Il segretario regionale del Pd: «Non riesco a intravedere ipocrisia nelle parole del candidato alla Presidenza del Consiglio. Lo ha detto a chiare lettere, a differenza del leader del Pdl».
Veltroni dice no ai voti della mafia, e invita Berlusconi a fare altrettanto. E in questo non ci può essere nè ipocrisia nè scorrettezza. E’ Francantonio Genovese, segretario regionale del Pd, a ribadire che la presa di posizione del suo leader e candidato alla guida del Paese deve essere motivo di vanto, e non di polemiche. «Non riesco nemmeno a intravedere ipocrisia o scorrettezza in un candidato alla presidenza del Consiglio che dice a chiare lettere di non volere i voti della mafia ed invita il suo avversario a fare altrettanto. Veltroni, in Sicilia, ha avuto una posizione netta, diversamente dal leader del Pdl. E non si tratta di semplici parole. Questo è il momento in cui si ricerca il consenso degli elettori e questo è il momento in cui è doveroso chiarire che c’è un tipo di consenso che alla politica non interessa, per gettare, adesso, basi comuni ad un comune percorso nella lotta contro la criminalità organizzata.
«E’ un dovere per chi si candida alla guida di un Paese – conclude Genovese – così come per chi aspira a governare la Sicilia dove, oggi più che mai, dopo le inchieste giudiziarie anche recenti, il messaggio di rifiuto del voto controllato deve essere forte e diretto». Nei giorni scorsi lo stesso Veltroni aveva attaccato: «Berlusconi in Sicilia ha detto, -useremo i vostri voti contro la mafia-. E no, non è la stessa cosa. Certi voti non bisogna farseli dare e questa scelta va fatta con chiarezza di fronte al Paese».
(foto Dino Sturiale)
