Serve una prova di forza della maggioranza per dare disco verde agli emendamenti presentati dallo stesso centrodestra. Rimane il nodo Ztl: è legittima o no? Per le cause perse il Comune paga 160mila euro al mese.
Il ticket per l’attraversamento dello Stretto, con tanto di ampliamento della Ztl, è passato. Ma che fatica! C’è voluta una prova di forza a colpi di maggioranza da parte del centrodestra, con i capigruppo impegnati a -racimolare- telefonicamente i consiglieri assenti invitandoli ad accorrere a Palazzo Zanca, per approvare quegli emendamenti sui quali l’opposizione aveva puntato i piedi. Il centrosinistra, infatti, ha mantenuto la posizione indicata il giorno prima: o si vota la delibera così com’è, dunque senza emendamenti, o noi andiamo via. Sulle prime qualcuno del centrodestra tentenna, alcuni pensano di ritirare gli emendamenti (alla fine lo farà Restuccia dell’Mpa), ma alla fine passa la linea del capogruppo del Pdl Pippo Capurro: niente segnali di debolezza, loro se ne vanno? Ce li votiamo da soli, a colpi di maggioranza. Anche perché, essendo ieri caduto il numero legale, bastano diciotto presenze per rendere valida la seduta. E allora sospensione, telefonate a raffica per -convocare- gli assenti, ed ecco che il centrodestra raggiunge il numero di 19, con il centrosinistra che abbandona l’aula. La delibera passa, con tre emendamenti.
La proposta di delibera, presentata da Giuseppe Melazzo, Nello Pergolizzi, Antonio Fazio e Giuseppe Chiarella, è di -indirizzo politico- (dunque la giunta potrà poi modellarla), e chiede l’estensione della Zona a Traffico Limitato «lungo tutti gli assi viari interessati dallo sbarco-imbarco e transito di veicoli gommati da e per la Rada S. Francesco, il molo Norimberga ed il Porto Storico», subordinando l’ingresso ad essa per chi intende attraversare lo Stretto al pagamento di un ticket, dal quale chiaramente sono esentati tutti i residenti nel Comune di Messina. Nella proposta, inoltre, si chiede di istituire un apposito capitolo di bilancio cui destinare le somme derivanti dai suddetti tickets (secondo una stima almeno 6 milioni di euro), prevedendo di dirottare parte di essi ad «interventi di riqualificazione e miglioramento della circolazione urbana, manutenzione ordinaria e straordinaria della arterie cittadine, potenziamento del trasporto pubblico e realizzazione di parcheggi, cofinanziamento dell’attraversamento pedonale da parte dei pendolari residenti nel Comune di Messina, nonché, ove possibile compatibilmente con le normative vigenti, all’incremento dell’organico della Polizia Municipale». La riscossione delle somme andrà regolamentata attraverso la società di traghettamento, ma l’ultimo punto aggiunge di «prevedere nella predetta regolamentazione la reintroduzione di tariffe agevolate per il traghettamento di autovetture dei residenti nel Comune di Messina».
A questo -corpus- vengono aggiunti tre emendamenti, gli unici ad essere stati approvati dall’aula, nonostante fosse stata la stessa maggioranza a presentare i restanti tre. Su proposta di Trischitta, Ticonosco e Cocivera , le tariffe vengono aumentate rispetto a quelle originariamente previste dalla delibera, e diventano: 3,50 euro per le autovetture, 10 euro per i camion articolati e i bus turistici, 15 euro per gli autotreni. Gli stessi tre consiglieri aggiungono di destinare parte delle somme «ad un fondo che serva a coprire sino al 50 per cento delle spese sostenute dai residenti nella città di Messina per attraversare con propri mezzi lo Stretto». Infine viene approvato l’emendamento Melazzo, Capurro, Chiarella, che ritiene necessaria «adeguata rielaborazione delle zone destinate alla sosta a pagamento».
Su quest’ultime, infatti, si è aperta una querelle ad inizio seduta: è legittima o meno l’attuale Ztl? Secondo l’assessore alla Mobilità Melino Capone, intervenuto in aula, sì. Ma allora perché, si chiedono Capurro e altri consiglieri, il Comune paga mensilmente tra i 100 e 160mila euro di condanne del giudice di pace a seguito di ricorsi dei cittadini? «Perché finora il Comune non si è costituito, ritenendo eccessivo pagare oltre mille euro di pratiche per 22 euro di multa». Tanto che, aggiunge Capone, è intenzione dell’amministrazione troncare con questa abitudine, iniziando a costituirsi. La motivazione, comunque, fa sobbalzare alcuni consiglieri, con Pergolizzi che chede che «se ci sono scelte di dirigenti e uffici che hanno recato danno all’amministrazione, è ora che qualcuno paghi». La versione di Marcello Greco, capogruppo del Pd, è diversa: «Il giudice di Pace condanna il Comune perché la Ztl è palesemente illegittima». In realtà non è il pagamento su entrambi i lati della carreggiata ad essere illegittimo, come da qualcuno detto, ma la mancanza di adeguate aree di sosta libera nei pressi della Ztl, come evidenziato da Melazzo e Trischitta. Lo stesso Melazzo spiega poi: «E’ chiaro che quello della Ztl, se vogliamo chiamare le cose con il loro nome, è un escamotage, l’unico strumento tecnico per introdurre una norma che risarcisca la città per il passaggio dei tir dal centro».
Il centrodestra, dunque, dopo una faticosa (e molto, troppo confusa) seduta, riesce a far passare la delibera, finendo però per bocciare anche alcuni emendamenti presentati dagli stessi consiglieri della coalizione. Ma il primo colpo di maggioranza è stato -sparato-, forse una prova generale in vista dell’approvazione del consuntivo. E a proposito di consuntivo, è slittata a lunedì la riunione della prima commissione che avrebbe dovuto votare il bilancio, con conseguente prolungamento dell’attesa dei lavoratori dell’Atm.
(foto Dino Sturiale)
