342 sì, 275 no, a mantenere in piedi la maggioranza i voti dei deputati vicini al presidente della Camera e al leader dell’Mpa Raffaele Lombardo. Bossi: “Unica strada il voto”. Bersani: “E’ la fiducia del cerino”.
La Camera ha dato la fiducia al governo Berlusconi ma in numeri dividono e fanno discutere. Su 620 presenti, i sì sono stati 342, i no 275. Determinante l’apporto dei finiani e dell’Mpa di Raffaele Lombardo, in mancanza del quale il governo non avrebbe raggiunto i 316 voti che garantiscono la maggioranza assoluta. Secondo i calcoli, infatti, senza il gruppo del presidente della Camera Giaunfranco Fini e del partito autonomista siciliano, non si andrebbe oltre i 303 deputati.
Immediate le reazioni del leader della Lega Umberto Bossi che, numeri alla mano, torna a chiedere ora più che mai il voto anticipato: “Le cifre sono risicate – ha affermato il leghista – la strada è stretta, nella vita meglio prendere la strada maestra, e la strada maestra è il voto”. Dello stesso avviso sembra essere proprio il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che oggi “festeggia” il suo 74 esimo compleanno.
I finiani hanno subito rivendicato il proprio peso nell’esito della votazione a Motnecitorio: «Il presidente del Consiglio ha dovuto prendere atto in aula che il gruppo di Futuro e Libertá c’è, si è conquistato il suo spazio e ha creato un’intesa politica e programmatica con l’Mpa di Raffaele Lombardo – ha sottolineato il deputato messinese Carmelo Briguglio -, essenziale per l’esistenza stessa della maggioranza di governo. Il risultato del voto ha detto agli italiani che senza Futuro e Libertá non ci sarebbe più questo governo».
