Interpellanza di Panarello e degli altri deputati regionali del Pd: «Evitare “effetti collaterali”, servono garanzie per i lavoratori». Chiesta un’ispezione della Regione all’Ato3
Visto che il consiglio comunale non ha sortito effetti, il Pd adesso ci prova all’Ars a “scardinare” le difese di Comune e Ato3, ribadendo la necessità che il bando di gara venga ritirato. L’interpellanza parlamentare l’ha presentata Filippo Panarello, ma porta la firma anche di Guseppe Laccoto, Franco Rinaldi e Giuseppe Picciolo. Il Pd è compatto, dunque, in una presa di posizione che fin dal primo momento ha visto il partito compatto nel chiedere il ritiro del bando che servirà ad affidare ad un nuovo gestore i servizi di igiene urbana della città, chiudendo con ogni probabilità il capitolo Messinambiente (società nella quale, si mormora, tanti sono quelli con tessera Pd).
«Bisogna intervenire presso l’Ato3 – affermano Panarello e gli altri – per sollecitare il ritiro del bando di gara per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani. Non si tiene conto – dice Panarello – della riforma del settore che è stata inserita nell’ultima finanziaria, che prevede nella fase transitoria la continuità dell’attività per tutti i soggetti coinvolti nella gestione integrata dei rifiuti. Insomma, non c’è alcuna garanzia di mantenimento del posto di lavoro per tutte le persone oggi impiegate in Messinambiente molti delle quali, peraltro, in passato sono state incentivate a passare dal Comune alle dipendenze della Spa. Tutto questo – continua – può provocare pericolosi effetti collaterali: tensioni sociali e blocco della raccolta dei rifiuti, con conseguenti rischi per la salute dei cittadini».
Il bando, lo ricordiamo, è stato pubblicato il 12 novembre 2010 sul supplemento alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e si riferisce al periodo 1 gennaio 2011 – 31 dicembre 2015. Nell’interpellanza si chiede anche di promuovere un’ispezione per verificare la regolarità degli atti prodotti dall’Ato3, in liquidazione, ed il rispetto delle norme «per evitare che, in vigenza del regime transitorio, si possano promuovere scelte i cui effetti sarebbero inevitabilmente posti a carico dei futuri gestori e, per conseguenza, della comunità messinese».
