Dissesto idrogeologico, cura del territorio, prevenzione dei rischi: Buzzanca a tutto tondo in consiglio comunale

Dissesto idrogeologico, cura del territorio, prevenzione dei rischi: Buzzanca a tutto tondo in consiglio comunale

Dissesto idrogeologico, cura del territorio, prevenzione dei rischi: Buzzanca a tutto tondo in consiglio comunale

venerdì 19 Marzo 2010 - 14:45

Dibattito monotematico durante il quale si è discusso anche di Piano regolatore e degli “intoppi” burocratici sull’asse Messina-Palermo

«Mancano tanti consiglieri? Forse perché oggi è la festa del papà!». La prende con filosofia, il sindaco Giuseppe Buzzanca, quando qualcuno gli fa notare che, nonostante la sua presenza sia sempre molto richiesta, con lui in aula oggi erano pochi i consiglieri comunali all’appello. Eppure la tematica, quella del dissesto idrogeologico, era di tutto rispetto e di estrema, drammatica attualità, soprattutto dall’ottobre scorso. «Dobbiamo mettere mano al problema del rispetto del territorio – ha detto il sindaco – dal quale dobbiamo aspettarci reazioni anche violente. Non è una chiusura di fronte all’economia, ma un’anomalia c’è: il numero di abitazioni supera abbondantemente le richieste. Abbiamo abbozzato un percorso che, dopo le consultazioni, ci porterà alla definizione delle linee guida del nuovo Piano regolatore. Un passaggio fondamentale che consumeremo da qui a poco. Non dovremo lasciarci incantare da derive ambientaliste, né farci trascinare da derive interventiste».

Entrando nello specifico della questione dissesto idrogeologico, Buzzanca ha spiegato: «Abbiamo presentato diversi progetti, ma nel passaggio dal Lombardo bis al Lombardo ter qualcosa si è inceppato. Erano pronti finanziamenti per alcune decine di milioni di euro, tant’è che con il nuovo assessore Di Mauro siamo stati piuttosto chiari così come lui è stato chiaro con noi: di fronte a progetti concreti non si tirerà indietro, e il ministro Prestigiacomo farà altrettanto. Certo sulle linee strategiche dettate dal ministero dell’Ambiente, che specificano come gli interventi debbano mirare alla prevenzione e non a provvedere a quanto già accaduto, nascerà una diatriba tra la Regione e il ministero, ma anche tra noi e il ministero, in quanto le risposte bisogna darle anche ad eventi consumati». Buzzanca ha annunciato anche che presenterà «un disegno di legge che affronti in particolare la tematica della forestazione, un modo nuovo per affrontare l’emergenza dissesto. Ho inviato un nostro tecnico all’Accademia dei Lincei per un corso di altissimo livello, dovremo essere bravi ad attirare finanziamenti specifici per guardare con più attenzione al territorio, con interventi dallo scarsissimo impatto ambientale».

Buzzanca è andato oltre: «Il bilancio comunale è in fase di elaborazione, ma lo sottoporremo all’aula solo quando avremo le idee chiare a Palermo, dove stanno slittando i tempi della Finanziaria». Tornando al tema della cura del territorio, il sindaco intende «pensare a strumenti che possano coinvolgere tutta la città, le scuole, il demanio forestale. Se esisterà una linea guida finalizzata alla rivoluzione della mentalità, dando più significato alla forestazione, faremo un passo avanti. Certo è che in questa fase, in cui siamo alle porte della primavera, dovremo porci il grande problema del prossimo inverno. Abbiamo una strategia, dobbiamo individuare le priorità, intervenire nelle zone particolarmente vulnerate, sfruttando la forte collaborazione creatasi con la Protezione civile. Ma dobbiamo allargare il campo d’azione a tutta la città, a monte come a mare». Infine il punto sulle due azioni più importanti dell’amministrazione degli ultimi tempi, la bonifica di Maregrosso e l’ecopass. «Spero di qui a qualche settimana che possa essere sgomberata totalmente la zona di Maregrosso, 300 mila metri quadrati finora sottratti alla pubblica fruizione. Dovremo poi individuare impianti che tengano conto della vocazione del territorio, attraverso il confronto con forze politiche, sociali e ordini professionali, purché avvenga in tempi rapidi». Sull’ecopass, «stamattina ho avuto un incontro con le compagnie di navigazione e abbiamo tracciato un percorso condiviso. Ci sarà qualche voce fuori dal coro, qualche resistenza, ma andremo avanti. Avrò un altro incontro a Palermo dopodomani alle ore 15 con il rappresentante dei trasportatori. Devo anticiparvi, però, che l’incontro di ieri al ministero dei Trasporti ha chiarito che il tema di contestazione non è tanto l’ecopass ma l’ecobonus».

Dettagli importanti li ha dati Carmelo Gioè, geologo di Palazzo Zanca: «Il Pai, il Piano regionale dei dissesti, fa un censimento delle aree dove ci sono già stati degli eventi. Risulta un incremento, nel nuovo Pai in fase di aggiornamento, da 322 a 547 dissesti, salgono a 152 le aree al livello massimo di rischio, R4, e 105 quelle a livello R3. Per le aree a rischio R4 o comunque già proposte è uscito un bando Por: l’amministrazione ha invitato progetti per 59 milioni per le coste e 19 milioni per il rischio frane. E’ un bando aperto, dunque amministrazione può continuare a intervenire. Ma attenzione, il Pai non tiene conto della suscettibilità del territorio, ma solo di eventi già accaduti. Il passo ulteriore dovrà essere quello di valutare le zone prima che accada l’intervento, e questo lo abbiamo già chiesto al Ministero, che dovrà intervenire attraverso l’ISPRA o l’Enea».

La prevenzione prima di tutto, dunque. Punto cruciale, che già aveva sottolineato in apertura di lavori l’assessore alle Manutenzioni Pippo Isgrò: «E’ necessaria la prevenzione, perché il disastro è sempre alle porte. Ma ci vuole una squadra di tecnici che faccia solo questo, ad esempio un ingegnere idraulico, e non ce l’abbiamo al Comune». Secondo Fortunato Romano, assessore alla Protezione civile, «gli ultimi eventi dimostrano che la città è cresciuta da questo punto di vista. L’evento del 10 marzo ha trovato una macchina comunale più preparata. A mio parere si dovrà intervenire su quattro filoni: la regimentazione delle acque, la rivisitazione del Piano regolatore, l’aggiornamento del personale, l’approfondimento della conoscenza del Piano comunale». L’assessore all’Urbanistica Pippo Corvaja ha annunciato invece che «agli atti c’è una modifica del regolamento edilizio per introdurre un geologo all’interno della commissione edilizia e rendere obbligatoria, dunque, la relazione geologica».

Prevenzione, necessità di ottenere i fondi, ma anche di cambiare la cultura della città e di invertire la rotta nella gestione del territorio (vedi sacco edilizio): questi i temi di fondo anche del dibattito seguito alle parole dell’amministrazione, e che ha coinvolto i pochi consiglieri presenti. Hanno detto la loro Rizzo, Gennaro, Ticonosco, Tamà, Fazio, Isaja e Ansaldo, oltre al presidente Previti, che da novello “rivoluzionario” ha manifestato l’intenzione, qualora non dovessero arrivare i fondi, di noleggiare un pullman per trasferire in blocco il consiglio comunale a Palermo in segno di protesta.

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