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Polemiche su Casa Serena e Asacom. L’ass. Calafiore getta acqua sul fuoco

Rosaria Brancato

Polemiche su Casa Serena e Asacom. L’ass. Calafiore getta acqua sul fuoco

giovedì 07 Marzo 2019 - 07:00
Polemiche su Casa Serena e Asacom. L’ass. Calafiore getta acqua sul fuoco

Clara Crocè replica ad Accorinti su Casa Serena, l'assessore Calafiore rassicura sulla long list. E sul caso Asacom...

La nascita di Messina Social City è accompagnata da polemiche. Se da un lato la questione della long list porterà alle risposte che molti lavoratori attendono (come i sostituti e gli operatori ex Casa Serena), dall’altro lato non sono mancati gli esposti, i ricorsi ed i veleni.

A rispedire al mittente le accuse dell’ex giunta Accorintisu Casa Serena la responsabilità è di De Luca che ha revocato i bandi della legge 328”, è Clara Crocè, attraverso un comunicato del Movimento spontaneo dei lavoratori e dell’associazione DDS.

Abbiate almeno il pudore di tacere– commenta la sindacalista- Gli ex amministratori non hanno mai salvaguardato gli operatori storici o i sostituti di Casa Serena”.

Il MSLSS e DDS ricordano come gli ex amministratori abbiamo disatteso d’inserire nei capitolati dei bandi l’obbligo di assunzione dei lavoratori nel rispetto delle professionalità disponibili.

Il merito va tutto ad un funzionario del Comune, che ringraziamo ancora oggi. Durante la predisposizione dei bandi lo incontrammo e grazie a lui è stata inserita la clausola di riassorbimento dei lavoratori e degli infermieri di Casa Serena. Quest’ultimi sono stati inseriti nei bando per l’affidamento del servizi SADH e SADA finanziati a carico del bilancio comunale. I primi nel bando finanziato con la legge 328.

L’amministrazione Accorinti non ha inoltre mai dato alcuna indicazione in merito alla pubblicazione di una graduatoria delle sostituzione storiche, causando l’aumento del precariato nei servizi sociali”.

Clara Crocè evidenzia infine come l’esclusione dal transito in Social City dei lavoratori in base all’art.37 del CNNL per gli operatori di Casa Serena è dovuto al fatto che finora sono transitati solo i lavoratori impegnati nei servizi finanziati con i fondi a carico del bilancio comunale.

Accorinti non ha eliminato la precarietà lavorativa, lo sta facendo De Luca. Il movimento dei lavoratori seguirà l’inserimento dei lavoratori sia di Casa Serena che delle sostituzioni storiche presso l’Azienda “Messina Social City”.

A gettare acqua sul fuoco ci pensa l’assessore ai servizi sociali Alessandra Calafiore che sottolinea: “Abbiamo fatto un lavoro approfondito e cercato di dare risposte immediate il più possibile. Gli operatori di Casa Serena, così come i sostituti storici, sono nella long list e non avranno alcun problema. Purtroppo al momento del transito in Social City non potevano passare quanti non stavano lavorando in quel momento in servizi finanziati con fondi a carico del comune o non erano titolari del posto. Gli operatori di Casa Serena non erano in servizio, ma gli anni di esperienza accumulata li porteranno ad essere in pole position. Avevamo l’esigenza di partire, certo non possiamo fare miracoli, ma abbiamo fatto un’analisi approfondita delle situazioni. Centinaia di operatori hanno patito umiliazioni, disagi

Tra chi protesta c’è anche il gruppo di operatori Asacom (assistenti alla comunicazione), chiamati con contratto a tempo determinato dalle scuole per assistere gli studenti disabili. Questo gruppo ha firmato un contratto con Messina Social City ma a tempo determinato, fino a fine giugno (quando finisce l’anno scolastico).

Sono felice per le mie colleghe che hanno finalmente trovato una stabilità lavorativa dopo anni di sacrifici- scrive Liliana Garufi– Anche io e gli altri 35 però non ci siamo rigirati i pollici in questi anni: abbiamo sudato le nostre lauree, le nostre specializzazioni, abbiamo lavorato senza retribuzione (io stessa ho lavorato in una cooperativa con un ritardo nel pagamento degli stipendi di 11 mesi), facciamo parte di un servizio “giovane” per la città di Messina, ma non per questo meritiamo l’ostruzionismo che certi sindacalisti ci stanno rivolgendo. La mia lettera vuole far emergere la nostra presenza, il fatto che anche noi esistiamo, noi che ci siamo sentititi dire che un diploma (qualsiasi) con un corso professionale vale più di una laurea, di un master, di un corso ABA o PECS, di un’abilitazione come psicologo o psicoterapeuta, dell’essere pedagogisti o educatori, di noi che siamo stati assunti attraverso una short list voluta dai genitori dei bambini con disabilità neuro-cognitive e bandita a tal proposito dal Comune di Messina nel 2017, noi che ci siamo sentiti dire da dei “sindacalisti” di essere “abusivi del mestiere”.

Anche in questo caso è l’assessore Calafiore a chiarire la posizione del gruppo Asacom (peraltro la figura degli assistenti alla comunicazione è di recente istituzione quindi non si tratta di operatori storici).

Si tratta di contratti a giornate- spiega– Rientrano in quelli disposti dall’attività scolastica, perché sono legati alle giornate in cui servono gli assistenti alla comunicazione. Il contratto è di 195 giorni e scade annualmente. In questo caso sarebbe scaduto il 28 febbraio e lo abbiamo prorogato fino al 30 giugno, proprio per andare incontro alle esigenze delle famiglie. E’ chiaro che affronteremo in tempo questa situazione ma dobbiamo tenere in considerazione le richieste delle scuole, che variano di anno in anno e le figure interne che già esistono

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