Ecco come cambieranno i collegamenti tra Letojanni, Taormina e la Alcantara - Randazzo
“La giunta regionale ha deciso di accogliere la richiesta dei sindaci dei Comuni interessati dai lavori (Furci Siculo, Itala, Letojanni, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Savoca, Scaletta Zanclea e Taormina) e, quindi, di non modificare il progetto originario che comprende l’interconnessione Letojanni e il mantenimento della linea attuale Letojanni-Alcantara”.
Poche righe all’interno di un altro comunicato, quello sul progetto del tapis roulant tra la stazione e l’aeroporto di Catania, per una notizia che invece merita molto più risalto dopo che nei mesi scorsi i sindaci avevano protestato contro il cambio di rotta della Regione, che aveva deciso di mantenere la vecchia linea storica da Letojanni a Messina Giampilieri.
E cosa prevede il progetto originario? Il nuovo tracciato raddoppiato è quasi totalmente all’interno delle montagne, abbandonando la storica linea che accarezza il mare per dare spazio alla velocità.
Il nodo Alcantara
La vera novità sarà la creazione di un grande polo di scambio nella zona di Trappitello. La nuova stazione Alcantara-Giardini non sarà solo una fermata, ma il vero baricentro logistico del comprensorio. A differenza del passato, la nuova stazione di Alcantara sorgerà in un’area pianeggiante a ridosso dello svincolo autostradale, una collocazione scelta per sfruttare ampi spazi esterni, impossibili da ricavare sulla costa, destinati a parcheggi e terminal bus, trasformando la fermata in un nodo di scambio tra gomma e rotaia.
Taormina raddoppia: tra sotterraneo e storia
Per la ‘Perla dello Jonio’ il futuro si divide. Da una parte la nuova stazione di Taormina Sotterranea, nel cuore della montagna, sarà la fermata principale per i treni veloci. Dall’altra, la storica stazione di Taormina-Giardini resterà attiva, ma con un ruolo diverso.
Il progetto prevede che i treni regionali provenienti da Catania percorrano il raddoppio veloce fino all’altezza di Letojanni. Qui, tramite una rampa di interconnessione, lasceranno il tracciato sotterraneo per ‘emergere’ sui binari della stazione storica di Letojanni, che diventerà una stazione di testa e punto di inversione della marcia per poi ridiscendere lungo la costa sulla linea storica. Questo passaggio permetterà di servire Letojanni e la stazione Liberty di Taormina-Giardini, offrendo ai viaggiatori il tradizionale panorama sul mare.
Una volta completata la fermata costiera, l’obiettivo potrebbe essere quello di far proseguire il treno verso sud fino al Polo di Alcantara per rientrare nel raddoppio. Ma la riuscita di questo collegamento per i passeggeri quotidiani dipenderebbe da due fattori: la rapidità dei tempi di inversione a Letojanni e l’elettrificazione del raccordo che unisce la vecchia stazione di Alcantara al nuovo Polo di Alcantara AC (Alta Capacità).
Senza questi interventi tecnici, il circuito non riuscirebbe a chiudersi: la linea costiera rimarrebbe un percorso isolato dal flusso principale verso Catania, finendo per essere utilizzata solo per treni turistici e storici. In quel caso, la storica stazione sul mare non sarebbe più una tappa di un viaggio veloce, ma il capolinea di una suggestiva, seppur lenta, deviazione panoramica.
L’interconnessione di Letojanni e il nodo Randazzo
L’interconnessione di Letojanni è stata quindi salvata anche per evitare l’isolamento della costa in una zona turistica e per un ipotetico ritorno dei treni da Randazzo. Nel punto in cui la ferrovia della Valle Alcantara incontra la costa, il nuovo raddoppio è già profondamente sepolto sotto la montagna. È fisicamente impossibile collegare un binario che corre in superficie con uno che si trova decine di metri sottoterra in galleria.
L’interconnessione di Letojanni funziona come uno ‘scivolo’ a doppio senso tra la superficie e il sottosuolo. Il convoglio, risalendo dal tunnel, raggiunge la storica stazione all’aperto dove è costretto a una sosta tecnica per l’inversione di marcia (il cambio banco). Solo dopo questa manovra, il treno può ripercorrere la rampa in discesa per innestarsi nuovamente nel tracciato veloce sotterraneo, garantendo così il rientro verso Catania. Ma questo movimento serve solo a ‘posizionare’ il treno sui binari giusti. Per un passeggero che viene da Randazzo e vuole andare a Catania, restare a bordo durante questa risalita verso Letojanni sarebbe una perdita di tempo. Più conveniente scendere alla fermata di Alcantara-Giardini (Trappitello) e cambiare treno lì.
Perché solo verso Catania e non anche verso Messina
Ma perché non è previsto un innesto simile anche verso Messina? La risposta, oltre alla priorità di collegamento con l’aeroporto, sta nella “geometria” del raddoppio: l’interconnessione di Letojanni è stata progettata come una rampa che si stacca dalla galleria principale con un’angolazione rivolta verso nord. Questo significa che solo i treni che salgono da Catania possono imboccare l’uscita. Realizzare un innesto speculare per i treni che scendono da Messina avrebbe richiesto lo scavo di ulteriori tunnel e complessi bivi sotterranei, con costi e impatti ambientali giudicati insostenibili. Di conseguenza, mentre chi viaggia verso nord può “uscire” per servire la costa (previo cambio banco), chi proviene da Messina resterà nel tracciato veloce sotterraneo fino al Polo di Alcantara.

Un delirio, un massacro ambientale che non tiene conto delle vere esigenze di collegamento e TPL dei comuni jonici messinesi, la nostra provincia dimostra ancora una volta miopia progettuale e irrilevanza politica