Il gip della Procura di Barcellona ha respinto l'istanza di scarcerazione. Il 46enne rivendica il diritto di critica ma è accusato di molestie via social
BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Aurelio Coppolino è stato arrestato per molestie e atti persecutori con attacchi sistematici via social. Classe 1980 ed ex dirigente sportivo, Coppolino è ai domiciliari, con controllo mediante braccialetto elettronico, e il Gip, Giudice per le indagini preliminari alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Caristia ha rigettato l’istanza di scarcerazione. Davanti al giudice, lo scorso venerdì, il 46enne ha rivendicato il proprio diritto di critica, secondo l’articolo 21 della Costituzione. Tuttavia, il magistrato ha ritenuto non mutato il quadro di gravità indiziaria, con il delitto di diffamazione, e che non sono emersi significativi profili di novità tali da giustificare l’attenuazione delle misure cautelari. E, per il gip, se venisse revocata la misura cautelare, si potrebbero creare le condizioni per la reiterazione del reato.
La denuncia del deputato Calderone
In seguito all’inchiesta, sono stati chiusi i social network di Coppolino. Secondo gli investigatori, l’uomo utilizzava in modo costante piattaforme social, dirette streaming, video e altri strumenti di comunicazione per diffondere contenuti ritenuti offensivi e denigratori nei confronti di diversi soggetti. Tutto è partito da una querela di Tommaso Calderone, avvocato e deputato di Forza Italia, che aveva denunciato “una serie di condotte ritenute gravemente lesive della propria sfera personale e professionale”. Da qui l’intervento della Procura della Repubblica di Barcellona, guidata da Giuseppe Verzera.
Le indagini sono state coordinate dalla Procura con la direzione del sostituto procuratore Michele Scaglione.
Coppolino è difeso dall’avvocato Ugo Colonna.

