Sul consuntivo arriva il parere dei revisori dei conti: il Comune ha debiti fuori bilancio per 57 milioni. Lavori pubblici: incassati da Stato e Regione il 90% in meno di quanto previsto

Sul consuntivo arriva il parere dei revisori dei conti: il Comune ha debiti fuori bilancio per 57 milioni. Lavori pubblici: incassati da Stato e Regione il 90% in meno di quanto previsto

Sul consuntivo arriva il parere dei revisori dei conti: il Comune ha debiti fuori bilancio per 57 milioni. Lavori pubblici: incassati da Stato e Regione il 90% in meno di quanto previsto

sabato 17 Luglio 2010 - 08:28

E molte opere “lasciano” la contabilità comunale per finire nel “pacchetto” dei poteri speciali. L’incognita delle dismissioni

Il consiglio comunale entro 20 giorni (anche meno) dovrà approvare il bilancio consuntivo 2009. Il commissario inviato dalla Regione, infatti, aveva prescritto che una volta giunta la relazione dei revisori dei conti, il Consiglio avrebbe dovuto accelerare. E la relazione è arrivata. Con rilievi importanti, seppur ormai abituali. Dal documento di 48 pagine dei revisori Roberto Aricò, Domenico Donato e Domenico Maesano viene fuori un dato su tutti e riguarda i debiti fuori bilancio: il Comune ne ha per 57,2 milioni di euro. Il punto è che al 31 dicembre 2009 ne sono stati riconosciuti appena 1,5 milioni. Cioè nulla. «Il Collegio – si legge nella relazione – considerato il permanere di elevati importi di debiti fuori bilancio censiti e non riconosciuti alla fine dell’esercizio 2009 ed al fine di non incrementate gli importi dovuti con ulteriori interessi ed oneri accessori, invita l’ente ad accelerare tutte le procedure per il riconoscimento ed il pagamento dei debiti fuori bilancio, anche con il ricorso a transazioni e/o rateizzazioni». I revisori ricordano poi la delibera della Corte dei Conti sul consuntivo 2008, quando tra le gravi irregolarità individuò i “consistenti debiti fuori bilancio non riconosciuti a fine esercizio”.

Secondo i revisori è «prioritario che l’ente promuova azioni di rivalsa su eventuali soggetti coobbligati e avvii azioni di responsabilità nei confronti dei soggetti che hanno determinato il sorgere del debito fuori bilancio». Un punto, questo, fondamentale, perché mai chi ha realmente prodotto i debiti fuori bilancio ha effettivamente pagato. Cambierà qualcosa? Ci si consenta di dubitare. Si pensi a quanto “entusiasmo” aveva accompagnato la nascita di una commissione d’inchiesta, in consiglio comunale, proprio dedicata ai debiti fuori bilancio e finita poi nel dimenticatoio dopo le dimissioni del presidente Felice Calabrò.

Per certi versi i bilanci comunali, come si può evincere anche dalla relazione, testimoniano una sorta di paralisi di questa città. Si spende poco per opere pubbliche, si prevedono mega entrate dalla Regione e dallo Stato per interventi e quant’altro, ma poi non si riesce a spendere nulla perché in realtà non si riesce ad incassare nulla. Un problema amministrativo ma anche politico. Basti un dato: nel previsionale 2009 si immaginavano entrate per trasferimenti in conto capitale per 242,3 milioni di euro. In consuntivo risultano appena 23,8 milioni, il 90 per cento in meno. E non è un caso che nel nuovo previsionale, quello 2010, si prevedano molte meno entrate alla stessa voce: 110 milioni di euro. In realtà alcuni capitoli hanno semplicemente cambiato casa. Lo si scopre dallo stesso previsionale 2010: opere per 107 milioni sono passate dalla contabilità comunale a quella “speciale”, con meno zavorre e vincoli, dei poteri speciali per l’emergenza traffico: la seconda canna degli svincoli (75 milioni), la via Don Blasco (15 milioni), altri 2,2 milioni per il III lotto degli svincoli, la nuova viabilità dei villaggi di S. Margherita e S. Stefano Briga (2,1 milioni), la copertura del III lotto del torrente Papardo (12,8 milioni). Tutte opere “sottratte” alle procedure comunali (e quindi anche alla voce del Consiglio) e finite sotto l’egida dei poteri speciali dell’Opcm 3633.

C’è poi il capitolo dismissioni, altro “tallone d’Achille” storico dei bilanci comunali. L’amministrazione si dice ottimista: «Siamo partiti, e questo è già tanto», il ritornello. Nel 2009 sono stati incassati 451 mila euro su 16,6 milioni di euro previsti, quest’anno si è già superato quota 1 milione e si spera tanto nella caserma dei Vigili del fuoco (già avviate le trattative con il ministero degli Interni) e sull’ex Silos granai. Un ottimismo che ha portato l’amministrazione ad aumentare, addirittura, la previsione di incasso a 19 milioni di euro. In ogni caso i revisori dei conti invitano il Comune ad «accelerare le procedure di dismissione del patrimonio comunale disponibile, in considerazione che alla data del 31 dicembre 2009 l’ente ha introitato somme assolutamente non in linea con le previsioni di bilancio. Si ritiene opportuno, in mancanza di una sollecita dismissione del patrimonio, che l’ente provveda al reperimento di risorse alternative per il pagamento dei debiti fuori bilancio riconosciuti e non ancora finanziati». Un’opportunità suffragata dal fatto che con gli incassi delle dismissioni, il Comune intenderebbe pagare anche i debiti dell’Atm. Dei quali però non si ha contezza. Ma quello delle partecipate è un altro capitolo. Forse il peggiore.

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