Ciucci commissario per le opere connesse al Ponte. Ma la grande incognita rimane la copertura finanziaria

Ciucci commissario per le opere connesse al Ponte. Ma la grande incognita rimane la copertura finanziaria

Ciucci commissario per le opere connesse al Ponte. Ma la grande incognita rimane la copertura finanziaria

giovedì 12 Novembre 2009 - 13:47

L'amministratore delegato della società Stretto di Messina a Palazzo Zanca annuncia la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio. Buzzanca: «Dobbiamo lavorare per trarre i vantaggi di quest'opera»

Il primo interlocutore della città di Messina non solo per il Ponte ma per le cosiddette -opere compensative-, che sono poi quelle che ai messinesi interessano di più, è e sarà Pietro Ciucci, attuale amministratore delegato della società Strettto di Messina. E se questo poteva essere dato per scontato fino a ieri, oggi è stabilito per legge: nel corso del suo intervento nella commissione Ponte riunitasi a Palazzo Zanca, ha annunciato che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha firmato ieri il decreto con il quale Ciucci viene nominato commissario per le opere connesse alla grande opera. Una notizia importante, forse l’unica vera notizia che emerge in una commissione nella quale è stato ribadito quanto già si sapeva e soprattutto sono rimaste in piedi le solite perplessità. Su tutte la grande incognita della copertura finanziaria del Ponte e delle opere ad esso collegate. Dei 6,3 miliardi di euro, cifra prevista come investimento complessivo necessario, Ciucci ha confermato che entro dicembre se ne avranno circa un terzo: 1,3 miliardi di fondi ex Fintecna più 1,2 miliardi di ricapitalizzazione della società Stretto di Messina. Ricapitalizzazione avvenuta, anch’essa, solo per un terzo (300 milioni): gli altri 900, assicura Ciucci, verranno deliberati per l’aumento di capitale da eseguire entro il 2014. «Per quanto riguarda il restante 60 per cento – riferisce – sarà reperito tramite finanziamenti sui mercati nazionali ed internazionali dei capitali secondo lo schema tipico del project finance». Ma ad oggi, di privati disposti ad investire circa 4 miliardi di euro, non se ne vede l’ombra.

Non è un caso che proprio la questione finanziaria sia stata al centro del dibattito in commissione. Tanto Muscolino (Udc) («La comunità non è ancora pronta ma non può valere più quest’alibi»), quanto Isaja e Gennaro (Pd) hanno ribadito due concetti di fondo: i 130 milioni finora previsti per le opere connesse sono oggettivamente pochi; senza certezza sui fondi si ha la sensazione di parlare di nulla. Gennaro, in particolare, va al nocciolo: «O si mette in stand-by l’opera perché la città non è pronta, oppure sarà la conferma del fatto che il Ponte passa -sopra- questa città». La risposta di Ciucci alle osservazioni fatte è a 360 gradi: «E’ difficilmente discutibile la grande opportunità in termini di ricadute positive per la città. Il dialogo è fondamentale, perché non è semplice stabilire un confine netto tra i progetti strettamente legati al Ponte e quelli che lo sono meno. Che la città non fosse pronta l’ho sentito dire anche qualche anno fa, ma è la città a dover dire come fare per sentirsi pronta all’opera. Altrimenti si finisce sempre di rinviare la decisione. Il percorso è lungo, ma dobbiamo fare dei passi. Questa è un’opportunità strategica da cogliere prontamente. Sulla questione finanziaria, nessuno può pensare che i 6 miliardi siano fermi un cassetto, per nessuna opera funziona così. Nei 6,3 miliardi ci sono le opere a terra, i 130 milioni per quelle compensative, non c’è la stazione ferroviaria, della quale si occupa Rfi, non ci sono le opere connesse che -travalicano- il Ponte, per le quali bisognerà individuare linee di finanziamento con la Regione». Altro aspetto importante, che era stato sottolineato da Cantello (Mpa): «In commissione Antimafia – spiega Ciucci – mi sono permesso di suggerire un incremento degli organici locali delle forze dell’ordine». Questione espropri: «E’ previsto già uno stanziamento, che però andrà aggiornato. Questa fase comunque scatterà dopo l’approvazione del progetto definitivo, ma sarà importante anche un ragionamento condiviso con le istituzioni locali». Alla domanda circa le prime opere che potranno partire in Sicilia, Ciucci risponde: «Penso al collegamento tra Curcuraci e Ganzirri, progetto di grandissimo rilievo, a cui si aggancia il completamento degli svincoli Giostra-Annunziata, con il contributo di Aanas (di cui Ciucci è presidente, ndr)». Infine la forza lavoro: «Verranno impiegate direttamente, nella fase cruciale, 6.000 persone, alle quali va aggiunto chiaramente l’indotto».

Il sindaco Giuseppe Buzzanca, ospite della commissione presieduta da Nicola Barbalace, insieme a Dario Lo Bosco (per Rfi e Autorità portuale) e Michele Bisignano (in rappresentanza del presidente della Provincia Ricevuto), ha ribadito l’importanza del tavolo tecnico-politico, concordato un anno fa con il ministro Matteoli, che gestirà l’iter per la realizzazione del Ponte, per poi affermare: «Il percorso è già avviato, noi abbiamo il compito di lavorare per trarre i vantaggi da quest’opera. Ma per fare questo bisogna uscire dal provincialismo». Concetto ribadito anche da Bisignano, che ha posto l’attenzione anche su due altri aspetti: la necessità della messa in sicurezza del territorio; l’intervento deciso un sistema ferroviario «da terzo mondo». Anche il consigliere Carreri (Risorgimento messinese) affonda il dito sulla piaga delle ferrovie, invocando un coinvolgimento maggiore di Rfi e in particolare dell’amministratore delegato Moretti. L’assessore all’Urbanistica Corvaja, infine, mette alcuni puntini sulle -i-, sottolineando che la revisione urbanistica della città con un nuovo Prg, le cui linee guida tante polemiche hanno provocato, sono condivise dal sindaco, al di là delle questioni di metodo, e che in quest’ottica l’eventuale recupero dell’affaccio a mare, previsto con lo spostamento della stazione ferroviaria a sud, non potrà offrire spazio a nuove speculazioni dei privati.

(foto Dino Sturiale)

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