Comitato “Liberiamo la città-: “sognamo il litorale di Maregrosso ricco di villaggi turistici, hotel, lidi, discoteche, bar, pizzerie, negozi vari-

Comitato “Liberiamo la città-: “sognamo il litorale di Maregrosso ricco di villaggi turistici, hotel, lidi, discoteche, bar, pizzerie, negozi vari-

Redazione

Comitato “Liberiamo la città-: “sognamo il litorale di Maregrosso ricco di villaggi turistici, hotel, lidi, discoteche, bar, pizzerie, negozi vari-

sabato 09 Febbraio 2008 - 16:59

Villaggi turistici, hotel, lidi, discoteche, bar, pizzerie, negozi vari per ridare nuova vita al litorale di Maregrosso. Questo il sogno del Comitato spontaneo di cittadini “Liberiamo la città- e degli abitanti della parte centro-sud che vorrebbero vedere costruito lungo il litorale di Maregrosso un lungomare che partendo dal porto (da adibire al crocerismo e al diportismo con il trasferimento di tutte le attività incompatibili fuori città), dopo l’attraversamento della zona falcata (con la valorizzazione delle bellezze storiche e naturali), percorra da un capo all’altro la marina sud permettendo la nascita di una serie di attività collegate al mondo turistico, alberghiero, commerciale, ricreativo.

“Non è vero – spiega il presidente del comitato Liberiamo la città, Basilio Maniaci – come dichiara l’amministratore delegato della “Tourist-, ing. Vincenzo Franza, che la zona falcata “non può non essere adibita che ad attività produttive collegate ai piani di sviluppo portuale-, arrivando a difendere persino lo svolgimento di attività devastanti sul piano ambientale come quelle relative al bunkeraggio: “le cisterne e i depositi di bunkeraggio sono quasi invisibili nascosti dal verde e con sistemi di tutela ambientale-. Né, tantomeno, a un secolo dal terremoto del 1908, si può pensare a fare diventare “cuore della movida- soltanto l’area racchiusa nel sacro recinto dell’ex Palazzata, immaginando di “trasformare la Cortina del porto in Passeggiata a mare, con il tram che va e viene a bassa, senza più barriere, con negozi e ritrovi-.

E’ una forma di suicidio continuare a non pensare di fare causa comune con gli abitanti della parte centro-sud e, anzi, puntare sempre a piazzare sul loro territorio tutte le funzioni non gradite dal centro e a scippare quelle poche esistenti.

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