“L’Allegoria della restituzione di Messina alla Spagna” oltraggia la città: Caliò (Udc) ne chiede la rimozione dall’Aula consiliare

“L’Allegoria della restituzione di Messina alla Spagna” oltraggia la città: Caliò (Udc) ne chiede la rimozione dall’Aula consiliare

“L’Allegoria della restituzione di Messina alla Spagna” oltraggia la città: Caliò (Udc) ne chiede la rimozione dall’Aula consiliare

mercoledì 28 Aprile 2010 - 08:19

Il consigliere comunale trova inaccettabile esporre “una simile infamante e provocatoria raffigurazione”di Messina

Può un’opera d’arte offendere e ledere l’immagine di una città?

Secondo il consigliere comunale dell’Udc, Tanino Caliò, assolutamente sì. Ed è per questa ragione che l’esponente politico di centro-destra ha deciso di scrivere un’interrogazione al sindaco, Giuseppe Buzzana.

L’opera in questione è l’ “ Allegoria della restituzione di Messina alla Spagna “ o meglio la riproduzione in gigantografia del dipinto,esposta nell’Aula consiliare di Palazzo Zanca.

“L’opera originale – scrive Caliò – viene ad oggi conservata al Museo del Prado di Madrid e fu dipinta nell’anno in cui aveva conclusione la rivolta antispagnola scoppiata a Messina dal 1674 al 1678. L’opera raffigura inoltre il trafugamento di ben 1426 pergamene che documentavano la storia civile e i privilegi concessi alla città a partire dall’epoca normanna.

Nell’opera – continua il consigliere comunale – la città di Messina, viene raffigurata al centro del dipinto in sembianze di donna nuda con in testa una corona a tre torri, antico emblema civico, in quanto spogliata di tutti i suoi privilegi; ed invoca clemenza alla Spagna, quest’ultima raffigurata in sembianze femminili”.

“In tal odo raffigurata, la città di Messina – secondo Caliò – viene oltremodo oltraggiata . La raffigurazione, oggetto della presente interrogazione consiliare, costituisce e rappresenta la dichiarazione da parte della Spagna nei confronti della città di Messina di città “ morta civilmente “ essendole state soppresse tutte le sue istituzioni civiche che l’avevano resa opulenta e famosa in Europa, basti pensare alla Zecca, all’Università, all’Ordine dei Cavalieri della Stella ed al Senato Messinese, oltre che al titolo di “ Nobilis et Caput Regni “.

Ritenendo “insopportabile che all’interno del luogo deputato all’amministrazione della città si possa tenere una simile infamante e provocatoria raffigurazione della propria città” l’indignato consigliere comunale interroga il primo cittadino “per conoscere quali siano i provvedimenti che intende assumere affinché si possa porre in essere l’ immediata e definitiva rimozione della gigantografia oggetto della presente interrogazione consiliare”.

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