Catalioto: la sentenza parla chiaro, Buzzanca non può fare il deputato. Il Pd: «Si dimetta»

Catalioto: la sentenza parla chiaro, Buzzanca non può fare il deputato. Il Pd: «Si dimetta»

Catalioto: la sentenza parla chiaro, Buzzanca non può fare il deputato. Il Pd: «Si dimetta»

venerdì 19 Novembre 2010 - 08:31

Il segretario provinciale Gallo: «Incompatibilità sancita, noi non abbiamo mai chiesto le dimissioni da sindaco». E l’avvocato Catalioto: «Il tribunale ha deciso che in assenza di manifestazione di volontà, non può che ritenersi decaduto dalla carica regionale»

Caso chiuso? Forse dal punto di vista giudiziario. Perché il caso Buzzanca, dal punto di vista politico, è ancora apertissimo. La sentenza di mercoledì, va detto, ha spiazzato un po’ tutti, nel riconoscere al tempo stesso l’incompatibilità del doppio incarico deputato-sindaco e la non decadenza da sindaco. Ma l’analisi del giorno dopo dell’avvocato Antonio Catalioto riapre, di fatto, un altro fronte: la possibilità che Giuseppe Buzzanca lasci la sua poltrona all’Assemblea regionale siciliana. Secondo il legale, che insieme a Francesco Amalfa ha assistito il cittadino Vincenzino Salimbeni nel ricorso elettorale, la sentenza è fin troppo chiara quando dice: «In assenza di una manifestazione di volontà diversa da parte dell’eletto quindi non può che ritenersi lo stesso decaduto dalla carica regionale».

«Pertanto – affermano Catalioto e Amalfa – pur avendo richiesto una pronuncia tendente alla decadenza dalla carica di sindaco, prendiamo tuttavia atto che il tribunale ha riconosciuto l’incompatibilità del dr. Buzzanca a rivestire la carica di deputato regionale, ritenendone la decadenza. Conseguentemente, stante il tenore letterale della sentenza, la vicenda giudiziaria può ritenersi definitivamente conclusa, non sussistendo più per il ricorrente alcun interesse all’eventuale appello, avendo il Tribunale accolto, nella sostanza, le proprie ragioni». Niente appello, né da una parte né dall’altra. La sentenza passerebbe in giudicato, dunque. E a quel punto? La pronuncia del tribunale potrebbe indurre Buzzanca a fare un passo indietro all’Ars? Forse è questo lo scenario ipotizzato e che ha portato a non presentare appello.

Chi non ha dubbi su cosa debba fare Buzzanca è il segretario provinciale del Pd Francesco Gallo, che non accetta le reazioni dei deputati nazionali del Pdl, Enzo Garofalo e Nino Germanà, i quali poche ore dopo la sentenza avevano parlato di «risposta ad una campagna strumentale dell’opposizione». Gallo chiarisce che «Il Pd non ha mai chiesto le dimissioni dell’attuale sindaco di Messina, nella convinzione che fosse necessario evitare alla città l’ennesimo commissariamento. Abbiamo invece chiesto, e continueremo a farlo, le dimissioni dell’on. Buzzanca da deputato regionale. In tal senso, già nello scorso mese di maggio, abbiamo detto parole chiare in una specifica campagna di comunicazione. La sentenza conferma – prosegue – l’esistenza di una situazione di incompatibilità alla quale lo stesso sindaco dovrebbe mettere la parola fine rinunziando alla poltrona di rappresentante dell’opposizione che, anche secondo la Corte Costituzionale, occupa illegittimamente all’Assemblea Regionale».

«Pur avendo subìto i negativi effetti di un’azione giudiziaria finalizzata alla decadenza dell’Amministrazione Genovese, continueremo ad esercitare il nostro ruolo di opposizione nei confronti di Buzzanca e della sua giunta nelle sedi assembleari, riservandoci – conclude Gallo – di chiederne le dimissioni per motivazioni politiche che certo non mancano».

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