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Pezzi medievali in jazz, l’idea di un flautista messinese docente a Milano diventa un cd contro il virus

Carmelo Caspanello

Pezzi medievali in jazz, l’idea di un flautista messinese docente a Milano diventa un cd contro il virus

lunedì 29 Giugno 2020 - 16:57
Pezzi medievali in jazz, l’idea di un flautista messinese docente a Milano diventa un cd contro il virus

Formato un trio d'eccezione per improvvisare su Bach e Vivaldi. Il ricavato al Policlinico S. Matteo di Pavia

Bach e Vivaldi in jazz. Ma detta così sembrerebbe forse troppo riduttivo. L’idea del flautista messinese, docente a Milano, è più complessa. Prendi dei brani barocchi, rinascimentali e medievali e, parzialmente e globalmente, riproponili in chiave moderna. Contemporanea. Quell’idea si è concretizzata attraverso un trio composto da altri due colleghi di rilievo. E così il 15 maggio scorso è uscito Blue Baroque, per l’etichetta Deep voice records. E’  il disco del Trio Sonata, formato da Carlo Nicita, flautista siciliano cresciuto a Santa Teresa Di Riva, ma trapiantato a Milano, Eloisa Manera, violinista italo-spagnola e Tito Mangialajo Rantzer, contrabbassista milanese di origini ebraiche.

Si sono messi all’opera con un fine sociale nobile: sostenere gli operatori sanitari che all’Ospedale S. Matteo di Pavia e la ricerca che stanno portando avanti per combattere il Covid 19.

Ma torniamo al disco. “Si tratta di un lavoro discografico di larghe vedute – spiega Carlo Nicita – che abbraccia la musica classica europea antica, ma si proietta nel jazz contemporaneo, facendo anche uso di sonorità rock e popolari, in cui l’improvvisazione è l’elemento portante”.

Nicita è autore degli arrangiamenti e di alcune composizioni, successivamente rielaborati  con i musicisti del trio: riproporre l’organico settecentesco della trio sonata con due strumenti solisti e basso continuo, riportandolo ai giorni nostri. “Si propongono così alcuni brani e cellule melodiche – prosegue il flautista siciliano – provenienti dalla musica antica per poi sviluppare il materiale attraverso un dialogo creativo, creando così una sorta di contrappunto improvvisato”.

I membri del trio hanno deciso di devolvere per intero il ricavato delle vendite digitali del disco, dal 15 maggio al 15 giugno, alla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia che da settimane è in prima linea nella ricerca e nella gestione dell’emergenza da Coronavirus.

Le note di copertina dello scrittore Claudio Sessa

Il noto musicologo, giornalista e scrittore Claudio Sessa, nelle note di copertina evidenzia che “l’avventura sonora del Trio Sonata, attraversa cinque secoli di invenzioni musicali europee con l’atteggiamento dei jazzisti autentici. Ciò significa che non viene necessariamente rispettata la struttura tema / improvvisazioni sulle armonie / ritorno al tema, una formula che soltanto i distratti possono ritenere «il» modo di fare jazz. Carlo, Eloisa e Tito – prosegue Sessa –  si ispirano alle melodie e ai territori armonici dei brani da cui prendono il via, ma anche alla loro organizzazione formale profonda, per smontarne e ricostruirne lo spirito; evocando così con l’inventiva dei timbri strumentali il tessuto connettivo fra Europa e Nordamerica. Sanno farlo senza trascurare la ricchezza culturale di partenza, ma aggiungendovi nuovi significati espressivi. Nelle loro articolate esecuzioni – conclude il giornalista e scrittore – ci permettono cioè di percepire in filigrana quanto la musica ha esplorato nel frattempo, dimostrando che l’uso della storia è sempre una riflessione sul presente”.

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