Dura nota a firma di Salvatore Giangreco e Santino Cannata, della mozione di minoranza dei Verdi di Messina. I due ambientalisti dichiarano: «Il congresso provinciale del partito dei Verdi a Messina ha sancito una profonda spaccatura che non è soltanto di ordine organizzativo ma di ordine politico e di metodo». Le critiche si appuntano sulle modalità di rappresentanza degli elettori, secondo i due firmatari delle nota non del tutto trasparenti. A causa di queste modalità: «All’attuale minoranza dell’esecutivo del partito dei Verdi di Messina spettano solamente due esponenti, ma detta minoranza è tale soltanto per la conta delle tessere non per i risultati conseguiti nell’ultima tornata delle amministrative di gran lunga superiori a quelli dell’attuale maggioranza».
Giangreco e Cannata inoltre rilevano che gli attuali vertici del partito, quindi, anche se non è nominato direttamente, in primis il presidente Andrea Carbone, non hanno garantito la presenza di una sede «deputata al dibattito dei temi di scottante attualità politica e sociale». Ma, al di là delle ragioni esteriori, ai vertici vengono rinfacciate macroscopiche carenze soprattutto dal punto di vista politico, «data l’assenza – contrariamente a quelle di diverse associazioni ambientaliste e di altri partiti della sinistra – di prese di posizione riguardo: alle zone di protezione speciale di recente oggetto di massiccio assalto con i più svariati progetti ed interventi, non ultimo in maniera criminale con l’incendio di buona parte di tali zone del territorio messinese; degli eclatanti illeciti in materia urbanistica al vaglio della magistratura, una per tutte quella che va sotto i nome di -Oro Grigio-; della ricorrente riproposizione, da parte di forze politiche anche di centro sinistra, della realizzazione del ponte sullo Stretto; del mancato recupero e riciclaggio dei rifiuti che genera notevoli costi economici, sanitari ed ambientali per la nostra collettività; della genesi di società con capitale per intero o in maggioranza degli enti locali e la nomina di commissioni e consulenti che non fanno che aggravare le asfittiche casse di Comune e Provincia e che pesano oramai in maniera insostenibile sulle tasche dei cittadini; e dulcis in fundo, la mancata sottoscrizione del documento e partecipazione della Federazione provinciale dei Verdi di Messina alla conferenza stampa indetta dal Comitato per la -Sinistra- a Messina di giorno 17 agosto».
La nota si chiude ricordando che: «le uniche attività politiche sono costituite da proposte di piccolo cabotaggio: come quella del censimento del verde cittadino, sottese a far vedere che i Verdi messinesi sono in vita. In conclusione, appare evidente lo scollamento politico della maggioranza della Federazione provinciale dal resto dei partiti di sinistra e con la politica dei Verdi a livello regionale, nazionale e di chi scrive, manifestatasi, di recente, contraria al progetto di un’aggregazione alle formazioni politiche di sinistra per sostenere anche a Messina i programmi ed i temi dello sviluppo sociale, del lavoro e dell’ambiente».
