D'Amore: ecco cosa ho fatto per la Fiera. Ricevendo anche proiettili di lupara, come Bottari

D’Amore: ecco cosa ho fatto per la Fiera. Ricevendo anche proiettili di lupara, come Bottari

D’Amore: ecco cosa ho fatto per la Fiera. Ricevendo anche proiettili di lupara, come Bottari

venerdì 18 Febbraio 2011 - 12:14

Il commissario, il cui mandato è scaduto lo scorso 3 febbraio, racconta fatti e misfatti dell'ente dal marzo 2009 ad oggi (situazione economica e organizzativa) e rivela “l'avvertimento” subito. Nuovo incarico? Solo ad una condizione

Gioca “fuori casa” Fabio D’Amore per raccontare l’attività amministrativa dell’Ente Fiera durante la sua gestione. Il mandato di commissario è scaduto lo scorso 3 febbraio, dunque vengono scelti i locali dell’hotel Jolly per fare il punto della situazione su quanto fatto da marzo 2009 ad oggi e rispondere alle accuse mossegli nei giorni scorsi dal dipendente Giovanni Bitto (nell’altro articolo in home page). «Siamo lontani da sedi istituzionali perché parlo a titolo personale – fa rilevare subito -. Quanto mi sono insediato per la prima volta, quasi due anni fa, tutti pensavano dovessi portare la Fiera alla liquidazione data la condizione da fronteggiare: stipendi non pagati da 5 mesi, ufficio giudiziario alle porte, debito da un milione e otto con l’Autorità Portuale, ricusazione della banca che gestiva il servizio di tesoreria, bilanci non approvati dal 2005, la permanenza in dubbio nella cittadella di viale della Libertà». Una situazione fallimentare al fronte della quale D’Amore è orgoglioso di spiegare gli “antidoti” trovati: «Un emendamento alla finanziaria regionale permise di bloccare il debito con l’Autorità Portuale, ma è stata una ritrovata distensione nei rapporti ad avere cambiato il clima. Una fidejussione personale ha permesso un prestito ponte per allestire un campionaria estiva diversa, poi un atto di fiducia del nuovo istituto bancario al quale ci siamo appoggiati ci ha dato credito per scontare le fatture emesse».

Grazie a queste e ad altre operazioni, secondo quanto rivelato dal commissario “precario”, attualmente l’Ente non avrebbe scoperture in banca e vanterebbe crediti per 250mila euro. «Il tutto – continua -, senza avere mai usufruito di un contributo provinciale o comunale. In due anni ho fatto guadagnare quasi 700mila euro impiegate per il risanamento di esposizioni bancarie pari a 99mila euro, per il pagamento di 130mila euro all’Ap per dare vita alla successiva transazione, per pagare l’affitto degli uffici (36mila euro), per interventi finalizzati a rendere la fiera agibile (140mila euro), 100mila euro per soddisfare parte dei creditori, 194mila euro per gli stipendi dei dipendenti, coperti poi in toto grazie ai 350mila euro annualmente a carico della Regione».

Sul capitolo dipendenti D’Amore si sofferma ancora, parlando dell’organizzazione della struttura fieristica: «A mio avviso l’azione più importante è stata quella di dare un quadro di regole certe ai dipendenti. Così anche per gli espositori. Sono state “offerte” pari opportunità, prezzi uguali per tutti, attribuito il diritto di preferenza dello spazio espositivo e eliminato il “last minute”. Tra le scelte più coraggiose inserisco anche l’aver messo in discussione gli appalti di pulizia e guardiania, esaminando le proposte più convenienti e stipulando contratti con prezzi tirati all’osso. Sono stati sguinzagliati inoltre numerosi promoter, offrendo loro il 15% sui nuovi espositori portati in Fiera. Mi sono opposto alle ingiunzioni di pagamento per prestazioni a mio parere fuori mercato. Tutte queste azioni probabilmente non mi hanno portato grandi amicizie».

Il riferimento inizialmente velato non è casuale, tanto che il commissario rivela di essere stato vittima di minacce, quasi sempre coincidenti con le date di scadenza dei singoli mandati: «La prima lettera contenente minacce ed un proiettile di pistola era priva di affrancatura postale, per cui è lecito pensare che qualcuno ha potuto impunemente inserirla tra la mia posta e questo è un fatto ancora al vaglio degli inquirenti. Ma è solo uno degli episodi. Nel dicembre 2009 si ricorderà lo strano furto durante la Fiera dell’antiquariato (vedi correlato in basso). Successivamente, nel marzo del 2010, mi è stata recapitata una seconda missiva, questa volta inviata per posta e contenente altre “belle frasi” ed un proiettile di lupara, che però è stata intercettata dai Carabinieri prima che giungesse a destinazione. Oggi dico che questi vigliacchi, ben conoscendo la mia storia, hanno cercato di rievocarmi l’immane tragedia che mi ha colpito anni orsono con il vile omicidio del professore Bottari, una delle persone a me più care che ha segnato professionalmente la mia esistenza».

Nonostante ciò, D’Amore guarda già al futuro. «La Fiera è viva e vegeta e potrà essere rilanciata, lavorando onestamente – dichiara in conclusione -. Ho già detto in assessorato alla Regione che accetterò un nuovo incarico (ndr. la nomina potrebbe arrivare la prossima settimana) solo se mi verrà concessa la garanzia fidejussoria di 2milioni di euro con conseguente estinzione del contenzioso ancora in essere. Ho trovato 15milioni di euro per la costruzione di nuovi spazi dove svolgere fiere settoriali, anche perché secondo me l’attuale cittadella può ospitare la Campionaria e la fiera della Nautica, per altre è inadeguata. Abbiamo “aggredito” fondi europei del Pist tramite il Pisu per 10milioni di euro. Qualora dovessi continuare, abbiamo già previsto nuove manifestazioni con il contributo di più assessorati regionali, per rilanciare il ruolo e l’immagine dell’ente». (Foto Sturiale)

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