Panormus, a Palermo "La scuola adotta la città". Coinvolte più di 50 scuole

Panormus, a Palermo “La scuola adotta la città”. Coinvolte più di 50 scuole

Autore Esterno

Panormus, a Palermo “La scuola adotta la città”. Coinvolte più di 50 scuole

lunedì 23 Maggio 2022 - 16:22

L'evento sulla terrazza del loggiato San Bartolomeo, ispirato da una vista mozzafiato, e dal  “promontorio più bello del mondo"

Un evento che ha lasciato il segno quello che si è svolto nei giorni scorsi a Palermo, nel Loggiato San Bartolomeo (terrazza), in occasione dell’evento Panormus, La Scuola adotta la città, XXVI Edizione. “Vivere la città al ritmo del suo mare” è stato il tema di questa edizione, che ha visto la partecipazione di studenti e studentesse di più di cinquanta scuole (dall’infanzia alla secondaria di secondo grado), con uno scopo ben preciso: “valorizziamo il patrimonio artistico di Palermo”. Sulla terrazza del loggiato San Bartolomeo, ispirati da una vista mozzafiato, e dal “promontorio più bello del mondo” (esattamente come lo definì Johann Wolfgang von Goethe, nel suo famoso “Viaggio in Italia”) si sono esibiti i ragazzi della Cpia Nelson Mandela, dell’Istituto comprensivo Maneri Ingrassia Don Milani e dell’Istituto d’istruzione superiore Gioeni Trabia di Palermo.

Parole cariche di emozione quelle del dirigente scolastico del “Gioeni-Trabia”, l’Ingegnere Andrea Tommaselli, volte a sottolineare l’importanza di queste iniziative. È infatti vero che attività del genere fanno crescere i ragazzi, li rendono più maturi, responsabili, consapevoli dell’immenso patrimonio artistico-culturale di cui dispongono e favoriscono il processo di inclusione. Lo spettacolo è stato un vero e proprio varietà: recite di poesie, scenette divertenti (a cui ha lavorato magistralmente il professore Gerlando Cutaia), canzoni pop e del repertorio classico napoletano e persino un brano siciliano scritto e musicato dal professore Bartolomeo Cosenza, dal titolo “U cantu dill’amuri”, che ha visto la partecipazione del coro del “Gioeni-Trabia” e di una giovane e talentuosa cantante lirica (già studente dello stesso Istituto), il soprano Fabiola Galati.

A coordinare tutto da un punto di vista tecnico, con la professionalità che da sempre lo contraddistingue, il professore Marco Casiglia, che ha fornito anche l’attrezzatura. Tra tutti i brani eseguiti, U cantu dill’amuri è stato forse quello che più di tutti ha emozionato il pubblico. Un canto che vive e pulsa nei cuori dei giovani studenti e un desiderio, o quasi una necessità, da parte dell’autore, di rendere omaggio alla Sicilia, alla sicilianità e alla bella Palermo. Una terra, baciata dal sole e bagnata dal mare, troppo bella per non essere cantata e celebrata. Uno spettacolo indimenticabile dunque, in grado di regalare gioia e sorrisi alle tante persone presenti.  Un pomeriggio all’insegna della bellezza, della speranza in un mondo dove regni la pace, e l’amore per la vita.  

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