Comune, nel bilancio -buco nell'acquario-

Comune, nel bilancio -buco nell’acquario-

Redazione

Comune, nel bilancio -buco nell’acquario-

venerdì 26 Settembre 2008 - 10:00

La gestione della struttura affidata al CeSPOM costa a palazzo Zanca 179 mila euro

-Vi è stata la volontà comune di restituire un patrimonio, didattico, culturale, scientifico ed ora anche di ricerca, alla città di Messina-: così il sindaco, Francantonio Genovese, il presidente del Centro per lo Studio delle patologie degli organismi marini (CeSpom), prof. Salvatore Giannetto, il Rettore dell’Università, Francesco Tomasello, ed il direttore dell´Istituto Ambiente Marino Costiero (IAMC) sezione di Messina del CNR (già Istituto Sperimentale Talassografico), sintetizzavano nei loro interventi il significato della riapertura dell’acquario comunale, datata 21/03/2006, dopo i lavori manutentivi curati dal Comune. Una struttura costruita intorno agli anni ’50 e collocata in uno dei pochi polmoni verdi (così chiamiamolo) della città, Villa Mazzini.

Potenzialità sprecata o spreco per il Comune? Il conto consuntivo 2007 di palazzo Zanca parla chiaro: totale voce spesa 179 mila euro, totale entrate 0. Sembra un paradosso, ma è così, ed è facile spiegare come si concretizza. Se si analizza il conto uscite si scopre che i 179 mila sono suddivisi in 177 mila euro per finanziare il centro studi dell’acquario, mentre i restanti 2 mila euro sono per le spese per consumi energia elettrica. E i biglietti? Gli entroiti dei ticket? Una dei responsabili della struttura ci ha rivelato che vengono reimpiegati nella gestione, affidata dal 2003 al Ce.S.P.O.M (Centro per lo Studio delle Patologie Spontenee degli Organismi Marini). Probabile che vengano riferite alle voci che nel conto risultano a zero: interventi di manutenzione ordinaria e di gestione (compresi servizi pubblici, enel, telefono), spese telefoniche, fornitura di beni. E gli stipendi dei dipendenti?

A parte ciò, per le casse comunali si tratta solo di costi, un lusso che forse sarebbe il caso di sfruttare in maniera nettamente maggiore, magari organizzando mostre, stimolando alla visita i croceristi, pubblicizzando la struttura e perché no migliorando l’ambiente circostante, visto che la Villa Mazzini, come abbiamo mostrato in queste settimane, non vive un momento di particolare splendore. Tutto ciò almeno per portare i costi a zero, almeno questo.

Ci è stato comunque detto che la risposta del pubblico è abbastanza positiva, soprattutto per quanto riguarda scuole e navi da crociera. Questo è un momento di transizione dopo il periodo estivo. Autonomamente alcuni gruppi di turisti che scendono dalle grosse navi decidono di dare un’occhiata alle meraviglie acquatiche ospitate. In attesa degli istituti di istruzione, anche provenienti da fuori Messina, che fatto tappa soprattutto nei periodi di febbraio e marzo. Ma si potrebbe fare molto di più.

In tal senso si è cercato di incidere attraverso i prezzi, assolutamente accessibili: 3 euro per gli adulti, 2 per bambini, studenti, anziani, ingresso gratuito per bambini fino ai 12 anni quando accompagnati da un adulto pagante, la tariffa promozionale del sabato e della domenica per i nuclei familiari di minimo 3 persone (con bambini) che pagano 1 euro a componente. La visita guidata a richiesta per gruppi e studenti (massimo 25 persone) costa invece 15 euro.

Tornando all’aspetto gestionale, oltre al CeSPOM (il mandato scadrà nel 2009), lavora per gli aspetti curatoriali e didattici l’istituto -Aquastudio- di Messina, che si occupa, inoltre, della raccolta degli organismi. L’acquario dotato di 22 vasche espositive con un volume totale di acqua marina di quasi 100.000 litri. Inoltre, in 8 acquari a circuito chiuso, sono riprodotti alcuni ambienti acquatici del mondo. Le singole vasche hanno una capacità che varia dagli 8.000 ai 3.000 litri d’acqua. All’interno delle vasche marine sono ospitate oltre 60 diverse specie ittiche del Mar Mediterraneo (alcune sono frutto di donazioni da parte di pescatori locali). Sono presenti, inoltre, molte specie di organismi bentonici (anellidi, poriferi, tunicati, eccetera) e di alghe che colonizzano spontaneamente le vasche. Le vasche dell’Acquario ricevono acqua di mare prelevata direttamente dallo Stretto di Messina attraverso potenti elettropompe. L’acqua marina viene trasportata all’Acquario attraverso una tubazione posta sotto il livello stradale e, prima di essere distribuita alle vasche, viene decantata in un grande serbatoio di raccolta posto sopra la sala espositiva. Le vasche ricevono luce naturale attraverso un lucernaio posto sul tetto dell’edificio; inoltre, una illuminazione artificiale integra la quantità di luce necessaria per consentire una buona osservabilità degli ospiti da parte dei visitatori.

Non vogliamo spingerci a citare Genova, però se si volesse fare un parallellismo…

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