Bilanci boom. La Provincia sfora di oltre 7 milioni gli obiettivi del patto di stabilità: pochi mesi per evitare pesanti sanzioni

Bilanci boom. La Provincia sfora di oltre 7 milioni gli obiettivi del patto di stabilità: pochi mesi per evitare pesanti sanzioni

Bilanci boom. La Provincia sfora di oltre 7 milioni gli obiettivi del patto di stabilità: pochi mesi per evitare pesanti sanzioni

mercoledì 15 Settembre 2010 - 01:04

L’Ente dovrà rientrare entro il 31 dicembre nei canoni economici stabiliti. Il passivo considerato non tiene conto delle spese maturate nel periodo estivo, successive al mese di giugno. L’eventuale persistenza comporterebbe conseguenze gravi per impiegati, dirigenti e amministratori, oltre al blocco delle assunzioni. Preoccupazione espressa dal Csa e da alcuni consiglieri. C’è anche chi ipotizza il rischio dissesto

Una nota firmata dal ragioniere generale della Provincia Regionale, datata 30 agosto, conferma ciò che nei corridoi di palazzo dei Leoni si vociferava già da qualche settimana: i conti dell’Ente scricchiolano e in questo momento l’Amministrazione non sta rispettando gli obiettivi contabili fissati dal patto di stabilità. Lo si deduce dal Monitoraggio semestrale delle risultanze dello stesso patto di stabilità per l’esercizio 2010, recepito dal presidente della Provincia, dall’assessore al Bilancio, dal segretario generale, dal collegio dei Revisori e dai consiglieri provinciali, così come richiesto in conferenza dei capigruppo. Il quadro illustrato da Antonino Torrisi, fino all’1 settembre ragioniere generale e oggi esperto con funzioni similari a quelle “abbandonate” alla data di raggiungimento della pensione, parla di un bilancio negativo di oltre 7 milioni di euro.

Nello specifico il saldo finanziario al 30/06/2010 risulta pari a – 5.017 milioni di euro, mentre l’obiettivo programmatico annuale da conseguire è pari a + 2.453. Dunque dai dati rilevati al 1° semestre 2010, l’Ente non rispetta gli obiettivi precisamente per 7 milioni 470 mila euro, un dato che tra l’altro esclude quanto prodotto e sostenuto dalla Provincia stessa da giugno in poi e per tutta l’estate: feste, cartelloni, sagre e appuntamenti vari. Ciò mentre circolano insistentemente voci di una prevista e indiscriminata riduzione dei trasferimenti statali e regionali, che non frenano però il proliferare di spese promosse dall’Ente, anche per quanto riguarda il ricorso a collaborazioni ed esperti.

PESANTI CONSEGUENZE. Dati che suonano come un evidente campanello d’allarme, anche perché le sanzioni previste in caso di mancato rispetto degli obiettivi di stabilità 2010, risulterebbero molto pesanti per la Provincia. 1) Non sarebbe consentito il ricorso all’indebitamento anche se finalizzato agli investimenti. Uno strumento sul quale l’attuale Amministrazione ha dimostrato di puntare, così come emerso dal Previsionale 2010. 2) Il divieto di assunzione del personale, a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia di contratto, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione e inoltre divieto di stipulare contratti di servizio con soggetti privati. 3) Riduzione delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza, con gli emolumenti degli amministratori che verrebbero rideterminati con una riduzione del 30% rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008. 4) I trasferimenti ordinari dovuti dal Ministero dell’Interno verrebbero ridotti di un importo pari alla differenza, se positiva, tra il saldo programmatico ed il saldo reale e, comunque in una misura non superiore al 5%. 5) Gli impegni di spese correnti, identificate dal titolo I° di spesa, senza alcuna esclusione, non possono superare il valore annuale più basso del corrispondente ammontare annuo degli impegni fondamentali. Una situazione che aprirebbe le porte a drastici tagli per dipendenti, dirigenti, amministratori, consiglieri, ma anche in materia di investimenti e mutui.

LE REAZIONI. La questione, come detto già filtrata nei corridoi del palazzo provinciale, ha già generato diverse reazioni. Per il consigliere del gruppo “Sicilia Vera” Pippo Lombardo, si tratta di un disastro annunciato, con il primo pensiero rivolto agli investimenti per le scuole: «Il vero disastro finanziario che si presenterà nelle prossime settimane, non ci consentirà più di pensare alla realizzazione di nuovi plessi scolastici in Provincia di Messina. Questo il primo e il più pesante impatto, che a mio avviso, si abbatterà sulla Provincia di Messina – afferma l’autonomista di area De Luca -. Non poter ricorrere all’indebitamento, nel prossimo esercizio finanziario, con mutui, emissioni obbligazionarie e locazione finanziaria, anche se finalizzati per investimenti, compromette quanto fino ad oggi promesso e non mantenuto dal Presidente Ricevuto per l’edilizia scolastica. Il mancato rispetto del patto di stabilità interno, che potrebbe essere il preludio del dissesto finanziario visti i dati del primo semestre, ormai sembra non più scongiurabile. Entro il 30 di settembre, – conclude Lombardo -, dovrebbe arrivare in consiglio, la manovra per la verifica degli equilibri di bilancio. Spero che in quella sede possa essere messa in atto una operazione verità, per capire come stanno veramente i conti di Palazzo dei Leoni, ed in particolare per la parte delle spese correnti, sulla quale in questa estate, il nostro Presidente non ha lesinato nemmeno un centesimo».

Preoccupazione espressa anche dal Comitato locale del Coordinamento Sindacale Autonomo (CSA). «Nell’anno 2009 si è riusciti solo in extremis a garantire il rispetto del patto di stabilità – commentano il responsabile aziendale Santino Paladino e il coordinatore provincia Pietro Fotia -. Non vorremmo che si ponessero le premesse non solo per lo sforamento del patto stesso, ma addirittura per sciagurate ipotesi di dissesto. Nella considerazione dei devastanti effetti che tali fattispecie provocherebbero sulle retribuzioni dei dipendenti, si ritiene di dover richiedere la convocazione di un incontro urgente per l’esame della materia».

Lo stesso Antonino Torrisi ha sollecitato la convocazione a breve di un’apposita conferenza di servizio con tutti i dirigenti al fine di “concordare ed individuare le opportune strategie sulla gestione finanziaria dell’Ente fino al 31 dicembre 2010, che consentano il raggiungimento degli obiettivi del Patto di Stabilità”. Il ragioniere generale si è poi appellato all’Amministrazione per il perseguimento, con tutti i mezzi possibili, del raggiungimento del rispetto del patto 2010, “impartendo precise indicazioni a tutti i Dirigenti nel senso di limitare la gestione ed i conseguenti impegni di spesa, fino a conclusione del corrente esercizio finanziario, esclusivamente alle spese dovute per legge”. Passaggi che dovrebbero essere in qualche modo inclusi anche nel Peg, il Piano esecutivo di gestione, strumento necessario per dare un indirizzo amministrativo dettagliato oltre che complessivo.

E IL PEG? Intanto siamo giunti alla metà di settembre e alla Provincia, del Peg, vi è solo una bozza provvisoria. Lo scorso anno la delibera era stata approvata negli ultimi giorni di agosto, mentre allo stato attuale gli uffici dirigenziali lavorano ancora su “documentazioni ufficiose- inerenti alla ripartizione delle risorse. L’atto deve essere definito dal ragioniere generale su indirizzo dell’assessore al bilancio, prima di essere inviato in giunta per l’approvazione.

Un paradosso se si pensa che il Peg dovrebbe essere approvato all’inizio dell’Esercizio, in quanto contiene le dotazioni, i relativi responsabili e gli obiettivi che i dirigenti devono raggiungere, sulla base dei quali, a fine anno, il -solito- nucleo di valutazione giudica l’attività svolta. Un passaggio che spesso produce premi elevatissimi. Molti consiglieri provinciali, dopo le polemiche sui sostanziosissimi ricompensi maturati nel 2009 (vedi correlati in basso), restano vigili sull’evolversi della vicenda.

EMANUELE RIGANO

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