilità e concorso pubblico

venerdì 07 Marzo 2014 - 00:51

Il segretario/direttore Le Donne spiega che il Comune potrebbe procedere all’assunzione di circa 300 persone, da reclutarsi prima tramite un bando di mobilità e poi, eventualmente, tramite concorso pubblico. Intanto, prende forma il nuovo piano di riequilibrio e ritornano in cassa i 7 milioni di euro della sanzione comminata nei confronti del Comune per lo sforamento del patto di stabilità 2011.

Nei prossimi 10 anni i Dipartimenti del Comune potrebbero spalancarsi per circa 300 nuovi dipendenti. L’amministrazione Accorinti ha, infatti, in cantiere un Piano di assunzioni, ma molto dipenderà dal rispetto del Patto di stabilità 2013, la cui certificazione ufficiale è attesa per il prossimo 31 marzo. Se l’“esame” dinanzi al Ministero dell’Interno sarà superato, come sembra da indiscrezioni, Palazzo Zanca potrà formalmente predisporre il “job act” accorintiano per poi sottoporlo al vaglio obbligatorio, essendo il nostro un comune in pre- dissesto, della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali e cominciare a programmare la “compensazione” concessa dalla legge sulle fuoriuscite in calendario nel prossimo decennio.

Attualmente il Comune di Messina può contare su 1550 dipendenti a tempo indeterminato; 296 lavoratori a tempo determinato, cioè i precari comunali, i cui contratti scadranno tra il 31 dicembre 2015 ed i 31 dicembre 2017; e 3 ex lsu. Le unità di personale di Palazzo Zanca ammontano, quindi, complessivamente a 1849. Posto che per i contrattisti la giunta Accorinti sta pianificando l’iter per la definitiva stabilizzazione (vedi correlato), l’altro, ambizioso obiettivo è l’indizione di un concorso pubblico, che però non potrà arrivare prima di aver tentato, come obbliga la legge, la strada della mobilità, rivolta ai dipendenti di tutti gli enti pubblici della penisola.

Tra il 2013 ed il 2022, dei 1550 dipendenti comunali ne andranno in pensione 732. In servizio ne resteranno quindi solo 818. In base alla normativa vigente, il Comune potrà procedere a nuove assunzioni, nella misura del 40% della spesa relativa alla cessazione dei rapporti lavorativi. Come spiegato dal segretario/direttore Antonio Le Donne si tratta di circa 290-300 persone.

Le politiche e le previsioni riguardanti il personale entreranno a far parte anche del Piano decennale di riequilibrio, che- assicura ancora Le Donne – sarà presentato entro il termine fissato, cioè il prossimo 17 marzo. Sulla scrivania del super funzionario sono già arrivate le relazioni richieste ai dirigenti comunali e nei prossimi giorni saranno esitate tutte le delibere che diventeranno parte integrante del documento di risanamento. Da cui – è bene ricordare – dipende l’accesso al Fondo di rotazione nazionale e l’erogazione, a titolo di prestito, di circa 55 milioni di euro.

Le Donne, nominato dal sindaco Renato Accorinti «coordinatore dei lavori tecnico-aministrativi», ci ha anticipato qualche dato significativo del piano rimodulato dopo la bocciatura del 29 gennaio scorso dal parte del Consiglio comunale.

Partiamo proprio dal Piano sul personale, che comporterà un risparmio di 69 milioni di euro in 10 anni. Il vecchio piano targato Croce prevedeva un taglio della spesa di 125milioni di euro, solo perché programmava i pensionamenti ma non le immissioni di nuovi dipendenti, possibili – come detto – solo in caso venga rispettato il patto di stabilità.

L’assessore Cacciola- spiega ancora Le Donne – ha messo a punto un Piano di risparmio energetico che consentirà al Comune di tagliare le spesa per una cifra di 46 milioni di euro. Altri 20milioni di euro, ma forse anche di più, potranno essere recuperati dalla Convenzione con l’Italgas. Secondo quanto riferito dal segretario/direttore generale di Palazzo Zanca, con il prossimo piano di riequilibrio, il Comune potrà anche “permettersi” di non vendere i propri gioielli di famiglia, cioè i grossi immobili, e puntare piuttosto alla vendita degli alloggi popolari, che costano tanto in tema di manutenzione.

Le partecipate occuperanno un capitolo “speciale” del Piano di riequilibrio e la strada segnata sembra quella della liquidazione. Su questo fronte, però, i dettagli saranno definiti solo nei prossimi giorni. Altra importante novità sarà rappresentata dalla riorganizzazione delle Banche dati dei vari dipartimenti. «Sino ad oggi non sono entrati soldi – ha affermato Le Donne – perché le banche dati non erano pienamente funzionali , mettendole a posto garantiremo una operazione di equità ed avremo un censimento capillare, che attiverà un flusso straordinario di risorse, sia per quel che riguarda i tributi che le entrate extra-tributarie».

Il manager di palazzo Zanca è convinto che il Piano di riequilibrio non costituisca «una minaccia ma una opportunità, che dà la possibilità di intervenire in profondità e riorganizzare tutta la macchina comunale».

Del piano di riequilibrio si tornerà a parlare anche oggi, in Commissione bilancio, presieduta dal consigliere dell’Udc, Franco Mondello.

Intanto, dalla capitale arriva un’ottima notizia: torneranno indietro, e cioè nelle casse di Palazzo Zanca , i 7 milioni di euro della sanzione comminata nei confronti del Comune per lo sforamento del patto di stabilità 2011. E’ quanto stabilisce il Decreto 26 febbraio 2014 pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno (vedi link in basso).

Danila La Torre

http://finanzalocale.interno.it/circ/dec9-14.html

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12 commenti

  1. serra salvatore 7 Marzo 2014 06:31

    QUESTI HANNO LA CAPACITA’ DI PRENDERE X IL C… I CITTADINI – MENTONO SAPENDO DI MENTIRE.

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  2. I revisori scrivono che «a seguito delle verifiche effettuate dal collegio, in ordine al rispetto previsti dalla normativa (la legge 122 del 2010, la legge di stabilità) per l’anno 2012, ed avendo riscontrato, sulla scorta dei dati forniti dagli uffici competenti, lo sforamento degli stessi, si invitano i dirigenti interessati a verificare con scrupolosa attenzione il rispetto della normativa per gli esercizi 2013 e 2014».
    Questo vale per i concorsi (Renatino sente aria di nuove elezioni) che per i contrattisti.
    Poche righe per descrivere la triste realtà.
    George

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  3. Tempo fa c’era pure qualcuno che prometteva unmilione di posti di lavoro.A Messina modestamente 300 in dieci anni.Giovanotti avete tempo per morire di fame.

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  4. FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA.Fa benissimo Danila LA TORRE a non fare passare inosservato il raggiungimento di un importante obiettivo finanziario,il rispetto del Patto di Stabilità 2013,ad evidenziarne gli effetti sulla stabilizzazione dei precari e in prospettiva sulla realizzazione di un sogno,un concorso pubblico per i giovani messinesi,come sapete non ce ne sono in Comune, facciamo studiare i nostri ragazzi,diventano ragionieri, architetti,ingegneri,biologi,periti,geometri …, e poi chiudiamo loro le porte della pubblica amministrazione.Non avevamo in equilibrio tre parametri importanti,quelli più collegati al buon funzionamento degli uffici,inerenti al serpente velenoso dei RESIDUI,a cui RENATO sindaco nel 2013 ha schiacciato la testa.I Parametri messi in equilibrio sono il 2,3,4,i primi due sono relativi ai residui ATTIVI(entrate accertate e non riscosse).Per capirci supponete che in uno studio professionale o azienda,su €1.000 previste di entrate, ben €628,90 non si è riusciti a riscuoterle,questo accadde nel 2012 a Palazzo Zanca per il PARAMETRO 2,esso rapporta i residui attivi accumulati nell’anno(di competenza) con le entrate tributarie(titolo 1) e quelle extratributarie(titolo 3),escluse le addizionali irpef pagate in relazione al nostro reddito.Il limite consentito e raggiunto nel 2013 è minore di €420(<42%).Anche il PARAMETRO 3 è messo in equilibrio,esso rapporta i residui attivi provenienti dalla loro gestione, compresi gli anni precedenti,con le entrate tributarie(titolo 1) e extratributarie(titolo 3),stavolta sono sommati anche le addizionali irpef.Nel 2012 su €1.000 di entrate previste ben €978,90 non furono riscosse,aspetto il valore,ma essere scesi sotto il limite previsto €650 (<65%) è veramente notevole.Il PARAMETRO 4,oggi in equilibrio,riguarda i residui passivi (spese impegnate e non in pagamento),il confronto è con la spesa corrente del titolo 1,nel 2012 su €1.000 di impegni di spesa,ben €441,50 non furono messe in pagamento,il limite consentito è minore di €400(<40%).Questi parametri,quando non sono in equilibrio,hanno a che fare con il ricorso alle continue anticipazioni di cassa,vi ricordo che nel 2012 abbiamo pagato ben €762.428 di interessi passivi al tesoriere UniCredit,soldi sottratti ai servizi utili ai messinesi.Più ci allontaniamo dai limiti imposti dalla legge,meglio stiamo amministrando il nostro studio professionale,azienda.. Palazzo Zanca.Dietro questo successo c'è la mano,pesante o leggera,non importa,di un burocrate scelto personalmente da RENATO sindaco, Antonio LE DONNE,supportato da Guido SIGNORINO,da cui è impossibile avere protezione politica per dirigenti e dipendenti.

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  5. Si esattamente tra 4 anni e 4 mesi ed a giudicare da quanto fatto finora le maggioranze saranno bulgare stavolta. Fatevene una ragione.

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  6. Personalmete me lo auguro, altrimenti la mia vita sarebbe triste e monotona.
    Il fatto è che Renatino, a dispetto delle palle sparate dalla zia maria, sa benissimo che le assunzioni non potranno essere fatte, stante i debiti pregressi, fatti sì da chi lo ha preceduto, ma di cui a lui spetterà sbrogliare la matassa.
    Ti sei dimenticato del buco spaventoso in bilancio?
    O pensi che basta un anno in pareggio (ed è tutto da dimostrare) per dimenticarsi del passato?
    Povera Messina, se a votare il ginnastico scalzo è certa gente.
    George.

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  7. IL segretario/direttore generale!!! Spero che la seconda funzione venga espletata in maniera gratuita visto che i revisori dei conti hanno espresso parere negativo sul compenso di 65.000 euro!! LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI e cioè sia per i PRECARI che per LE DONNE.

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  8. PER IL BUON SALVATORE SERRA: mente come te sulla nostra prosecuzione lavorativa precaria in questo comune.Piu volte miei colleghi hanno fatto il tuo nome al tempo in cui eri consigliere e sempre la notizia era negativa ” siete a casa” ma questo non era il problema..poteva anche starci se la notizia fosse stata in buona fede, visto e considerato che altri consiglieri contattati in quel preciso momento trasecolavano dicendo ” ma cosa dice???”. fino ad oggi siamo qui..precari con mille difficolta’ ma non a casa..come asseriva il buon serra.

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  9. SI COMINCIA A PENSARE ALLA SPARTIZIONE DEI POSTI DI ASSUNZIONE ALLE VARIE “AREE POLITICHE”

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  10. BELLE PAROLE… TANTI CONTEGGI… PARAMETRI A GOGO… PERCENTUALI ESALTANTI E POI NELLA REALTA NESSUNO COMINCERA VERAMENTE A BUSSARE DIETRO LE PORTE DEI MESSINESI MOROSI PER FARE SALDARE QUANTO DOVUTO…. E I MESSINESI PULITI PAGANO PER TUTTI…

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  11. Capisco tutto, diffidenza e pregiudizio politico verso RENATO sindaco, una forma di avversione verso la persona spinta fino all’antipatia, ma è incomprensibile mettere in discussione delle cifre certificate non solo da un messinese, Guido SIGNORINO, ritenuto integerrimo e preparatissimo nell’ambiente accademico e non, ma anzitutto dal Ragioniere Generale, dai Revisori dei Conti, i quali rischiono penalmente grosso a firmare cifre menzogniere, vagliate poi dalla Corte dei Conti, le accuse non possono essere generiche, altrimenti è inconcludente calunnia. Semmai bisogna chiedere conto a RENATO sindaco se ad una diminuizione consistente dei RESIDUI ATTIVI, cioè di una benvenuta e provvidenziale capacità di accertare e poi riscuotere i nostri soldi, in presenza di un aumento delle entrate tributarie, corrisponde un numero più alto di contribuenti e una diminuizione della pressione tributaria, altrimenti paghiamo di più i soliti fessi. Questa è la domanda, a dire il vero dovrebbero farla i Consiglieri Comunali, ma molti di loro non hanno idea di cosa sono i parametri di deficit strutturale, come al solito ci pensa a mariedit, il messinese “accusato” a vanvera di simpatia verso RENATO ACCORINTI.

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  12. antonio campanella 7 Marzo 2014 19:25

    124.000 euro lordi annui minimo!

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