Alluvione, la vergogna consumata in Senato e l’inconsistenza della classe politica messinese

Alluvione, la vergogna consumata in Senato e l’inconsistenza della classe politica messinese

Alluvione, la vergogna consumata in Senato e l’inconsistenza della classe politica messinese

sabato 14 Novembre 2009 - 00:30

Non è bastato che il governo facesse suo l’emendamento da 100 milioni di euro: la bocciatura di Palazzo Madama è una bocciatura per la nostra classe dirigente. Il comitato giovanile di Giampilieri: «Contavamo su quei fondi»

A Roma non contiamo nulla. Adesso è ufficiale, non ci sono storie. E il perché è presto spiegato: abbiamo una classe dirigente inconsistente, senza alcun peso nelle stanze che contano. Ieri in Senato si è consumata una vergogna, senza mezzi termini, e non si tratta del solito vittimismo di cui i messinesi spesso vengono tacciati. Questa città è stata ancora una volta presa in giro, e con essa chi questa città la guida e la rappresenta in Parlamento. Con un emendamento alla Finanziaria, proposto da Gianpiero D’Alia dell’Udc e sottoscritto dai senatori Finocchiaro e Garraffa del Pd e Pistorio dell’Mpa, si chiedeva di prevedere uno stanziamento di 100 milioni di euro per i luoghi del messinese colpiti dall’alluvione. Così D’Alia ha parlato ieri a Palazzo Madama: «Voglio solo rivolgere un appello a lei, signor Presidente, e ai colleghi della maggioranza perché ritengo che su questo argomento sarebbe opportuno che il Senato desse un segnale di pronto intervento diretto alla città e alle vittime, così come pronto è stato l’intervento delle istituzioni in occasione della tragedia».

Il segnale invocato da D’Alia è arrivato, puntuale, chiaro, tangibile, e non poteva essere più duro per Messina. Un pugno nello stomaco, che però deve aprire gli occhi in maniera definitiva. La bocciatura dell’emendamento nasconde molto di più: nasconde una bocciatura, molto più severa, nei confronti di una classe dirigente assolutamente inascoltata a Roma, che esprime un sottosegretario e diversi parlamentari “non eletti ma nominati” che hanno assistito inermi alle manovre di un Governo “amico” che prima ha puntato il dito contro l’abusivismo edilizio senza uno straccio di fondamento e poi ha voltato le spalle ad un emendamento che, a parole, era stato fatto “proprio”, pur se proposto dall’opposizione.

«Contavamo su questi soldi, siamo esterrefatti – è la prima reazione del presidente del comitato giovani di Giampilieri, Giuseppe De Luca – ma il sindaco ci ha rassicurato che arriveranno altri fondi che dovrebbero essere stanziati dal ministero dell’Ambiente e confidiamo quindi che arrivino presto almeno questi». Al sindaco chiediamo: su quali basi si promettono risorse, se la prima risposta, di fronte ad impegno concreto messo ai voti in Senato, è stata questa? Non è stata la tragica alluvione del 1. ottobre scorso ad essere considerata di serie B, come molti sostengono. E’ la nostra città che viene considerata di serie B ed il motivo, purtroppo, è molto semplice: abbiamo una classe politica di serie C.

(nella foto di Dino Sturiale: il presidente del Senato Schifani durante la sua visita agli sfollati)

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