Apertura serale dei lidi: la competenza a chi la do? - Tempostretto

Apertura serale dei lidi: la competenza a chi la do?

Redazione

Apertura serale dei lidi: la competenza a chi la do?

mercoledì 27 Giugno 2007 - 13:10

L’anomalia messinese sempre più evidente. Il limite dell’una e mezzo di notte per la chiusura dei lidi, fissato dalla circolare datata 6 giugno del Direttore generale dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, Pietro Tolomeo, rappresenta una restrizione per tutto il territorio isolano, che fino all’anno scorso hanno operato con regole stabilite dai Comuni. Tant’è che gli imprenditori del settore hanno annunciato misure contro la presa di posizione della Regione. Al contrario, per Messina il decreto segna un allungamento dell’attuale licenza di apertura. Sì, perché a Messina, e solo a Messina, l’obbligo di chiusura è al momento fissato per le undici e mezzo di sera. Ne abbiamo parlato con Santino Morabito, gestore del lido “Horcynus Orca- a Capo Peloro. «A stabilire l’orario di chiusura è stata la Questura, in accordo con la Prefettura, l’anno scorso, scavalcando, vera bizzarria istituzionale, le competenze delle istituzioni politiche. Anche quelle della Regione. Infatti la normativa regionale di riferimento, un decreto del 2004 dell’allora assessore al ramo Mario Parlavecchio, indicava nelle prefetture e nelle questure i referenti per la concessione ai lidi di autorizzazioni solo per le attività complementari alla balneazione, quali intrattenimenti musicali, sport ecc. Una interpretazione più che allargata del decreto, però, ha portato Questura e Prefettura ad intendere la complementarietà come contestualità. Varrebbe a dire che le due istituzioni si sono arrogate la competenza su ogni tipo di attività dei lidi. In base a questa competenza hanno stabilito una regola valida per tutti: che gli stabilimenti non possono svolgere alcuna attività al di fuori dell’orario indicato per i servizi alla balneazione, che va dal mattino all’imbrunire». I proprietari dei lidi in possesso di licenze commerciali e requisiti di legge per l’organizzazione di eventi serali hanno ricevuto un notevole danno dalla decisione. E chi ha deciso di ignorare il divieto si è reso passibile di multe e denunce.

Morabito continua: «Le ragioni della Questura di un simile atteggiamento derivano dall’impossibilità a fronteggiare tutte le segnalazioni dei cittadini per i disagi causati dall’apertura serale dei lidi. Disagi legati soprattutto al volume troppo alto degli impianti musicali e al caos pedonale e automobilistico in corrispondenza degli ingressi dei locali. E allora si è tagliata la testa al toro, vietando indiscriminatamente qualsiasi tipo di attività serale per tutti i lidi. Insomma, per impedire gli eccessi è stata vietata anche la norma. Ma così facendo Prefettura e Questura hanno oltrepassato i limiti delle proprie competenze, riguardanti la sicurezza e l’ordine pubblico. Invadendo un campo che dovrebbe essere appannaggio del mercato e delle istituzioni politiche, responsabili dell’indirizzo economico e delle dinamiche sociali di un territorio». Dello stesso avviso anche l’assessore all’Annona e alle Attività produttive Gaetano Santagati: «Il problema della chiusura dei lidi deve essere competenza del sindaco. Infatti quest’anno gli ho fornito la documentazione necessaria perché prenda questa decisione. Come avviene nelle altre città di mare, per esempio Roma e Ravenna. Io sono per la fine delle attività alle ventiquattro durante la settimana, con un prolungamento da valutare, magari l’una, nel fine settimana. Ma i lidi possono rimanere aperti anche dopo questo termine, solo che devono cessare le attività di intrattenimento. Comunque si deve vedere caso per caso. Ci deve pensare il sindaco, di concerto con il prefetto e il questore. Se è vero che la vocazione della città è il turismo legato al mare».

La circolare dell’Assessorato regionale adesso scompagina la posizione di Questura e Prefettura, donano nuova speranza agli imprenditori balneari messinesi. La stessa circolare, infatti, ribadisce che non sembra prefigurarsi «alcun pregiudizio al prolungamento dell’orario di apertura delle strutture balneari ed al conseguente rilascio delle autorizzazioni all’espletamento di attività di svago ed intrattenimento musicale». Basterà questa nuova normativa a fare tornare Questura e Prefettura sui loro passi? Attualmente pare di no, visto che la Questura ha confermato le regole dell’anno scorso anche per la stagione che sta iniziando. L’estate, anche su questo fronte, si annuncia calda.

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