Il Governatore sul no ad Dpef: non solo utilizzo strumentale del voto dei “lealisti” PdL ma anche malumori creati dal blocco delle assunzioni. Il pres. dell’Ars, Cascio: «Revochi la Giunta e la ricomponga con le forze elette nel 2008». Il ministro La Russa: «Dimesso da siciliano. Berlusconi decida cosa fare»
Continuano a tenere banco le questioni politiche alla Regione dopo la mancata approvazione del Dpef e il conseguente vacillamento della maggioranza di Raffaele Lombardo, spaccatasi alla prima occasione dopo la separazione in due tronconi del PdL, vera e propria croce per il governo del leader autonomista. Mentre entrambe le componenti del Popolo della Libertà, “lealisti” e “ribelli siciliani”, attendono l’intervento di Berlusconi e Fini (vedi articolo correlato in basso) per risolvere questioni interne ormai arrivate praticamente ad un punto di non ritorno, il governatore deve affrontare la -sua- crisi. La volontà, ribadita ieri a più riprese, è quella di evitare il ricorso ad una nuova tornata elettorale pur confermando la necessità di una verifica di maggioranza.
«Mi auguro che non si torni al voto – ha affermato ieri Lombardo intervenendo alla trasmissione Omnibus, in onda su La 7 -. Non perche’ sono affezionato alla poltrona, ma perche’ sarebbe un disastro per l’isola. Il Dpef e’ un documento importante, ma non incide sulla gestione amministrativa e finanziaria della Regione». Oltre ad un utilizzo strumentale del voto da parte del “PdL ufficiale, il presidente ha poi indicato nel blocco delle assunzioni alla Regione una delle cause che hanno generato malumori nel centrodestra: « Il blocco delle assunzioni dei dipendenti regionali ha creato qualche fibrillazione che ha portato a quello che e’ accaduto l’altra sera al momento della mancata approvazione del Dpef in aula. I dipendenti censiti in Sicilia sono circa 20.000, ma a questi si devono aggiungere i forestali, i precari e tanti altri. Io ho invertito la tendenza bloccando le assunzioni, altrimenti saremmo arrivati al fallimento dell’isola. Ma questa decisione ha generato malcontento e i risultati sono stati questi».
Prova ad allontanare l’ipotesi di un ritorno al voto anche il presidente dell’Assemblea Regionale, Francesco Cascio: «La Sicilia non puo’ permetterselo proprio quando i principali indicatori dimostrano che la situazione economica peggiora sempre piu’ – afferma -. L’unica soluzione e’ l’azzeramento della giunta entro fine anno, con la ricomposizione della maggioranza che ha eletto Lombardo nel 2008». Cioè con il reinserimento dell’Udc e il ricongiungimento del blocco PdL.
Come già detto i problemi principali sembrano comunque essere figli delle grane nel partito di Berlusconi. Si attendono chiarimenti per risanare una spaccatura ormai sancita dalla nascita del PdL Sicilia ed emersa subito, alla prima “occasione utile”. La resa dei conti è stata rinviata alla settimana prossima, ma intanto è il ministro della Difesa Ignazio La Russa, componente siciliano del Governo nazionale, a rilasciare delle dichiarazioni, pubblicate dal quotidiano La Sicilia, che sanno di “Ponzio Pilato”: «Per il momento mi sono dimesso da siciliano. Non li sopporto piu’. Comunque gli hanno dato una bella legnata al presidente Lombardo. Da qualche settimana ho lasciato agli altri due coordinatori il compito di seguire la Sicilia. Chi semina vento raccoglie tempesta. Qui hanno tutti seminato vento e raccolgono tempesta, per cui preferisco al momento non occuparmene. Se Berlusconi vuole decidere, decida cosa fare».
