Per l’apertura dei cantieri servono ancora due nulla-osta, ma l’assessore Scoglio assicura: «Entro 10 giorni al via i lavori»
Prima di ‘correre’ alla Provincia per la presentazione di alcune delle iniziative in programma per la Notte della cultura, il sindaco Giuseppe Buzzanca ha presenziato alla firma del contratto d’appalto relativo alla messa in sicurezza del Torrente Guardia , ricadente nel villaggio Pace. Sono stati così ufficialmente consegnati i lavori alla ditta aggiudicataria Società Lavori Pubblici srl di Maletto (Catania),per gli interventi urgenti di riassetto territoriale delle aree a rischio idrogeologico , che rientrano – come spiegato dall’assessore allo Sviluppo economico e ai Lavori pubblici Gianfranco Scoglio (nella foto)- nella programmazione avviata nel 2003, a seguito dell’alluvione che costò la vita a tre persone, trascinate dal fango che invase il Torrente Ciaramita. Per la messa in sicurezza del Torrente Guardia, l’amministrazione comunale provvederà in particolare alla tombinatura e alla realizzazione di opere complementari. A tal fine, sono stati stanziati quasi 2 milioni di euro con la compartecipazione di Comune e Regione: il finanziamento regionale ammonta a 800 mila euro mentre l’ impegno finanziario di Palazzo Zanca di 1 milione e 46 mila euro. Prima di aprire i cantieri sarà però necessario attendere il nulla-osta idraulico da parte del genio civile e il nulla-osta da parte del Dipartimento viabilità. Scoglio ha comunque assicurato che i lavori – che dovranno essere completati in quindici mesi – prenderanno il via entro 10 giorni, compatibilmente con quelli attualmente in atto sulla riviera nord per il rifacimento del manto stradale e dei marciapiedi. L’esponente di giunta ha poi sottolineato che questo sul torrente Guardia va ad aggiungersi agli interventi già realizzati – spesso solo con le proprie risorse interne – a Mili S.Pietro, Mili S. Marco, S. Filippo e prossimamente anche sul Torrente Trapani. Scoglio, ha però, inoltre, ammesso che le sole risorse comunali non basteranno a mettere in sicurezza tutti torrenti della città e sarà quindi fondamentale il contributo della Regione, la quale dovrà attivarsi tramite il genio Civile. L’assessore Scoglio ha anche spiegato che il Comune ha competenze specifiche solo lì dove il nodo torrenti si intreccia con la questione viabilità, rappresentando di fatto una vera e propria arteria cittadina.
L’area oggetto dei lavori ricade in contrada Marotta del Comune di Messina e, precisamente, impegna l’asta torrentizia che si sviluppa dalla stazione di sollevamento AMAM al bivio che permette di giungere al torrente Pace. L’area di cantiere si presenta urbanizzata ed è gravata da sottoservizi (ENEL, TELECOM, AMAM ecc.) per i quali si attenziona in maniera particolare la presenza, in prossimità del traliccio posto a valle del tracciato oggetto di intervento, dei cavi interrati a 20.000 V. Nelle zone perimetrali del cantiere insistono fabbricati per civile abitazione ed una scuola oltre a diverse altri impluvi che si immettono nell’area oggetto di intervento per i quali si è previsto il convogliamento delle acque. Lo scatolare da mettere in opera, riveste particolare ed urgente importanza per gli abitanti della zona oltre che per gli utenti del citato plesso scolastico in quanto, allo stato, le acque torrentizie non canalizzate si riversano sull’area oggetto di intervento per poi essere convogliate più a valle nell’alveo del torrente.
L’intervento consiste esattamente nella sistemazione idraulica del torrente tramite la messa in opera di uno scatolare in c.a. interrato che si svilupperà per circa 600 m dalla vasca di calma, da realizzarsi nella parte ultima del torrente (in prossimità del bivio posto a monte della c.da Marotta Superiore), fino a giungere in prossimità della stazione di sollevamento AMAM. Le dimensioni interne dello scatolare sono tali da permettere la manutenzione tramite mezzi meccanici, operazione da compiersi agevolmente per la previsione progettuale, a circa metà dello sviluppo in lunghezza del canale (sezione n. 28 di progetto), di una rampa di accesso ad un’ulteriore camera dalla quale si giunge al canale più volte citato. Per la messa in opera del manufatto, attraverso uno studio approfondito del sito ed un puntuale rilievo celerimetrico dei luoghi, sono state individuati dei tratti di manufatti esistenti (fabbricati, muri e pertinenze prospicienti l’area oggetto di intervento) che interferiscono con le aree di cantiere interessate dallo scavo per la posa in opera del canale in c.a.. Per tale motivo, sono stati previsti in progetto dei tratti di paratie costituite da pali in c.a. di vario diametro e profondità (in parte tirantate) e muri di sostegno in c.a., posti a tutela dei manufatti presenti, anche al fine consentire lo svolgimento dei lavori in condizione di sicurezza.
Alla consegna dei lavori di stamattina era presente anche il responsabile unico del procedimento, ing. Salvatore Bartolotta. Progettisti dell’opera sono l’ing. Santi Mangano, il geologo Salvo Puccio, e l’ing. Angelo Lucentini, che è anche direttore dei lavori.
