L’addio di Palazzo dei Leoni all’Ente Fiera. D’Amore: «Una buona notizia. Ricevuto? Pensa solo a feste, festini e musica jazz»

L’addio di Palazzo dei Leoni all’Ente Fiera. D’Amore: «Una buona notizia. Ricevuto? Pensa solo a feste, festini e musica jazz»

L’addio di Palazzo dei Leoni all’Ente Fiera. D’Amore: «Una buona notizia. Ricevuto? Pensa solo a feste, festini e musica jazz»

venerdì 24 Dicembre 2010 - 10:36

Il commissario al veleno: «Segno dei tempi se la Provincia abbandona l’Ente Fiera di Messina. Una mossa che accelera e favorisce la trasformazione in Spa»

Fabio D’Amore la prende con filosofia. Anzi, poco ci manca che stappi una bottiglia di stumante, tra un tavolo da casinò e una slot machine. «Finalmente una buona notizia per la Fiera di Messina – dice l’attuale commissario – se è vero che la Provincia regionale ha deciso di lasciare la partecipazione dello storico Ente che ho l’onore, in qualità di commissario straordinario, di rappresentare». Con queste parole, forse per qualcuno inattese, D’Amore ha commentato le ultime decisoni del presidente Nanni Ricevuto, «che pensa evidentemente di poter promuovere l’economia del territorio esclusivamente con feste, festini e musica jazz ed insieme ad altri crede ancora che il rilancio delle attività produttive locali arriverà grazie alle eccelse virtù oratorie di coloro che continuano a raccontare storielle, buone solo per i creduloni». Filosofia sì, ma la frecciata, da viale della Libertà, parte lo stesso.

«Fuori dalle battute – dice D’Amore – è evidentemente il segno dei tempi se la Provincia Regionale di Messina decide di chiudere importanti collaborazioni dopo aver dilapidato in mille rivoli risorse, anche cospicue, che avrebbero potuto realmente dare un senso all’esistenza di questa istituzione, il cui destino sembra peraltro ormai segnato. La presenza della Provincia tra i soci fondatori della Fiera di Messina è servita negli ultimi tempi unicamente a frenarne lo sviluppo: non è mai stato possibile utilizzare la quota associativa ed inoltre il recente comportamento ostruzionistico messo in atto da Ricevuto ha avuto come unico riscontro la perdita secca di un finanziamento europeo già assegnato alla Fiera e pari ad oltre 5 milioni di euro».

D’Amore lamenta ancora oggi «l’impossibilità ad intercettare gran parte dei fondi comunitari per la concomitante richiesta all’Autorità portuale di gestione del quartiere fieristico da parte del rappresentantre del Palazzo delle Aquile. Per chi vuol vedere i fatti con obiettività – ha ancora evidenziato il commissario cittadino dell’Mpa – risulta a dir poco allucinante il comportamento di un soggetto che da un lato risulta parte attiva in una società e dall’altro fa di tutto perché questa muoia di inedia, cercando di sottrarle l’unico spazio ove al momento è possibile operare».

Secondo D’Amore «è quindi finalmente emersa la reale volontà da parte del presidente della Provincia di Messina di silurare una parte importante della storia economica di Messina. Ma ben presto qualcuno si renderà conto di aver fatto una grossa cortesia alla Fiera, perché l’abbandono da parte di chi remava contro potrà solo accelerare il rilancio di un Ente che adesso ha veramente la possibilità di trasformarsi in Spa, favorendo l’ingresso di nuovi soggetti che hanno interesse ad investire in un settore che può diventare l’asse portante dell’economia locale».

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