Il dirigente della Protezione civile regionale Lo Monaco stempera le polemiche e annuncia l’imminente firma di Berlusconi sulla nuova OPCM. «Sono in fase avanzata due accordi di programma per impegnare oltre 400 milioni». Nell’ordinanza 15 milioni per i Nebrodi
Soldi finiti, anzi no. E’ un po’ surreale quanto accaduto negli ultimi due giorni attorno ai fondi per la messa in sicurezza di Giampilieri e degli altri centri colpiti dall’alluvione del 1. ottobre. Martedì, durante i lavori della IV commissione Ambiente dell’Ars, il dirigente della Protezione civile regionale Pietro Lo Monaco (nella foto) lasciava intendere che le casse erano vuote e che erano necessari nuovi “sforzi” da parte del governo nazionale. Nella tarda serata di ieri, invece, una nota sempre di Lo Monaco smorza notevolmente i toni, inevitabilmente inaspriti nel frattempo della ovvie reazioni di politica e Comitati, e assicura che i fondi stanno per arrivare. «E’ già pronta – si legge – una seconda ordinanza di protezione civile che in tempi brevissimi permetterà di attivare una serie di interventi di completamento per almeno 45 milioni di euro (di cui quindici, come spiegherà più avanti, destinati ai Nebrodi). E sono in avanzata fase di redazione due accordi di programma, che impegneranno oltre 400 milioni di euro per dare risposte di lungo periodo ai problemi del dissesto idrogeologico di tutte le aree a rischio della regione».
Riguardo all’annuncio sui 60 milioni di euro della prima ordinanza già esauriti, Lo Monaco precisa che «il dato va letto tecnicamente: la Protezione civile è stata in grado, in brevissimo tempo, di intervenire, progettare e appaltare i lavori più urgenti utilizzando fino in fondo tutte le risorse disponibili. Solo una parte dei 60 milioni della prima ordinanza sono stati spesi per i primi interventi di emergenza. Il resto delle somme è stato impegnato, non speso. I lavori cioè sono stati progettati e appaltati, non ancora realizzati. In alcuni casi non sono ancora iniziati». Lo Monaco aggiunge che «stiamo per entrare proprio adesso nella fase più delicata e impegnativa per la Protezione civile: la realizzazione degli interventi, che sarà certamente visibile e produrrà effetti concreti».
Lo Monaco entra poi nel dettaglio della nuova ordinanza di Protezione civile: «E’ pronta alla firma del presidente del Consiglio. Il ministero dell’Economia ha già dato l’assenso all’impegno dei primi 30 milioni messi a disposizione dalla Regione a valere sui fondi Fas, destinati a Giampilieri. Si attende il parere sull’impegno di altri 15 milioni, prelevati dalla stessa misura e destinati ai comuni dei Nebrodi. Per completare il quadro degli interventi su Giampilieri sarà necessario definire un accordo di programma con il governo nazionale». E qui, quantomeno, riacquistano un senso le parole del giorno prima: «Occorrono almeno altri 100 milioni», ha spiegato Lo Monaco, dunque i soldi non bastano, questo è chiaro. «La progettazione è in corso – ha concluso il dirigente della Protezione civile regionale – la Regione ha già destinato a questa fase altri 40 milioni del Fas. Il resto dovrà arrivare dal bilancio dello Stato. Il dissesto più complessivo dei Nebrodi, con interventi che costeranno oltre 150 milioni, rientrerà invece in un accordo di programma, già in avanzata fase di definizione, con il Ministero dell’Ambiente. La Regione impegnerà i 160 milioni di euro destinati al Pai, il Piano dell’assetto idrogeologico. Altri 160 milioni saranno garantiti dal Ministero».
Ieri, intanto, anche il deputato nazionale del Pd Francantonio Genovese era intervenuto in base all’allarme “soldi finiti”: «Che 60 milioni di euro sarebbero stati una cifra assolutamente insufficiente, anche solo per fronteggiare l’emergenza, lo avevamo denunciato chiaramente. Per questa ragione avevamo presentato quell’emendamento alla Finanziaria che prevedeva di vincolare almeno 300 dei 1000 milioni di euro, destinati dal ministero al Territorio Ambiente per il risanamento del dissesto idrogeologico, agli interventi straordinari finalizzati a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico nei territori del messinese colpiti dall’alluvione dell’1 ottobre. Ma il Governo, che difetta in lungimiranza quanto eccede in arroganza, ha preferito porre la fiducia, vanificando di fatto qualunque tentativo di colmare la grave lacuna della Finanziaria e sferrando l’ennesimo schiaffo alla popolazione messinese. Sarebbe opportuno, di fronte al dramma sociale che si sta consumando, chiarire quali sono gli interventi complessivi da effettuare, di quali stanziamenti necessitano e quale cifra ha realmente a disposizione in questo momento Messina per operare, non per amore di allarmismo – conclude Genovese – ma per onestà e rispetto nei confronti di coloro che vivono il dramma dell’alluvione».
(foto Dino Sturiale)
