Il deputato regionale non condivide le destinazioni di breve durata come l'idea di -Fiera Aperta- lanciata lo scorso aprile dal commissario Fabio D'Amore. E rilancia: area da utilizzare per un grande Festival, per un -Laboratorio sull'Area dello Stretto-, per il tempo libero, per le arti e la cultura. Importante far rivivere l'Irrera a Mare
L’inaugurazione delle banchine Vespri-Colapesce nella nuova veste di unica importante banchina del porto di Messina con adeguati spazi per accogliere strutture idonee alle attività portuali, è stata occasione di “confronto” sulla pregiatissima area cittadina nota come “cittadella fieristica”. Sull’argomento è intervenuto il deputato nazionale, Vincenzo Garofalo, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sui programmi da realizzare che in parte sono già stati presentati e sono pure contenuti negli elaborati del piano regolatore portuale (vedi la scheda sul Prp nell’articolo correlato in basso).
Il 10 agosto 2006, nei locali dell’ ”Irrera a mare”, l’Autorità Portuale presentò un piano di interventi con l’obiettivo di rilanciare l’intera area per integrarla in un piano complessivo volto a realizzare un unico grande lungomare cittadino assieme alla Passeggiata a mare per continuare fino alla foce del torrente Annunziata. Nella stessa occasione fu sottolineata l’importanza di riportare in evidenza gli edifici originali progettati tra il 1938 e il 1956 da architetti di spicco quali Adalberto Libera, Mario De Renzi, Filippo Rovigo e Vincenzo Pantano, prestigiosi esponenti dell’architettura razionalista italiana. L’Autorità Portuale, coerentemente con quanto presentato, agì di conseguenza pubblicando tre bandi con i seguenti oggetti: 1. Progettazione e direzione lavori del restauro del portale, del padiglione mostre d’arte e turismo e del padiglione centrale; 2. Concorso di progettazione finalizzato alla ristrutturazione del fabbricato noto come “Teatro in Fiera”; 3. Affidamento in concessione dell’edificio “Irrera a mare” con ristrutturazione a carico del concessionario. Insieme a questi tre bandi fu allora deciso di avviarne un quarto finalizzato alla redazione di un piano particolareggiato per ridisegnare complessivamente l’area successivamente all’adozione del piano regolatore portuale. Queste attività sono già state messe in atto e soltanto la concessione dell’ ”Irrera a mare” non è andata a buon fine.
«Ritengo pertanto che per prima cosa bisognerebbe fare il punto della situazione con quanto programmato – afferma Garofalo -. Successivamente andrebbero definite le azioni conseguenti al piano particolareggiato con l’obiettivo di rendere questa pregiatissima area viva e fruibile sempre. Tra le cose che potrebbero essere ospitate all’interno del quartiere fieristico potrebbe esserci una sede di prestigio per le collezioni di arte moderna che sono ospitate in vari luoghi differenti e che sarebbero così inserite in un contesto coerente con la loro propria natura. Destinare quest’area ad iniziative di breve durata e di discutibile successo, nonostante gli sforzi enormi che vanno riconosciuti a tutti i commissari che si sono prodigati nel tempo compreso ovviamente l’attuale, Fabio D’Amore, rischia di essere un ripiego dal sapore del “tirare a campare”».
Il riferimento è anche all’idea di -Fiera Aperta- lanciata proprio da D’Amore sulle pagine di Tempostretto.it (vedi correlato in basso) lo scorso aprile. «Francamente non mi pare che tali iniziative presentate siano risolutive per l’Ente Fiera e offrano un programma adatto ai luoghi così come non credo si possa immaginare funzionale la scelta di trasformare i padiglioni 7A e 7B quali terminal per i crocieristi le cui navi sono in porto», continua Garofalo, che poi lancia una serie di idee: «Penso sia interessante immaginare di utilizzare l’area libera per organizzare un grande Festival e collegarsi con i grandi circuiti degli eventi estivi considerato che in qualche occasione il risultato è stato certamente positivo per tutti (mi riferisco allo spettacolo Notre Dame de Paris). Penso sia interessante immaginare di utilizzare l’area libera per organizzare un grande Festival e collegarsi con i grandi circuiti degli eventi estivi considerato che in qualche occasione il risultato è stato certamente positivo per tutti (mi riferisco allo spettacolo Notre Dame de Paris). Si potrebbe riprendere l’idea di creare un “Laboratorio sull’Area dello Stretto” nei locali inutilizzati al primo piano dei padiglioni centrali (Libera-Rovigo-Pantano) e soprattutto far rivivere, al più presto, il ritrovo dell’ ”Irrera a mare” come luogo baricentrico rispetto all’intera zona che comprende anche la Passeggiata a mare. La cittadella fieristica può tornare ad essere un parco attrezzato fronte mare per tutte le generazioni, per il tempo libero, per le arti e la cultura che già viene esaltata dalle testimonianze architettoniche e dal paesaggio mozzafiato arricchito dal passaggio delle navi che scelgono la nostra città come sede dei propri approdi. Se vogliamo immaginare un futuro diverso per Messina dobbiamo essere ambiziosi e quindi pensare in grande e unire tutte le forze possibili in una unica direzione».
