Ente Porto. Le dichiarazioni dell'assessore regionale Venturi riaprono la strada della liquidazione

Ente Porto. Le dichiarazioni dell’assessore regionale Venturi riaprono la strada della liquidazione

Ente Porto. Le dichiarazioni dell’assessore regionale Venturi riaprono la strada della liquidazione

martedì 22 Giugno 2010 - 22:29

L'ipotesi dovrebbe essere ridiscussa in giunta a Palermo. Alla scadenza del mandato dell'attuale commissario straordinario nuovamente ad un bivio. L'assessore provinciale Bisignano: «Apprendiamo con compiacimento tale presa di posizione. Pronti ad avviare l'iter per la fuoriuscita definitiva dall'Ente se non si procederà in questa direzione»

Le dichiarazioni pronunciate qualche giorno fa dall’assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, hanno riacceso il dibattito sul futuro dell’Ente Porto. Il rappresentante del governo Lombardo infatti, rispondendo ad un’interrogazione del deputato messinese del Pd, Filippo Panarello, sulla sovrapposizione con l’Autorità Portuale e l’incertezza sullo stesso futuro dell’Ente, ha pubblicamente espresso la volontà di riportare in giunta la procedura di liquidazione dell’Ente Autonomo, ad oggi commissariato e alla ricerca di un obiettivo che non sia la sola contrapposizione politica all’Ap. A distanza di oltre 50 anni dall’istituzione del Punto Franco infatti (1951) e alla nascita successiva dell’Ente Porto (1953), non si rilevano particolari attività nonostante la superficie messa a disposizione (e un decreto di attuazione della norma sui vantaggi fiscali mai emanato). Messina oggi batte cassa e chiede risposte per la riqualificazione di una delle porzioni più belle e importanti del territorio, la zona falcata.

«Apprendiamo con compiacimento la risposta di Venturi – ha dichiarato l’assessore provinciale, Michele Bisignano -. La procedura era già state avviata l’estate scorsa ma poi abbandonata nei fatti con la nomina di un commissario straordinario (ndr. Madaudo). Prendiamo atto anche delle motivazioni che secondo l’assessore giustificano la necessità di intraprendere tale percorso». Venturi ha infatti affermato che l’eventuale liquidazione rientrerebbe pienamente «nell’ambito della forte spinta innovatrice e di lotta agli sprechi delle risorse pubbliche che il governo ha attivato sin dal suo insediamento».

«L’ente Porto non è un braccio operativo della Regione – continua Bisignano -, ma vede come soci fondatori la Provincia, il Comune e la Camera di Commercio di Messina. Per questo sarebbe opportuno, qualora non si concretizzasse l’ennesima marcia indietro, che per la nomina dell’eventuale commissario liquidatore si tenga conto di tale dato. Ciò anche in base a quanto previsto dall’art.21 dello statuto dell’Ente». Articolo che dichiara, nel caso di cessazione delle attività dell’Ente Autonomo, che il patrimonio netto aziendale venga diviso tra gli enti fondatori in proporzione del loro apporto sociale.

Adesso si attendono le prossime mosse della Regione: sarà strada definitiva o un nuovo cambio di rotta? Dopo aver avviato le procedure di liquidazione con la deliberazione n. 350 dell’11 settembre 2009, il decreto presidenziale n. 133 del 18 marzo 2010, in esecuzione della deliberazione della Giunta regionale n. 605 del 29.12.2009, revocava la precedente e nominava lo stesso Madaudo commissario straordinario per tre mesi con possibilità di rinnovo per un anno (nonostante l’art.19 dello statuto prevede che il periodo massimo non può essere superiore ai sei mesi). Alla scadenza del mandato ci si troverà nuovamente ad un bivio. Seguire quanto specificato nel decreto di nomina di cui sopra, e cioè l’obbligatorietà di istituire un nuovo Cda che sarà composto non più da 14 consiglieri come un tempo ma da 4 più il presidente (i consiglieri sarebbero nominati in rappresentanza di Comune di Messina, Provincia Regionale di Messina, Regione Siciliana, ministero delle Attività Produttive e Camera di Commercio). Oppure l’auspicata nomina del commissario liquidatore.

«Staremo a vedere – conclude Bisignano -. Se la soluzione non dovesse essere di nostro gradimento siamo pronti ad avviare l’iter per la fuoriuscita definitiva dall’Ente».(Correlati in basso gli ultimi articoli sull’argomento)

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