Ecco come il Comune intende risanare la disastrata azienda trasporti: chiesto un “bilancio straordinario” entro il 31 ottobre

Ecco come il Comune intende risanare la disastrata azienda trasporti: chiesto un “bilancio straordinario” entro il 31 ottobre

Ecco come il Comune intende risanare la disastrata azienda trasporti: chiesto un “bilancio straordinario” entro il 31 ottobre

martedì 08 Giugno 2010 - 22:15

I dettagli della delibera proposta da Buzzanca e approvata ieri in giunta: oltre la trasformazione in Spa, si prende per la prima volta in considerazione l’ipotesi di “costituzione di una nuova società” e dell’utilizzo di ammortizzatori sociali

Il termine ultimo per il “salvataggio” dell’Atm adesso ha una data: è il 31 ottobre 2010. Entro quel giorno, infatti, chi gestirà l’azienda trasporti (il “dimissionario” Cristofaro La Corte o chi per lui) dovrà predisporre un “bilancio straordinario” aggiornato ad una data non anteriore al 30 giugno, «munito di apposita certificazione contabile rilasciata da una primaria società di revisione». E’ quanto prescrive la delibera presentata dal sindaco Giuseppe Buzzanca, predisposta grazie al lavoro dell’assessore alle Finanze Orazio Miloro e degli uffici contabili del Comune, ed approvata ieri in giunta che ha come oggetto: «Atm, bilancio straordinario e piano di risanamento economico aziendale». Traducibile in: ultimo disperato tentativo di tenere a galla un’azienda allo sbando. In sostanza nel prossimo bilancio di previsione del Comune, giocando sul filo della normativa, l’amministrazione inserirà solo il debito dell’Atm relativo al 2008 (poco meno di 700 mila euro), spalmando una cifra di 15 milioni di euro nel bilancio pluriennale 2010-2012: 4 milioni per l’esercizio 2010, 5 milioni per il 2011 e 6 milioni per il 2012, «al fine di garantire, a titolo di accantonamento prudenziale, la copertura finanziaria degli oneri connessi al piano di risanamento, fatta salva l’approvazione del consiglio comunale».

Di grandissimo interesse sono però alcuni dettagli racchiusi nelle premesse e nelle maglie di una delibera molto elaborata, dalla quale emergono aspetti importanti e, per certi versi, inediti. Si parte dall’analisi del pregresso e delle perdite d’esercizio, mai riconosciute dal Comune (come emerge dall’intervista al direttore generale Conte). Per gli esercizi 2003 e precedenti, le perdite dell’Atm ammontano a 3,5 milioni di euro, risultanti dal bilancio consuntivo approvato dal consiglio comunale, «sia pure con il parere contrario del servizio economico-finanziario». Nel dicembre 2006, invece, il consiglio comunale ha respinto le delibere di approvazione dei bilanci consuntivi dell’Atm relativi agli esercizi 2004 e 2005, che riportavano rispettivamente perdite di 8,8 milioni e 3,8 milioni di euro. Ad essi si sono aggiunti i consuntivi 2007 e 2008, chiusi con perdite di 3 milioni e di 689 mila euro, mentre il bilancio 2006 chiuse con un attivo di circa 2 mila euro. Nessuno di questi consuntivi è più stato approvato dal consiglio comunale, mentre dall’ufficio partecipate del Comune sono piovute richieste di chiarimenti su tutti e cinque i bilanci. Nella delibera si sottolinea la «improcrastinabile necessità di adottare urgenti provvedimenti finalizzati al risanamento economico dell’Atm e della messa in efficienza ed economicità del servizio di mobilità urbana, eventualmente attraverso la trasformazione della stessa da “azienda speciale” in “società per azioni”, oppure mediante la costituzione di una nuova società, oppure, infine, mediante la mera esternalizzazione del servizio di trasporto pubblico. Il tutto fatti salvi i livelli occupazionali, anche attraverso ipotesi di collocazioni in quiescenza e/o altro, non esclusa l’eventuale possibilità dell’utilizzo di ammortizzatori sociali». Una novità assoluta, questa, nel ventaglio di soluzioni riguardanti l’Atm.

Altro aspetto preso in esame nella delibera: il patrimonio immobiliare utilizzato dall’Atm ma di proprietà del Comune. Nel dettaglio: il complesso Atm, l’immobile sede della tranvia, il parcheggio Cavallotti, la linea tranviaria. Beni che, secondo una perizia giurata del presidente dell’Ordine degli ingegneri datata 2007, sono stati valutati in 28,3 milioni di euro. Un’ipotesi, quella della cessione degli immobili, che per il momento non è stata presa in considerazione, a causa del timore che i creditori li “aggrediscano” in tempi record. La giunta Buzzanca riconosce, comunque, che «si rende necessario definire i rapporti dare-avere tra il Comune e l’Atm, nella considerazione che il consiglio comunale ha respinto i bilanci 2004, 2005 e 2006 e tenuto conto di quanto rappresentato dall’azienda in ordine alle presunte posizioni creditorie vantate nei confronti del Comune». Ma qualsiasi operazione, si aggiunge, «deve essere necessariamente preceduta da una chiara, veritiera e corretta rappresentazione dei valori attivi e passivi dell’Atm, anche al fine di determinare l’eventuale trasformazione dell’azienda in Spa».

Il risanamento vero e proprio dell’azienda, dunque, secondo il Comune dovrà avvenire attraverso tutta una serie di passaggi: «La razionalizzazione e l’implementazione del sistema di offerta dei servizi di trasporto; la valorizzazione del patrimonio tecnologico ed industriale; l’incremento del know how aziendale; la definizione di un programma degli investimenti e del correlato studio di fattibilità; la valutazione di convenienza in ordine alla eventuale separazione tra gestione della rete ed erogazione del servizio; la reingegnerizzazione dei processi produttivi e la possibile internalizzazione di attività ausiliarie secondo logiche di make or buy; la predisposizione di un contratto di servizio che preveda la fissazione puntuali dei costi di servizio e degli standard quantitativi, qualitativi, di sicurezza, di universalità, efficacia ed economicità che si intendono avviare». Insomma l’obiettivo è mettere un punto al disastro. Al prossimo “halloween” scopriremo se per l’Atm sarà definitivamente calata la “notte delle streghe”.

(foto Sturiale)

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