Si rinnova la tradizione del Venerdì Santo: i messinesi non mancano l’appuntamento delle Barette - Tempo Stretto

Si rinnova la tradizione del Venerdì Santo: i messinesi non mancano l’appuntamento delle Barette

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Si rinnova la tradizione del Venerdì Santo: i messinesi non mancano l’appuntamento delle Barette

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sabato 07 Aprile 2012 - 08:14
Si rinnova la tradizione del Venerdì Santo: i messinesi non mancano l’appuntamento delle Barette

Tanti i cittadini che in strada o dai balconi hanno assistito ed applaudito il passaggio degli undici gruppi statuari. Unico momento di tensione nei pressi della chiesa di santa Caterina: un tiratore ha perso l’equilibrio cadendo a terra, per lui nessuna conseguenza

Al primo colpo di martelletto si piegano sulle ginocchia; al secondo, tutti insieme e con la stessa intensità si sollevano e con forza portano su il peso della croce. Sono loro, i tiratori delle undici Barette che ieri pomeriggio, così come prevede la tradizione del Venerdì Santo messinese, hanno sfilato in processione lungo le strade principali della città. Strade dove il profumo dell’incenso si è mischiato a quello dei pani di cena appena sfornati, le preghiere delle donne si sono unite alle ingenue ma profonde domande dei più piccoli che con sguardo incuriosito hanno osservato la sofferenza di Gesù, raffigurata dalla statue che rappresentano i giorni della Passione di Cristo. Una tradizione che si tramanda dal lontano 1610 e che ancora una volta Messina ha dimostrato di vivere con profondo attaccamento ai valori della fede e della religione. Tante le persone che si sono ritrovate lungo i marciapiedi di via XXIV Maggio, via Cavour, via Tommaso Garibaldi, via Primo Settembre e Piazza Duomo, ultima “stazione” per la benedizione di Mons. La Piana. Tutte insieme per assistere a uno degli eventi più attesi delle iniziative della Settimana Sante organizzate dalla Confraternita S.S. Crocifisso, dalla Prima Nobile Arciconfraternita degli Azzurri e della Pace dei Bianchi, con il patrocinio del Comune.

L’unica novità di quest’anno ha riguardato il percorso: per celebrare l’ottavo centenario della fondazione delle Clarisse, infatti, le statue hanno fatto tappa davanti al Monastero di Monte Vergine: molti ne hanno atteso il passaggio dalla scalinate del Santuario, ciascuna è stata accolto con un applauso e con un’invocazione in onore di Gesù e di Maria. Le Barette, scese attraverso la via Enrico Martinez, sono poi tornate “nei binari” riprendendo il tradizionale percorso da via Cavour. Ad accompagnare la processione, come avviene ormai da due anni, i suonatori di tamburi di Motta Sant’ Anastasia. Qualche momento di tensione si è avuto nei pressi della chiesa di Santa Caterina: uno degli uomini che portava a spalla la Baretta “L’Orto degli ulivi”, tra le più pesanti, ha perso l’equilibrio e inciampando è finito a terra. L’immediato stop imposto dal “capo gruppo” ha fortunatamente evitato che gli altri lo travolgessero. Immediati i soccorsi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Per il quarantenne solo tanta paura e qualche problema al piede.

Intorno alle 21.30 i gruppi statuari, ciascuno “coordinato” da una diversa famiglia, sono giunti a piazza Duomo. Tante le persone che hanno atteso le Barette per lo “stacco finale” verso la chiesa di “Nuovo Oratorio della Pace”: il volto stanco dei tiratori con indosso le divise bianche, la corsa lungo la via Oratorio San Francesco, le urla delle donne, a piedi scalzi dietro “L’Addolorata” in onore di Maria, per qualche attimo hanno fatto rivivere l’atmosfera “respirata” in occasione della celebrazione dell’Assunta, il 15 agosto: diverso il periodo, diversa la stagione, identico lo spirito con cui i fedeli, ciascuno a suo modo, hanno vissuto e vivono il legame, inscindibile, tra religione e tradizioni secolari. (EDP)

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2 commenti

  1. puzza di bruciato 7 Aprile 2012 16:57

    W Messina e i messinesi……..

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  2. BUONA PASQUA A TUTTI,anche a chi ha devastato Messina. Anch’io URLO la mia messinesità con i motti di cui la nostra città si è fregiata nei secoli.” FERT LEO VEXILLUM MESSANÆ CUM CRUCE SIGNUM “,Porta il Leone la Bandiera con la Croce. Ecco il segno di Messina,che l’imperatore Arcadio,grato ai messinesi,donò loro lo stesso vessillo recante lo stemma imperiale,decretando che sulle mura della torre della basilica di Santa Sofia a Costantinopoli venisse incisa la frase ” GRAND MIRCI A MESSANA”,Molte grazie a Messina,oggi presente,a lettere dorate, sui cancelli del Municipio. L’Imperatore ci insignì del titolo di città principale dell’Impero,al pari di Costantinopoli, e di Protometropoli della Sicilia e della Magna Grecia, conferendoci il Comando e Governo perpetuo della Sicilia. Con l’editto di Ruggero II, Messina ebbe il titolo di “CAPUT REGNI ” e la sua Zecca battè moneta con l’orgoglioso motto ” MESSANA NOBILIS SICILIAE CAPUT ”
    BUONA PASQUA,in particolare, AI MIEI CONCITTADINI IN DIFFICOLTA’.

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